La festa del patrono di Giarratana fra processioni, benedizione degli animali e l'asta dei doni
Arroccata fra i Monti Iblei a quasi 520 metri di quota, Giarratana è uno dei comuni più piccoli della provincia di Ragusa, in Sicilia. Ogni anno, a metà gennaio, l'intero paese si raccoglie attorno al suo santo patrono, Sant'Antonio Abate, in una festa che intreccia fede popolare, musica e tradizioni contadine. Il fulcro delle celebrazioni è la Basilica di Sant'Antonio, gioiello tardo-barocco ricostruito dopo il terremoto del Val di Noto del 1693, e il suo venerato simulacro ligneo.
Il cuore devozionale della festa è la statua di Sant'Antonio Abate, opera del 1626 custodita in basilica. Nel 2026 ricorre il quarto centenario del simulacro (1626-2026), una data che ha reso ancora più solenne la ricorrenza. Il parroco don Franco Ottone ricorda il messaggio del santo eremita: un uomo che vendette ogni cosa per donarla ai poveri e si ritirò nella preghiera e nella penitenza.
Momento centrale è la "sciuta", l'uscita del simulacro dalla basilica verso mezzogiorno, seguita dalla prima processione lungo il centro storico con soste nella chiesa di San Bartolomeo e nella chiesa Madre. Nel pomeriggio una seconda, breve processione vespertina attraversa le vie principali, prima della riposizione serale della statua. Le marce del corpo bandistico "Vincenzo Bellini", gli spari a cannone e il suono delle campane scandiscono l'intera giornata.
Sant'Antonio Abate è il protettore degli animali e del bestiame: la benedizione degli animali sul sagrato della chiesa Madre è uno dei riti più amati, retaggio del mondo agricolo e pastorale ibleo. Segue la tradizionale asta dei doni (la "cena"), durante la quale i fedeli offrono e si contendono prodotti della terra e oggetti votivi, il cui ricavato sostiene le opere della parrocchia.
La festa di Sant'Antonio Abate a Giarratana è una delle ricorrenze invernali più radicate della provincia di Ragusa e dell'altopiano ibleo. In una stagione di pochi eventi, richiama devoti e visitatori dai paesi vicini, offrendo uno spaccato autentico della religiosità popolare e delle tradizioni del Comune di Giarratana.
I festeggiamenti sono iniziati sabato 10 gennaio 2026 con il suono delle campane, gli spari a cannone e la celebrazione eucaristica presieduta da don Johns Avuppadan, seguita dal trasferimento del simulacro all'altare maggiore della basilica. Nei giorni successivi le messe hanno ricordato anche le vittime del terremoto del 1693.
Nel quarto centenario del simulacro (1626-2026), la devozione popolare ha animato l'intera giornata di domenica 18 gennaio.
Le celebrazioni si concentrano nella Basilica di Sant'Antonio Abate (Corso Umberto I, 138) e lungo le vie del centro storico di Giarratana (RG), con soste nella chiesa di San Bartolomeo e nella chiesa Madre.
Giarratana si raggiunge in auto dalla SS194 e dalle strade provinciali iblee; il paese dista circa 40 km da Ragusa. La stazione ferroviaria più vicina è quella di Ragusa, da cui si prosegue in auto o autobus.
La festa è religiosa e gratuita, aperta a tutti. La benedizione degli animali si tiene sul sagrato della chiesa Madre.
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Basilica di Sant'Antonio Abate
Corso Umberto I, 138, 97010 Giarratana