Cento facchini, una torre di luce alta oltre trenta metri: la notte più attesa di Viterbo, Patrimonio UNESCO
La Festa di Santa Rosa è il momento più identitario dell'anno per Viterbo, capoluogo dell'omonima provincia nel Lazio settentrionale. Il suo culmine è il Trasporto della Macchina di Santa Rosa, la sera del 3 settembre: una torre monumentale illuminata, alta oltre trenta metri e pesante circa cinque tonnellate, viene portata a spalla da circa cento facchini attraverso il centro storico medievale. Dal 2013 il Trasporto è iscritto dall'UNESCO nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità all'interno della Rete delle grandi macchine a spalla italiane, insieme ai Gigli di Nola, alla Varia di Palmi e ai Candelieri di Sassari.
La festa affonda le radici nel 4 settembre 1258, quando per volere di papa Alessandro IV il corpo di Rosa, giovane e amatissima figura religiosa viterbese morta nel 1251, fu traslato in solenne processione al monastero che oggi è il Santuario di Santa Rosa. Da quella traslazione nasce la tradizione del Trasporto: nel corso dei secoli il baldacchino processionale si è trasformato in una vera architettura mobile, sempre più alta e spettacolare, rinnovata nel disegno ogni cinque anni tramite concorso pubblico.
Dal 2024 sfila Dies Natalis, la Macchina ideata dall'architetto viterbese Raffaele Ascenzi: una struttura di 33 metri articolata in cinque sezioni, popolata da decine di statue di angeli dai volti ispirati a cittadini viterbesi e coronata dalla figura della Santa. Quando cala il buio e la città spegne le luci, la Macchina avanza scintillante tra le facciate dei palazzi, in un silenzio carico di emozione rotto dagli ordini del capofacchino e dagli applausi della folla.
Il Trasporto parte alle ore 21 da piazza San Sisto, presso Porta Romana, e percorre circa 1.200 metri con cinque soste: via Garibaldi, piazza Fontana Grande, via Cavour, piazza del Plebiscito, via Roma, piazza delle Erbe, corso Italia con sosta alla chiesa del Suffragio e piazza del Teatro. Il gran finale è la ripidissima salita di via Santa Rosa, affrontata di corsa, fino al sagrato del Santuario dove la Macchina resta esposta e illuminata nelle sere successive.
I protagonisti sono i Facchini di Santa Rosa, riuniti in un Sodalizio che seleziona i portatori con severe prove di portata: divisa bianca, fascia rossa in vita e copricapo di cuoio, portano sulle spalle un carico che sfiora i 50 chili a testa. Essere facchino è un onore che si tramanda di generazione in generazione ed è uno dei tratti più profondi dell'identità viterbese.
Attorno al 3 settembre ruota un ricco calendario promosso dal Comune di Viterbo: i trasporti delle minimacchine dei quartieri Pilastro, Santa Barbara e Centro Storico, portate dai mini facchini; il corteo storico in costume e la processione con il Cuore di Santa Rosa del 2 settembre; la novena al Santuario; i concerti a Pratogiardino; il tradizionale luna park a Porta Faul e la Fiera di Santa Rosa del 4 settembre, giorno della festa liturgica.
La festa è anche l'occasione per scoprire Viterbo, la Città dei Papi: il quartiere medievale di San Pellegrino, il Palazzo dei Papi, le terme e i borghi della Tuscia viterbese. A inizio settembre la città è nel pieno del suo fermento, tra sapori tipici della provincia e un'atmosfera che unisce fede, orgoglio civico e spettacolo.
Il 2026 è un anno speciale per la Festa di Santa Rosa: le celebrazioni si intrecciano con l'Anno Giubilare Francescano promosso dal Santuario e dalla Diocesi di Viterbo. Si comincia il 22 agosto con la riapertura del Santuario, restituito alla città dopo la ristrutturazione, e con la messa presieduta dal vescovo Orazio Francesco Piazza; dal 25 agosto al 3 settembre si tiene la tradizionale novena.
Il fine settimana del 29 e 30 agosto sfilano le minimacchine dei quartieri Pilastro e Santa Barbara, seguite il 1° settembre dal 58° trasporto della minimacchina del Centro Storico. Il 2 settembre il corteo storico e la solenne processione con il Cuore di Santa Rosa attraversano il centro, con concerto serale a Pratogiardino. Giovedì 3 settembre alle 21 il momento più atteso: il Trasporto della Macchina Dies Natalis da piazza San Sisto al Santuario, preceduto dai Primi Vespri e seguito dal dj set a Pratogiardino. Il 4 settembre la festa liturgica con la messa solenne delle 10:30 e la grande Fiera di Santa Rosa per le vie della città.
In treno: Viterbo è collegata a Roma con le linee regionali (stazioni Porta Romana e Porta Fiorentina, entrambe vicine al percorso). In auto: A1 uscita Orte e superstrada per Viterbo, oppure SS2 Cassia; la sera del 3 settembre il centro è chiuso al traffico, parcheggiare nelle aree esterne e proseguire a piedi.
L'accesso lungo il percorso è gratuito ma la folla è imponente: arrivare con largo anticipo, scegliere una postazione presso le piazze delle soste e rispettare i varchi di sicurezza. Tribune e sedie a pagamento nelle piazze principali. La Macchina resta esposta e illuminata al Santuario nelle sere successive al Trasporto.
Nessuna foto al momento. Condividi le tue!
5 foto massimo, 5 MB per foto (JPG, PNG, WebP)
Aiutaci a tenere aggiornata questa scheda. Ogni proposta è verificata dal nostro team prima della pubblicazione.
Nessuna valutazione — sii il primo!
Nessun commento al momento. Sii il primo!
Condividi la tua esperienza con la comunità.
Pubblicato da Valentin Contard, redattore delle schede dei festival. Rivisto, corretto e convalidato da Christophe Contard, caporedattore. .
Centro storico di Viterbo, da Porta Romana al Santuario di Santa Rosa
Piazza San Sisto, 01100 Viterbo