La festa patronale della frazione Melia tra devozione, riti antichi e sapori contadini
Nel cuore dei Monti Peloritani, la Festa di San Sebastiano è l'appuntamento più sentito dell'anno per la frazione Melia, nel Comune di Mongiuffi Melia, in provincia di Messina (Sicilia). San Sebastiano è patrono di Melia almeno dal 1570, anno cui si fa risalire la fondazione della chiesa a lui dedicata e testimoniato da un'antica campana fusa a Messina. Il simulacro venerato dalla comunità risale alla prima metà del XVII secolo e racconta, attraverso le frecce del martirio, la storia di un santo divenuto simbolo di protezione e di identità collettiva.
I festeggiamenti si aprono con la novena, che a partire dall'11 gennaio prepara la comunità al momento culminante. Il primo giorno della festa, nel tardo pomeriggio, si svolge l'apertura della cappella e la suggestiva discesa meccanica del fercolo con l'immagine del Santo, che viene poi traslata nella Chiesa Madre di San Nicolò di Bari. In serata la piazza si accende letteralmente con il rito del Pagghiaru, il grande falò tradizionale, accompagnato dall'accensione dei cannici e dalla sagra della salsiccia, con degustazione di cuzzole, salsiccia e vino offerte alla comunità.
Il giorno della festa si apre all'alba, intorno alle 5:30, con il canto tradizionale dell'Uffizio di San Sebastiano nella Chiesa Madre. In mattinata la Santa Messa precede la solenne processione del simulacro per le vie del paese. A mezzogiorno, in piazza, avviene uno dei momenti più caratteristici: la benedizione e la distribuzione delle frecce di San Sebastiano, pani a forma di freccia cotti nel forno a legna che richiamano il martirio del Santo. La giornata si chiude la sera con la processione di rientro, il canto del Lauro e la risalita dell'immagine nella cappella.
Più di una semplice festa religiosa, San Sebastiano a Melia è un momento di riappropriazione delle radici: i Meliesi, anche quelli emigrati, tornano al paese per ritrovarsi attorno ai riti di sempre. La fusione tra devozione popolare, gestualità antiche come il Pagghiaru e la convivialità della tavola fa di questa festa un esempio prezioso delle tradizioni popolari dell'entroterra messinese.
Piccolo Comune adagiato tra i borghi dei Peloritani, Mongiuffi Melia conserva un'atmosfera autentica fatta di paesaggi montani, antichi mestieri e gastronomia genuina. La Festa di San Sebastiano è l'occasione ideale per scoprire questo angolo poco conosciuto della provincia di Messina, a breve distanza dalla riviera ionica e da Taormina.
I festeggiamenti per San Sebastiano 2026 a Mongiuffi Melia, inizialmente fissati per lunedì 19 e martedì 20 gennaio, sono stati rinviati a sabato 23 e domenica 24 gennaio a causa delle condizioni meteorologiche avverse. La novena si era comunque aperta regolarmente l'11 gennaio.
Sabato 23 gennaio: alle 18:15 apertura della cappella e traslazione del simulacro nella Chiesa Madre; alle 20:00 accensione dei cannici e del tradizionale Pagghiaru, con degustazione gratuita di cuzzole, salsiccia e vino in piazza.
Domenica 24 gennaio: alle 5:30 il canto dell'Uffizio tradizionale; alle 10:00 la Santa Messa seguita dalla processione del Santo per le vie del paese; alle 12:00 la benedizione e distribuzione delle frecce di San Sebastiano in piazza; alle 19:30 la processione serale e il rientro dell'immagine nella cappella.
Mongiuffi Melia si raggiunge in auto dall'autostrada A18 Messina-Catania (uscita Taormina o Roccalumera) risalendo verso l'entroterra dei Peloritani. La stazione ferroviaria di riferimento è quella di Taormina-Giardini, da cui si prosegue su strada provinciale.
La festa si svolge tradizionalmente intorno al 20 gennaio, con la novena che inizia l'11 gennaio. In caso di maltempo le date possono essere rinviate.
La partecipazione ai riti religiosi e alle degustazioni tradizionali è gratuita.
Gennaio in montagna può essere freddo: si consiglia abbigliamento adeguato. Le strutture ricettive più ampie si trovano nella vicina riviera ionica e a Taormina.
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Chiesa Madre di San Nicolò di Bari e piazze della frazione Melia