La più antica fiera della Campania, concessa nel 1299 da Carlo II d'Angiò, rivive fra Mastro Mercato, corteo storico e tiro con l'arco
Nel 1299 il re di Napoli Carlo II d'Angiò concesse all'Università di Marzano — l'antico nome del Comune di Marzano Appio, in provincia di Caserta — il privilegio di tenere un mercato settimanale ogni mercoledì e una fiera annuale della durata di quattro giorni in occasione della festa di San Giacomo Apostolo, il 25 luglio. Da quel documento nasce quella che è considerata la fiera più antica della Campania, tuttora viva nel calendario dell'Alto Casertano e riconosciuta come uno dei segni identitari più forti del territorio.
La fiera si teneva in origine al Largo delle Corregge, in un crocevia di antiche strade vicino alla Via Latina, dove il transito dei mercanti era intenso già in epoca romana: la tradizione locale ne fa risalire l'origine più remota a una fiera del sale presso il lago delle Corree. Nel 1765 la manifestazione fu trasferita nel centro di Grottola, il capoluogo comunale, nei pressi del Largo della Santissima Annunziata, dove si svolge ancora oggi.
Il personaggio centrale della manifestazione è il Mastro Mercato. Nell'ordinamento medievale era il capo dell'Università di Marzano e, per tutta la durata della fiera e per i sette giorni precedenti e successivi, esercitava la giurisdizione civile e criminale sull'intero mercato. La sua investitura avveniva alla presenza della popolazione e delle autorità «armate per decoro di detta Fiera», che accompagnavano lo stendardo del castello fino al luogo tradizionale di raduno.
Nella rievocazione contemporanea il ruolo è affidato al sindaco in carica, che indossa gli abiti d'epoca e legge pubblicamente gli antichi privilegi e i capitoli della fiera. È il momento più atteso della serata: un gesto semplice che rinnova ogni anno la memoria collettiva di una comunità che si riconosce nella propria storia.
Dopo la lettura dei privilegi si forma il corteo storico, che attraversa le vie del capoluogo fino a Piazza Mercato con figuranti in costume medievale, sbandieratori, spadaccini e gruppi storici invitati da tutta la Campania. Il filo narrativo è la vicenda dei Marzano, potente famiglia feudale del Mezzogiorno: le rappresentazioni teatrali messe in scena negli ultimi anni raccontano intrighi, alleanze e fasti della corte del conte Marino Marzano, protagonista delle vicende del Regno di Napoli nel Quattrocento.
Accanto alla parte rievocativa, la serata prevede la gara di tiro con l'arco, che mette in competizione le rappresentative del capoluogo e delle frazioni del Comune. È la parte più partecipata e più goliardica della festa, quella che coinvolge davvero i borghi sparsi sulle colline di Marzano Appio:
La vocazione originaria della fiera resta intatta: nel pomeriggio aprono le bancarelle tradizionali con artigianato, antiquariato e prodotti tipici, mentre in serata entrano in funzione gli stand enogastronomici. Fra le specialità che accompagnano da sempre la fiera ci sono il pesce marinato — piatto storicamente legato a questo appuntamento — e i dolci fritti preparati dalle associazioni del paese. È l'occasione giusta per assaggiare la cucina contadina dell'Alto Casertano, fatta di ingredienti semplici e ricette di casa.
La Fiera di San Giacomo non è una ricostruzione costruita a tavolino: è la continuazione di un evento economico e sociale documentato da oltre sette secoli. Chi arriva a Marzano Appio trova un borgo collinare a pochi chilometri da Teano, un centro raccolto che per una sera si riempie di torce, tamburi e stendardi, e una comunità che accoglie i visitatori senza filtri turistici. Per chi viaggia in questa parte della Campania, fra Roccamonfina e il Volturno, è una tappa che racconta molto più di quanto lascino immaginare le dimensioni del paese.
L'edizione 2026 della Fiera di San Giacomo si è concentrata su sabato 25 luglio, giorno della festa di San Giacomo Apostolo, con il calendario del Comune di Marzano Appio che indica la fiera nelle giornate del 25 e 26 luglio.
La mattinata ha avuto un taglio storico e civile: dopo la celebrazione eucaristica, presso la piazzetta «Norma Di Sandro» si è svolta la solenne benedizione dell'antica fiera, seguita dall'incontro con il professor Giuseppe Angelone, studioso della storia dell'Alto Casertano, sul tema «Oltre sette secoli di storia, luoghi e memorie». Angelone è lo stesso ricercatore che nel 1999, in occasione del settimo centenario, pubblicò i documenti medievali che attestano la concessione regia del 1299.
Nel pomeriggio hanno aperto le bancarelle tradizionali con artigianato, antiquariato e prodotti tipici. La sera è stata dedicata alla rievocazione: la rappresentazione «Intrighi e fasti presso la corte di Marino Marzano», curata da Luigi Formicola, ha aperto il corteo storico in abiti medievali; è seguita la gara di tiro con l'arco fra le rappresentative del capoluogo e delle frazioni, mentre gli stand enogastronomici hanno chiuso la giornata.
Sabato 25 luglio 2026 — giornata principale della fiera e della rievocazione storica:
Il calendario istituzionale del Comune di Marzano Appio indica la Fiera di San Giacomo nelle giornate del 25 e 26 luglio.
Marzano Appio si trova nell'Alto Casertano, in Campania, a pochi chilometri da Teano. In auto si esce dall'autostrada A1 a Caianello e si prosegue per una decina di minuti sulle strade provinciali in direzione Marzano Appio. La stazione ferroviaria di riferimento è quella di Teano, sulla linea Roma–Cassino–Napoli; l'aeroporto più vicino è Napoli-Capodichino.
La giornata si apre in mattinata con la parte religiosa e culturale; le bancarelle aprono nel pomeriggio, il corteo storico parte in prima serata e gli stand enogastronomici entrano in funzione dopo il tramonto. L'accesso alla fiera, al corteo e alle iniziative in piazza è libero e gratuito.
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Centro del capoluogo Grottola — Piazza Mercato e piazzetta Norma Di Sandro