La festa patronale di Poli fra rievocazione storica in dialetto, pellegrinaggio alla Mentorella e Festa dell'Ospitalità
Questa edizione non è stata confermata dall'organizzatore ad oggi. Si consiglia di verificare con l'organizzatore prima di mettersi in viaggio.
A poco più di quaranta chilometri da Roma, arroccato sui Monti Prenestini, il Comune di Poli (Città metropolitana di Roma Capitale, Lazio) celebra ogni anno a settembre il suo patrono Sant'Eustachio. Non è una sagra qualsiasi: la manifestazione è iscritta nel Registro delle Rievocazioni Storiche della Regione Lazio e viene curata dagli anni Novanta dall'associazione culturale Le Donne del Vicolo, insieme all'Amministrazione comunale e alla parrocchia.
L'origine ufficiale della festa risale al 1633, quando il Cardinale Aldobrandini concesse, su richiesta del duca Lotario II Conti e del figlio Torquato, il diploma che istituiva la Fiera di Sant'Eustachio. Da quasi quattro secoli, dunque, il borgo si ferma nei giorni intorno al 20 settembre, data legata al martirio del santo. La devozione popolare, però, è ancora più antica e si intreccia con la storia dei feudi Conti di questo angolo di Lazio.
Sant'Eustachio si chiamava Placido ed era un generale romano al servizio dell'imperatore Traiano. La tradizione racconta che, durante una battuta di caccia sulle montagne che sovrastano Poli, vide apparire una croce luminosa fra le corna di un cervo e udì la voce di Cristo. Convertito e battezzato con la moglie Teopista e i figli Teopisto e Agapio, perse ricchezze e famiglia, per poi ritrovarli e subire il martirio sotto Adriano. È questa vicenda — conversione, prova, ricongiungimento — che ogni anno rivive nei vicoli del paese.
È la formula che ha reso Poli conosciuta ben oltre i Monti Prenestini. Le famiglie aprono porte, cantine e cucine e distribuiscono primi piatti tipici, fagioli, carni alla brace, polenta, formaggi, porchetta, dolci casalinghi e vino del posto. Non c'è biglietto né listino: l'accoglienza è il senso stesso della giornata, e i vicoli si riempiono di canti e balli popolari fino a sera.
La festa si svolge tradizionalmente nel fine settimana intorno o immediatamente successivo al 20 settembre, con articolazione su tre giorni (venerdì, sabato e domenica). Nel 2025 si è tenuta dal 19 al 21 settembre. Per l'edizione 2026 il calendario ufficiale non è ancora stato diffuso al momento della redazione di questa scheda: conviene verificare le date sul sito del Comune di Poli o sui canali dell'associazione Le Donne del Vicolo prima di mettersi in viaggio.
Poli è un borgo di poche migliaia di abitanti, con un centro storico compatto dominato dal Palazzo Conti e affacciato sulla valle. Nei giorni della festa il paese diventa un teatro diffuso: la dimensione religiosa, quella storica e quella conviviale si sovrappongono senza soluzione di continuità. Per chi arriva da Roma è una delle occasioni più autentiche per capire che cosa significhi ancora oggi una festa patronale nel Lazio interno.
La Festa di Sant'Eustachio è un appuntamento consolidato del calendario di Poli (Città metropolitana di Roma Capitale, Lazio) e si tiene tradizionalmente nel fine settimana a cavallo del 20 settembre. Per il 2026 non risulta ancora diffuso il programma ufficiale.
Se l'edizione seguirà lo schema degli ultimi anni, il venerdì si aprirà con il Bando di Sant'Eustachio e una proiezione al Museo del Territorio; il sabato sarà dedicato al pellegrinaggio mattutino «Sulle orme del Santo» verso i santuari della zona e a una serata conviviale in Piazza Conti; la domenica vedrà la rievocazione in dialetto della conversione di Placido lungo il centro storico, la Messa nella Chiesa di San Pietro Apostolo, la processione con sbandieratori e, nel pomeriggio, la Festa dell'Ospitalità con i piatti della cucina contadina offerti nei vicoli.
Nessun nome, orario o dettaglio dell'edizione 2026 è al momento verificabile: si consiglia di consultare i canali del Comune di Poli prima di programmare la visita.
In auto da Roma: A24 uscita Tivoli, poi SS5 Tiburtina e strade provinciali verso Poli (circa 45 km, un'ora). Da Palestrina si sale in una ventina di minuti. Con i mezzi pubblici: autolinee Cotral da Roma Ponte Mammolo verso Tivoli o Palestrina con coincidenza per Poli; il servizio è ridotto la domenica, meglio verificare gli orari in anticipo.
Il centro storico è a traffico limitato durante la festa: si lascia l'auto nelle aree di sosta all'ingresso del paese e si prosegue a piedi. I vicoli sono in salita e in parte lastricati: consigliate scarpe comode.
La partecipazione agli eventi è gratuita. Anche la Festa dell'Ospitalità è a offerta libera: i piatti sono offerti dai rioni. Alcune cene comunitarie in Piazza Conti possono prevedere una quota di partecipazione.
A Poli l'offerta ricettiva è limitata a qualche B&B e agriturismo: chi desidera più scelta può appoggiarsi a Tivoli, Palestrina o Subiaco, tutte a meno di 30 chilometri.
Portare acqua e cappello per il pellegrinaggio del mattino, che si svolge su sentieri di montagna. Il momento migliore per assistere alla rievocazione è la mattina della domenica, mentre la Festa dell'Ospitalità comincia nel primo pomeriggio.
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Centro storico di Poli
Piazza Conti, 2, 00010 Poli