Due settimane di fede, tradizione e spettacolo nel cuore di Rieti, fino alla solenne Processione dei Ceri
Il Giugno Antoniano Reatino è molto più di una festa patronale: è il mese in cui Rieti, capoluogo dell'omonima provincia nel cuore del Lazio, riconosce sé stessa. Organizzata dalla Confraternita Pia Unione Sant'Antonio di Padova, ente ecclesiastico con sede in Piazza Mazzini, la manifestazione si sviluppa lungo oltre due settimane, dalla vigilia della memoria liturgica del santo fino alla reposizione dell'effigie a fine mese.
La struttura del calendario è ormai consolidata e volutamente tripartita: il programma liturgico si svolge nella Basilica di Sant'Agostino, quello culturale nel chiostro adiacente, mentre gli spettacoli serali prendono vita sul palco di Piazza Mazzini. Un impianto semplice che permette a devoti, curiosi e semplici passanti di trovare ciascuno il proprio spazio, senza che una dimensione soffochi l'altra.
Tutto converge verso la solenne Processione dei Ceri, che si tiene la domenica conclusiva. È il momento in cui la città cambia volto: già all'alba, nel chiostro di Sant'Agostino, viene distribuita la tradizionale cioccolata calda con i biscotti artigianali, un rito mattutino che raduna centinaia di persone prima ancora delle celebrazioni. Seguono le messe della mattina e il Solenne Pontificale presieduto dal vescovo di Rieti.
Nel pomeriggio le vie del centro si coprono di infiorate, tappeti di petali realizzati dai gruppi cittadini lungo il percorso processionale, con le strade chiuse al traffico. Alle prime ore della sera i portatori — estratti a sorte, secondo una consuetudine che qui si tramanda di generazione in generazione — sollevano i ceri e attraversano Rieti. La giornata si chiude a notte fonda con lo spettacolo pirotecnico, appuntamento che richiama pubblico da tutta la Sabina.
Accanto alla dimensione religiosa, il Giugno Antoniano ha costruito negli anni un cartellone musicale di rilievo nazionale, sempre a ingresso libero e gratuito. Piazza Mazzini ha ospitato nomi noti della canzone italiana, con concerti che partono in genere intorno alle 21.30 e riempiono la piazza fino a tarda sera. È una scelta precisa dell'organizzazione: la festa deve restare accessibile a tutti, senza biglietto.
Dall'edizione 2026 il programma si è arricchito del Festival della Reatinità, una settimana dedicata alla promozione identitaria del territorio. In cartellone sfilate di fanfare e raduni bandistici itineranti nel centro storico, teatro in dialetto reatino, gare di atletica, screening sanitari gratuiti ed esperienze enogastronomiche legate ai prodotti della provincia. Un modo per allargare la festa dalla sola devozione al racconto complessivo di una terra.
Rieti è spesso considerata il centro geografico d'Italia e resta una delle città capoluogo meno frequentate dal turismo di massa. Il Giugno Antoniano è l'occasione migliore per scoprirla: il Palazzo Papale, i portici medievali, il lungovelino e la Valle Santa francescana fanno da cornice a una festa che non ha nulla di ricostruito o folkloristico in senso turistico. È una tradizione viva, con una comunità che la porta avanti davvero, e questo la rende un'esperienza rara nel panorama delle feste patronali laziali.
L'edizione 2026 si è aperta il 12 giugno, vigilia della memoria liturgica di Sant'Antonio, con l'esposizione della statua nella Basilica di Sant'Agostino, e si è chiusa il 29 giugno con la reposizione dell'effigie. Presentata dal priore Alessandro Brunelli come «un'edizione speciale per il Giubileo Francescano», ha alternato festeggiamenti liturgici, convegni, occasioni di solidarietà e momenti di intrattenimento.
La grande novità è stata il Festival della Reatinità, una settimana di appuntamenti nel centro storico dedicata all'identità del territorio, dal raduno bandistico itinerante al teatro in dialetto. Il cartellone musicale ha portato in Piazza Mazzini Gianmarco Carroccia, Irene Grandi e Clara, con migliaia di persone in piazza per ciascuna serata. A chiudere, la Processione dei Ceri del 28 giugno e i fuochi d'artificio della VDS Fireworks di Borgorose.
In auto: da Roma percorrere la SS4 Via Salaria (circa 80 km, 1 ora e 15 minuti); da Terni la SS79 (circa 35 km). Durante le giornate della processione numerose vie del centro sono chiuse al traffico per le infiorate: conviene lasciare l'auto nei parcheggi periferici e raggiungere il centro a piedi.
In treno: stazione di Rieti sulla linea Terni-Rieti-L'Aquila-Sulmona, a pochi minuti a piedi dal centro storico.
In autobus: collegamenti Cotral diretti da Roma (stazione Tiburtina).
Le celebrazioni liturgiche, gli incontri culturali nel chiostro e i concerti serali in Piazza Mazzini sono gratuiti e a ingresso libero. Non è prevista alcuna prenotazione.
Per la Processione dei Ceri conviene arrivare con largo anticipo: il percorso si affolla rapidamente. Chi vuole vedere le infiorate le trova già completate nel primo pomeriggio. Al mattino presto, la distribuzione della cioccolata nel chiostro di Sant'Agostino è un momento suggestivo e poco conosciuto dai visitatori esterni.
Confraternita Pia Unione Sant'Antonio di Padova, Piazza Mazzini 1, 02100 Rieti — [email protected] — www.giugnoantonianoreatino.it
Nessuna foto al momento. Condividi le tue!
5 foto massimo, 5 MB per foto (JPG, PNG, WebP)
Aiutaci a tenere aggiornata questa scheda. Ogni proposta è verificata dal nostro team prima della pubblicazione.
Nessuna valutazione — sii il primo!
Nessun commento al momento. Sii il primo!
Condividi la tua esperienza con la comunità.
Basilica di Sant'Agostino e Piazza Mazzini
Piazza Mazzini 1, 02100 Rieti