La festa patronale di Vicovaro tra processione, benedizione degli animali e sapori della Valle dell'Aniene
Il culto di Sant'Antonio Abate a Vicovaro è documentato fin dal XIV secolo, quando nella chiesa oggi dedicata al santo eremita egiziano operava una sorta di ospedale in cui venivano assistiti i malati di herpes zoster, il celebre «fuoco di Sant'Antonio». A quell'epoca risale anche la fondazione della Confraternita della SS.ma Croce e Sant'Antonio Abate, sodalizio che per secoli ha animato la vita religiosa e sociale del paese con attività di solidarietà e sostegno ai più deboli, e che ancora oggi custodisce la memoria della festa. Non stupisce dunque che il 17 gennaio, giorno liturgico del santo, sia la data più sentita del calendario vicovarese.
Nel giorno della ricorrenza si celebrano i vespri e una messa solenne, seguiti da una partecipata processione che parte dalla chiesa di Sant'Antonio Abate e si snoda per le vie del centro storico. A sfilare sono anche i confratelli, riconoscibili dal sacco bianco e dalla mantellina rossa con la Croce di Malta, segno distintivo dell'antico sodalizio. Vista l'importanza del patrono per la comunità, i festeggiamenti si prolungano per un'intera settimana, alternando momenti religiosi e appuntamenti civili che coinvolgono tutto il paese.
Il rito più celebre e amato della festa è la benedizione degli animali: secondo una consuetudine antichissima, gli abitanti conducevano le proprie bestie sotto il portico della chiesa del santo — protettore degli animali e del mondo contadino — per riceverne la benedizione. La tradizione è tuttora viva e richiama ogni anno famiglie con animali domestici e da cortile, in un rito che racconta il legame profondo tra l'uomo, la terra e le creature che la abitano.
Come in ogni festa patronale che si rispetti, anche a Vicovaro la devozione ha il suo lato goloso. Durante i festeggiamenti, presso la chiesa di San Pietro Apostolo viene offerto alla popolazione un rinfresco a base di ciambella all'anice e della tipica «pastarella» di Sant'Antonio, dolci semplici della tradizione contadina che accompagnano da generazioni la ricorrenza di gennaio.
Cuore della festa è la chiesa dedicata al santo, che sorge a sud dell'abitato, tra la Via Tiburtina Valeria e il fiume Aniene. Ricostruita tra il 1743 e il 1755 dall'architetto Pietro Torelli, conserva un elegante portico rinascimentale con quattro colonne in breccia e capitelli dorici in marmo bianco, sotto il quale si ammira un affresco raffigurante Sant'Antonio. All'interno è custodita una statua in terracotta policroma del XVI secolo che ritrae il santo seduto in trono, in atto benedicente: è attorno a questa immagine che da secoli si raccoglie la devozione dei vicovaresi.
Il Comune di Vicovaro, nella Città Metropolitana di Roma Capitale, in Regione Lazio, è un borgo di origini antichissime affacciato sulla valle dell'Aniene, lungo il tracciato della Tiburtina Valeria. La festa patronale è l'occasione ideale per scoprirne le bellezze, dal tempietto rinascimentale di San Giacomo al convento di San Cosimato, e per assaporare l'atmosfera autentica di uno dei paesi più caratteristici dell'entroterra romano, a meno di un'ora dalla Capitale.
L'edizione 2026 della festa patronale si è svolta sabato 17 gennaio, giorno liturgico di Sant'Antonio Abate. Momento centrale è stata la solenne celebrazione eucaristica nella chiesa parrocchiale di Vicovaro, presieduta da monsignor Mauro Parmeggiani, vescovo della diocesi di Tivoli e Palestrina, che nell'omelia ha invitato i fedeli a «riscoprire il silenzio affinché Dio parli al nostro cuore», richiamando la spiritualità dell'eremita egiziano.
Alla celebrazione hanno preso parte anche le autorità civili, tra cui il vice prefetto aggiunto Laura Mattiucci con la fascia tricolore e i commissari prefettizi del Comune, a testimonianza di una festa in cui devozione popolare, identità storica e vita civica si intrecciano. Secondo tradizione, la giornata è stata accompagnata dai vespri, dalla processione per le vie del centro storico e dalla benedizione degli animali presso la chiesa di Sant'Antonio Abate.
Vicovaro si trova lungo la Via Tiburtina Valeria (SR 5), a circa 45 km da Roma. In auto: autostrada A24 Roma-Teramo, uscita Vicovaro-Mandela, poi breve tratto sulla Tiburtina. In autobus: linee Cotral dal capolinea di Roma Ponte Mammolo (metro B) in direzione Valle dell'Aniene. In treno: linea regionale Roma-Avezzano-Pescara, stazione di Vicovaro-Mandela, a breve distanza dal paese.
Tutte le celebrazioni della festa patronale — messa solenne, vespri, processione, benedizione degli animali e rinfresco tradizionale — sono gratuite e aperte a tutti.
A gennaio il clima della Valle dell'Aniene è rigido: si consiglia un abbigliamento caldo, soprattutto per la processione. Chi desidera far benedire il proprio animale può presentarsi presso la chiesa di Sant'Antonio Abate nel giorno della festa. Per informazioni: Comune di Vicovaro, tel. +39 0774 498002.
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Chiesa di Sant'Antonio Abate e centro storico
Via Tiburtina Valeria, 00029 Vicovaro