I festeggiamenti del patrono San Nicolò e dell'Immacolata sui monti Sicani
Sui monti Sicani, nel cuore dell'entroterra della provincia di Agrigento, il piccolo borgo di Cammarata vive i suoi giorni più intensi all'inizio di dicembre. Tra il 6 e l'8 del mese si celebrano insieme il patrono San Nicola di Bari (qui chiamato confidenzialmente San Nicolò) e l'Immacolata Concezione, due ricorrenze che la tradizione locale lega in un unico, lungo abbraccio devozionale riassunto dal detto popolare "Acchiana Cola, scinni Maria" (sale Nicola, scende Maria).
Il legame tra Cammarata e San Nicola affonda le radici intorno all'anno Mille. Si racconta che l'arcivescovo di Bari, giunto in paese presso la nipote contessa Lucia, signora delle terre e del Castello di Cammarata, portò in dono una reliquia del corpo del santo. La contessa fece realizzare un braccio d'argento per custodirla e fece erigere una chiesa dedicata al santo, l'antica Matrice, distrutta poi da un incendio nel 1624. Dalla fine del Settecento la reliquia è racchiusa in una teca di vetro all'interno di un mezzo busto ligneo dorato del Vescovo di Mira, vero cuore della festa.
La giornata patronale si apre con la messa del mattino nella Chiesa Madre. Nel pomeriggio si svolge il tradizionale omaggio floreale al santo da parte del Sindaco e dell'intera cittadinanza: il corteo muove da Palazzo Trajna per raggiungere la chiesa Madre, dove viene celebrata la Messa Solenne. Subito dopo, una suggestiva processione con i fedeli, le confraternite e i comitati religiosi accompagna il busto di San Nicolò per le vie del centro storico, nella sera fredda dei Sicani.
Terminata la processione di San Nicolò cominciano i festeggiamenti dell'Immacolata. Rientrato il simulacro del santo in chiesa e riposto nella sua cappella, si procede alla tradizionale "Scinnuta d'Ammaculata": alcuni fedeli salgono sull'altare dove è collocata l'Immacolata, la scendono a braccia e la portano in processione lungo la navata centrale fino al sagrato, cantando a squarciagola le strofe dell'antica coroncina, mentre la banda musicale intona la tradizionale Ninnaredda. L'8 dicembre, alle prime luci dell'alba, dalla chiesa di Santa Maria parte un pellegrinaggio verso la Chiesa Madre per la messa dell'aurora, prima della processione del simulacro mariano verso la chiesa di San Vito.
Per Cammarata, comune della provincia di Agrigento in Sicilia, questa festa non è solo un evento religioso ma un momento di identità collettiva che si tramanda da secoli, capace di richiamare in paese i tanti cammaratesi emigrati. Tra processioni, canti popolari, banda e tradizioni gastronomiche dell'inverno siciliano, i tre giorni di dicembre restano l'appuntamento più atteso dell'anno.
I festeggiamenti del 2026 si terranno dal 6 all'8 dicembre, secondo il calendario tradizionale: il 6 dedicato al patrono San Nicolò, l'8 all'Immacolata Concezione. La struttura dei riti ricalca quella consolidata negli anni: messa mattutina nella Chiesa Madre, omaggio floreale pomeridiano con corteo da Palazzo Trajna, Messa Solenne e processione serale del busto ligneo dorato del santo per le vie del centro storico; quindi la "Scinnuta" dell'Immacolata accompagnata dalla banda con la Ninnaredda e, l'8 dicembre all'alba, il pellegrinaggio dalla chiesa di Santa Maria alla Chiesa Madre per la messa dell'aurora.
Il programma dettagliato con tutti gli orari sarà annunciato dagli organizzatori nelle settimane precedenti la festa.
Il programma dettagliato dell'edizione 2026, con orari e appuntamenti, sarà pubblicato a breve dal Comune di Cammarata e dalla Parrocchia di San Nicolò di Bari. La struttura tradizionale prevede:
La processione serale del busto ligneo dorato di San Nicolò e la tradizionale "Scinnuta" dell'Immacolata accompagnata dalla Ninnaredda.
Dal 6 all'8 dicembre. Il 6 dicembre è dedicato al patrono San Nicolò, l'8 dicembre all'Immacolata Concezione.
Centro storico di Cammarata (AG), con fulcro nella Chiesa Madre di San Nicolò di Bari. Le processioni partono e si snodano tra Palazzo Trajna, la chiesa di Santa Maria e la chiesa di San Vito.
Cammarata si raggiunge in auto dalla SS189 Palermo–Agrigento, uscita Cammarata–San Giovanni Gemini. Le stazioni ferroviarie più vicine sono lungo la linea per Agrigento e Palermo; in inverno conviene muoversi in auto. Posteggio nelle aree del paese, con limitazioni durante le processioni.
Tutte le celebrazioni sono gratuite e aperte a tutti.
Nessuna foto al momento. Condividi le tue!
5 foto massimo, 5 MB per foto (JPG, PNG, WebP)
Aiutaci a tenere aggiornata questa scheda. Ogni proposta è verificata dal nostro team prima della pubblicazione.
Nessuna valutazione — sii il primo!
Nessun commento al momento. Sii il primo!
Condividi la tua esperienza con la comunità.
Chiesa Madre di San Nicolò di Bari