La notte dei falò-scultura sui Monti Dauni
Nel cuore dell'inverno, quando il freddo avvolge l'Appennino Dauno, il borgo di Roseto Valfortore (provincia di Foggia, Puglia) si accende per una delle sue tradizioni più identitarie: i Fuochi di Sant'Antonio Abate, che i rosetani chiamano affettuosamente nel loro dialetto "I Foche de Sant'Antone". Ogni 17 gennaio, giorno del santo protettore degli animali domestici e delle attività contadine, le vie e le piazze del centro storico si trasformano in un grande palcoscenico a cielo aperto.
Il vero cuore della festa sono le cataste di legna, preparate per giorni dagli abitanti dei diversi rioni. Qui il fuoco non è mai banale: le fascine e i materiali naturali diventano falò-scultura, installazioni simboliche che raccontano scene di vita quotidiana, valori e memorie della comunità. Ogni quartiere allestisce il proprio, dando vita a un vero e proprio "palio dei fuochi" in cui la fantasia e la maestria dei rosetani si sfidano tra scintille e bagliori.
La dimensione religiosa resta il filo conduttore: la processione liturgica in onore di Sant'Antonio Abate e la benedizione degli animali domestici e da cortile rinnovano un legame antico tra il borgo e la sua vocazione agricola e pastorale. Attorno alle fiamme prendono vita le rappresentazioni teatrali in vernacolo rosetano, momenti di memoria e ironia popolare che riportano in scena la vita di un tempo, mentre le proiezioni di video mapping aggiungono un tocco di magia contemporanea.
Grande spazio è riservato alla gastronomia contadina dei Monti Dauni: profumi e piatti tipici della ricorrenza scaldano la notte insieme al fuoco. Si assaggiano pancotto, soffritto, pane unto, panino con salsiccia e il celebre caciocavallo impiccato, il tutto accompagnato dal vino locale e dal profumato vin brulé.
Vivere i Fuochi di Sant'Antonio significa scoprire Roseto Valfortore, incantevole borgo di pietra incastonato nell'alta valle del Fortore, al confine tra la Puglia e la Campania. La festa è diventata un appuntamento di richiamo per l'intera provincia di Foggia e per i comuni limitrofi, un esempio virtuoso di come cultura e tradizione possano animare i piccoli centri dei Monti Dauni anche nel cuore dell'inverno.
Per il 2026 I Foche de Sant'Antone hanno confermato il loro fascino, con il centro storico di Roseto Valfortore trasformato in un grande palcoscenico a cielo aperto. Accanto ai falò-scultura e alla sagra dei piatti tradizionali, la grande novità dell'edizione è stata la presenza di Lele Blade, uno dei rapper più seguiti della scena urban italiana, che ha portato la musica contemporanea tra le fiamme della tradizione. Il sindaco ha sottolineato l'importanza di investire sulla cultura e sulle tradizioni per la promozione e la destagionalizzazione turistica del borgo dei Monti Dauni.
Ogni anno intorno al 17 gennaio, giorno di Sant'Antonio Abate. L'evento si svolge prevalentemente nel tardo pomeriggio e in serata, con l'accensione dei falò dopo il tramonto.
Centro storico di Roseto Valfortore (FG), tra Piazza Umberto I e le vie e i larghi del borgo. I falò-scultura sono distribuiti nei diversi rioni.
Roseto Valfortore si raggiunge in auto dai Monti Dauni; l'uscita autostradale più comoda è quella dell'A16 (Napoli-Canosa), proseguendo poi verso l'alta valle del Fortore. In inverno si consiglia abbigliamento caldo per assistere ai falò all'aperto.
La partecipazione alla festa è gratuita. Le degustazioni gastronomiche sono a pagamento presso gli stand della sagra.
Evento promosso dal Comune di Roseto Valfortore con la Pro Loco e la partecipazione attiva della comunità locale.
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Centro storico di Roseto Valfortore
Piazza Umberto I, 71039 Roseto Valfortore