La festa patronale di Castelpoto, fra processione, rievocazione longobarda e salsiccia rossa
A Castelpoto, piccolo comune di poco più di mille abitanti arroccato a 293 metri di quota nella Provincia di Benevento, in Campania, la festa più attesa dell'anno cade a metà maggio. È allora che il borgo onora i suoi patroni, i Santi Martiri Costanzo, Simplicio e Vittoriano, con una celebrazione che intreccia da secoli devozione religiosa e festa di paese: novena, triduo predicato, messa solenne e processione delle statue lungo i vicoli, ma anche concerti in piazza, gara podistica, fuochi pirotecnici e tavolate all'aperto.
La tradizione agiografica racconta di Simplicio, cristiano originario della Burgundia, decapitato insieme ai figli Costanzo e Vittoriano durante il regno di Marco Aurelio, nel II secolo. Il loro culto è documentato almeno dall'XI secolo ed è vivissimo in due luoghi molto distanti fra loro: Celano, in Abruzzo, dove riposano le reliquie principali, e appunto Castelpoto, che conserva una reliquia insigne di San Costanzo. Se il calendario universale li ricorda il 26 agosto, la comunità di Castelpoto li celebra il 14 maggio, data che scandisce da generazioni il calendario del paese.
La parte devozionale è curata dalla Parrocchia di San Nicola Vescovo insieme al Comitato Festeggiamenti SS. Martiri. Nelle giornate che precedono la ricorrenza si susseguono la novena, le messe serali e il triduo predicato; il giorno del patrocinio prevede più celebrazioni eucaristiche, la deposizione della corona al monumento ai caduti, la messa solenne con le autorità civili e militari e la venerazione della reliquia di San Costanzo. Nel tardo pomeriggio la processione porta le statue dei tre martiri per le strade del centro storico, accompagnata dalla banda e da tutta la popolazione.
Accanto ai riti, il comitato organizza da anni un cartellone civile che ha fatto la fama della festa nel Sannio:
Nessuna festa a Castelpoto è completa senza la salsiccia rossa, insaccato locale riconosciuto come Presidio Slow Food e ottenuto da carni suine condite con il peperone essiccato del posto. Gli stand gastronomici allestiti durante i festeggiamenti la propongono alla brace, accompagnata dagli altri prodotti del territorio; in agosto è invece il fusillo al ferretto fatto a mano a dividersi la scena con lei nella storica Sagra del Fusillo. Per chi arriva da fuori, la festa patronale è quindi anche un'occasione golosa per conoscere una cucina contadina rimasta intatta.
Le origini di Castelpoto risalgono all'età sannitico-romana, ma è in epoca longobarda che il borgo prende forma, prima di passare sotto il dominio normanno e poi svevo, nell'orbita di Benevento. Restano da vedere la chiesa di San Nicola da Mira, ricostruita nel 1698, e il palazzo ducale della famiglia Bartoli. Il Comune sta investendo sulla rigenerazione culturale del «borgo longobardo» e la rievocazione in costume della festa patronale ne è oggi la vetrina più riuscita.
Le date si concentrano ogni anno intorno al 14 maggio: nelle ultime edizioni i festeggiamenti civili si sono distribuiti fra il 12 e il 15 del mese, con il fine settimana più vicino alla ricorrenza dedicato agli appuntamenti di maggior richiamo. Il programma dettagliato viene diffuso con il manifesto affisso in paese e sui canali del Comune poche settimane prima. È una festa autentica, non costruita per il turismo: chi cerca il Sannio più vero trova qui uno dei suoi appuntamenti più sinceri.
Anche nel 2026 il Comitato Festeggiamenti SS. Martiri e la Parrocchia di San Nicola Vescovo hanno curato la festa religiosa in onore di Costanzo, Simplicio e Vittoriano, con le messe, il triduo e la processione delle statue per il centro storico di Castelpoto.
La novità dell'anno è stata l'apertura del cartellone alla storia del borgo: il 15 maggio alle 20.00, in Piazza G. Garibaldi, il Comune ha portato in scena «La Fondazione di Castelpoto – Rievocazione Storica Longobarda», uno spettacolo in costume d'epoca sulle origini longobarde del paese, inserito nel più ampio progetto di rigenerazione culturale del borgo. Immancabili, come sempre, gli stand con la salsiccia rossa Presidio Slow Food.
Castelpoto si trova a poco più di dieci chilometri a sud-ovest di Benevento, raggiungibile in auto dalle strade provinciali che si diramano dal capoluogo. Chi viaggia in autostrada esce a Benevento sul raccordo con l'A16 Napoli-Canosa; in treno si scende a Benevento Centrale e si prosegue con i collegamenti su gomma verso il paese, perché la vecchia fermata ferroviaria di Castelpoto non è più attiva.
Celebrazioni religiose, processione e spettacoli in piazza sono a ingresso libero. Si paga soltanto quello che si consuma agli stand gastronomici, con prezzi da sagra di paese.
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Centro storico e Piazza G. Garibaldi