La devozione di Santo Stefano Quisquina per il suo compatrono, il domenicano martire a Nagasaki
Questa edizione non è stata confermata dall'organizzatore ad oggi. Si consiglia di verificare con l'organizzatore prima di mettersi in viaggio.
Nel borgo di Santo Stefano Quisquina, arroccato a oltre 700 metri di altitudine tra i Monti Sicani in provincia di Agrigento, ogni estate si rinnova la devozione verso San Giacinto Giordano Ansalone, compatrono del paese. I festeggiamenti si svolgono tradizionalmente attorno alla prima domenica di agosto, collocazione legata alla vicinanza con l'8 agosto, memoria di San Domenico di Guzmán, fondatore dell'Ordine dei Predicatori a cui il santo stefanese apparteneva.
Giacinto Ansalone nacque a Santo Stefano Quisquina il 1º novembre 1598. A diciassette anni entrò tra i Domenicani nel convento di Agrigento, assumendo il nome di Giordano. Dopo gli studi a Palermo e a Salamanca, partì missionario verso l'Oriente: attraversò il Messico, raggiunse le Filippine e infine il Giappone, allora teatro di una violenta persecuzione contro i cristiani. Arrestato nell'agosto del 1634, sottoposto a terribili torture, non volle rinnegare la fede e morì martire a Nagasaki il 17 novembre 1634, all'età di trentasei anni. Beatificato a Manila nel 1981, fu canonizzato da Giovanni Paolo II il 18 ottobre 1987, diventando vanto e protettore della sua comunità d'origine.
Il cuore della festa estiva è un triduo di preparazione che precede la domenica solenne. Nei giorni del triduo, la Chiesa Madre di San Nicolò di Bari ospita il rosario, le litanie e le sante messe presiedute da sacerdoti e religiosi invitati, spesso accompagnate da momenti di approfondimento culturale e spirituale come presentazioni di libri legati alla figura del santo e alla tradizione domenicana.
La giornata conclusiva è dedicata alla festa solenne: dal mattino si susseguono le celebrazioni eucaristiche nelle diverse chiese del borgo, fino alla messa serale nella Chiesa Madre, seguita dalla processione cittadina con il simulacro del santo per le vie del paese. È il momento più sentito dalla comunità stefanese, che accompagna il proprio compatrono in un corteo di fede e di festa popolare che attraversa il centro storico.
La devozione verso San Giordano non si esaurisce in estate: il 17 novembre, anniversario del martirio, Santo Stefano Quisquina ricorda il proprio figlio illustre con celebrazioni liturgiche solenni e l'offerta dell'olio per la lampada votiva da parte dell'amministrazione comunale. La figura del domenicano stefanese, missionario fino all'estremo sacrificio in Giappone, resta un punto di riferimento identitario per l'intero paese dei Monti Sicani.
La festa di San Giacinto Giordano Ansalone è una delle espressioni più autentiche della religiosità popolare dell'entroterra agrigentino. Per chi visita la Sicilia interna in piena estate, rappresenta l'occasione di scoprire un borgo dei Monti Sicani, le sue chiese, l'Eremo di Santa Rosalia e una tradizione devozionale che unisce storia, arte sacra e comunità.
I festeggiamenti 2026 in onore di San Giacinto Giordano Ansalone a Santo Stefano Quisquina seguiranno con ogni probabilità la consuetudine che lega la celebrazione alla prima domenica di agosto. Al momento della redazione, tuttavia, le date precise e il programma dell'edizione 2026 non sono ancora stati pubblicati dagli organizzatori. Si rimanda agli annunci ufficiali della Parrocchia di San Nicolò di Bari e del Comune di Santo Stefano Quisquina per il calendario definitivo del triduo, delle celebrazioni eucaristiche e della processione del compatrono.
Santo Stefano Quisquina si trova nell'entroterra della provincia di Agrigento, sui Monti Sicani, a circa 60 km a sud di Palermo e 35 km a nord di Agrigento. In auto si raggiunge dalle strade statali e provinciali che collegano l'area dei Sicani; l'aeroporto più vicino è Palermo Falcone-Borsellino.
Le celebrazioni si concentrano nella Chiesa Madre di San Nicolò di Bari e nelle altre chiese del centro storico (Chiesa del Carmelo, Collegio di Maria, Eremo di Santa Rosalia), con la processione che attraversa le vie del paese.
Le celebrazioni religiose e la processione sono a ingresso libero e gratuito.
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Chiesa Madre San Nicolò di Bari