Il paese dei Monti Ausoni in festa per il suo patrono, tra novena, processione del busto d'argento e fuochi d'artificio
A Monte San Biagio, borgo dei Monti Ausoni affacciato sul lago di Fondi in provincia di Latina, il santo patrono non è soltanto una devozione: è l'identità stessa del Comune, che dal santo prende il proprio nome. Per questo i festeggiamenti patronali in onore di san Biagio, vescovo e martire, sono l'appuntamento più atteso dell'anno, capace di richiamare fedeli e visitatori da tutto il basso Lazio e dall'intera Arcidiocesi di Gaeta.
Il calendario è ampio e articolato: si comincia verso la fine di gennaio con l'apertura della novena e si prosegue fino all'ottavario, nei primi giorni di febbraio. Il cuore della festa resta il 3 febbraio, giorno della solennità liturgica di san Biagio, ma la partecipazione popolare si distribuisce lungo l'intero periodo, con celebrazioni quotidiane e momenti comunitari serali.
San Biagio è invocato in tutta Italia come protettore della gola: la tradizione lo lega al miracolo del bambino salvato da una lisca di pesce. A Monte San Biagio il rito dell'unzione della gola con le candele incrociate è il gesto più caratteristico della festa, insieme alla benedizione del pane e dell'olio, distribuiti ai fedeli e conservati nelle case per tutto l'anno. La vigilia coincide con la Presentazione del Signore, la Candelora, e alla benedizione delle candele si affianca quella dei bambini.
Il momento più suggestivo è la processione: il busto argenteo del santo, esposto alla venerazione dei fedeli fin dall'apertura della novena, viene portato a spalla lungo le strade del centro storico, accompagnato dalla banda musicale e da un corteo che attraversa i vicoli in salita del borgo medievale. La solenne concelebrazione eucaristica del 3 febbraio è tradizionalmente presieduta dall'arcivescovo di Gaeta.
Accanto al programma liturgico si sviluppa quello civile, curato dalle realtà associative del paese: concerti e serate musicali in piazza, luminarie che disegnano le facciate del centro, bancarelle, dolci tipici e lo spettacolo pirotecnico che chiude la giornata della solennità. È l'occasione in cui gli emigrati tornano al paese e le famiglie si ritrovano attorno alla tavola.
Il borgo è celebre anche per la salsiccia di Monte San Biagio, presidio della gastronomia locale, e per la sua posizione strategica tra il Parco Naturale dei Monti Ausoni e Lago di Fondi e la costa tirrenica di Terracina e Sperlonga. Chi arriva per la festa trova quindi un doppio motivo di visita: la ritualità di una comunità che celebra le proprie radici e un territorio che, anche in pieno inverno, offre paesaggi, borghi e sapori tra i più autentici del Lazio meridionale.
Dal 24 gennaio all'8 febbraio 2026 Monte San Biagio ha vissuto due settimane di celebrazioni in onore del suo patrono. L'apertura, domenica 24 gennaio, ha unito la santa messa, la benedizione dei bambini e l'esposizione del busto d'argento di san Biagio alla venerazione dei fedeli, dando avvio alla novena predicata da padre Massimiliano Scarlato ofm.
Il giorno centrale ha visto le celebrazioni eucaristiche del mattino e, alle ore 11, la solenne concelebrazione presieduta dall'arcivescovo di Gaeta monsignor Luigi Vari. Nel pomeriggio la statua del santo è stata portata in processione per le vie del centro storico. In serata, concluse le celebrazioni religiose, la piazza ha ospitato il concerto della tribute band di Pino Daniele Area Medina e lo spettacolo pirotecnico.
La settimana successiva si è chiusa con una nuova solenne celebrazione e con la seconda processione del busto, accompagnata dalla banda musicale Emilio Montano, prima della messa conclusiva dell'8 febbraio.
In auto: uscita Frosinone della A1 e poi superstrada verso Terracina, oppure la SS7 Appia da Terracina o da Fondi. In treno: la stazione di Monte San Biagio-Terracina si trova sulla linea Roma-Napoli via Formia, a pochi chilometri dal centro; nelle giornate principali della festa il Comune predispone abitualmente navette gratuite tra il parcheggio della stazione e il piazzale all'ingresso del centro storico.
La partecipazione a tutte le celebrazioni e agli eventi civili è gratuita.
Il centro storico è in salita e con vicoli stretti: si consigliano scarpe comode e abbigliamento invernale pesante, soprattutto per la processione serale. Nelle giornate del 2 e 3 febbraio conviene arrivare in anticipo, il paese si riempie molto. Per dormire, la scelta più ampia è a Fondi, Terracina e Sperlonga, tutte a meno di venti chilometri.
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Centro storico e Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista