Il lunedì in Albis dei devoti vestiti di bianco in Piazza Macrì
A Sant'Arpino, piccolo comune della provincia di Caserta nel cuore dell'agro atellano, il lunedì successivo alla Pasqua non è un giorno qualsiasi. È il lunedì in Albis, la data in cui migliaia di devoti della Madonna dell'Arco si mettono in cammino verso il santuario di Sant'Anastasia, alle falde del Vesuvio. La tradizione fa risalire questa devozione al 6 aprile 1450, quando — secondo il racconto popolare — un'immagine sacra della Vergine colpita durante una lite avrebbe sanguinato, dando origine a uno dei culti mariani più sentiti di tutto il Mezzogiorno.
A Sant'Arpino questa devozione ha trovato una forma tutta sua. L'associazione A.M.D.A. "Fujenti Atellani" di via San Giacomo, presieduta da Tommaso Colella, raduna ogni anno in Piazza Macrì le squadre di devoti — le cosiddette chiette — provenienti da tutto il territorio atellano e dall'hinterland napoletano, per una giornata intera di fede, musica e folklore.
I fujenti (letteralmente "coloro che fuggono", cioè che corrono verso la Madonna) sono devoti vestiti di bianco, con fasce rosse e azzurre incrociate sul petto: i colori mariani. Non è un costume di scena, ma un abito votivo che si indossa per sciogliere una promessa. Ogni chietta arriva in piazza portando:
Il momento culminante è l'esibizione: i portatori fanno volteggiare i pesanti quadri e i grandi vessilli a tempo di musica, mentre voci soliste intonano canti e poesie dedicate alla Vergine. È un gesto che richiede forza fisica, coordinazione e anni di apprendistato, e che il pubblico segue in un silenzio carico di emozione, rotto solo dagli applausi finali.
Da alcuni anni la manifestazione santarpinese si struttura come un vero e proprio concorso — la "Commissione" dei Fujenti Atellani — promosso dall'A.M.D.A. Sant'Arpino con il patrocinio del Comune di Sant'Arpino. Oltre dieci chiette si alternano sul palco naturale della piazza e una giuria assegna riconoscimenti a diverse categorie: migliore banda, miglior quadro, migliore poesia, migliore esibizione, migliore voce.
Il concorso non snatura la dimensione religiosa: la giornata resta scandita dai riti devozionali e dalla funzione in parrocchia, e la competizione funziona piuttosto come uno stimolo alla cura artistica dei quadri, dei canti e delle coreografie. Il sindaco Ernesto Di Mattia ha più volte definito l'appuntamento "una tradizione sana che fa bene al territorio", sottolineando il ruolo di aggregazione sociale che l'associazione — circa un centinaio di soci — svolge tutto l'anno.
La festa di primavera è solo la punta visibile di un percorso associativo continuo. L'anno dei devoti si apre ufficialmente in gennaio con il rito dell'alzabandiera: messa mattutina nella parrocchia di Sant'Elpidio Vescovo, corteo per le strade del paese in divisa e con la banda, e infine l'issata solenne della bandiera. Segue poi la preparazione dei quadri e dei toselli, che impegna le chiette per settimane.
Il ciclo si chiude con la domenica dell'ottava di Pasqua, quando i fujenti tornano in Piazza Macrì per una seconda giornata di esibizioni, generalmente più raccolta ma non meno partecipata.
Chi arriva a Sant'Arpino il lunedì in Albis assiste a una manifestazione autentica, non costruita per il turismo: qui non ci sono biglietti, palchi a pagamento o transenne per i "posti riservati". La piazza è aperta, l'ingresso è libero e la comunità partecipa in blocco, dai bambini agli anziani. È l'occasione per osservare da vicino una delle tradizioni immateriali più radicate della Campania, oggi al centro di un percorso di valorizzazione che guarda anche al riconoscimento come patrimonio culturale immateriale.
Attorno alla piazza, nella giornata di festa, non mancano i banchi dei dolci tipici pasquali e l'atmosfera conviviale dei paesi dell'agro atellano, a pochi chilometri da Aversa e dagli scavi dell'antica Atella.
La settima edizione del concorso dei Fujenti Atellani ha animato Sant'Arpino per due giornate. Il lunedì in Albis, 6 aprile 2026, le chiette si sono alternate in Piazza Macrì dalla mattina fino a sera; la domenica dell'ottava di Pasqua, 12 aprile, si è tenuta la seconda giornata di esibizioni, interrotta dalla pausa per la funzione religiosa.
L'edizione è stata dedicata alla memoria di Giuseppe Ottuso. Accanto alla chietta di casa, quella di via San Giacomo presieduta da Tommaso Colella, hanno partecipato numerose associazioni del territorio, tra cui l'A.M.D.A. di Sant'Antimo, l'A.M.D.A. di Casandrino, l'A.M.D.A. di Afragola e l'A.M.D.A. di Frattaminore.
La giuria del concorso ha assegnato i premi in cinque categorie, premiando bande, quadri, poesie, esibizioni e voci soliste. Il pubblico ha seguito le performance fino a tarda sera, con lunghi applausi per i portatori dei quadri più pesanti.
La stagione 2026 dei devoti era stata inaugurata domenica 11 gennaio 2026 con il rito dell'alzabandiera: messa alle 8:00 nella parrocchia di Sant'Elpidio Vescovo, corteo per le vie del paese con vessilli e banda, e issata solenne della bandiera attorno alle 12:30.
Manifestazione promossa dall'A.M.D.A. Sant'Arpino con il patrocinio del Comune di Sant'Arpino, dedicata alla memoria di Giuseppe Ottuso.
Piazza Macrì, nel centro di Sant'Arpino (CE), CAP 81030. Il corteo interessa anche le strade limitrofe e la parrocchia di Sant'Elpidio Vescovo.
La manifestazione in Piazza Macrì è a ingresso libero e gratuito. Le esibizioni si concentrano nella giornata del lunedì in Albis (mattina e pomeriggio-sera) e nella domenica dell'ottava di Pasqua (pomeriggio e sera).
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Piazza Macrì
Piazza Macrì, 81030 Sant'Arpino