La festa estiva del martire con i nuri scalzi e la vara del 1619 a Motta d'Affermo
La Festa di San Sebastiano è uno degli appuntamenti più sentiti del calendario estivo di Motta d'Affermo, piccolo borgo arroccato a circa 670 metri di altitudine nell'entroterra dei Nebrodi, in provincia di Messina, in Sicilia. Affacciato su una collina da cui si scorgono le Isole Eolie, il Comune accoglie ogni 19 agosto un flusso di fedeli e di emigrati che tornano al paese natale per rinnovare un voto di devozione che si tramanda da generazioni.
Secondo il calendario liturgico San Sebastiano si celebra il 20 gennaio, ma a Motta d'Affermo la festa è stata trasferita in piena estate. La scelta nasce da una doppia ragione: permettere agli emigrati di partecipare durante le ferie estive e godere di un clima ben più favorevole rispetto al rigido inverno dei Nebrodi. Così, ogni anno, il martire viene onorato nel cuore di agosto, in un periodo in cui il borgo vive anche le celebrazioni per San Luca, santo patrono del paese, e per San Rocco.
Il momento più atteso è la processione della questua. La statua del santo viene issata su una preziosa vara del 1619, addobbata con nastri di mille colori, e affidata ai nuri: i portatori vestiti di bianco con una fascia rossa stretta in vita, rigorosamente scalzi, che corrono mostrando forza e devozione. La processione segue un percorso più lungo del consueto e si caratterizza per numerose soste, durante le quali viene impartita la benedizione con la reliquia di San Sebastiano e si offre ristoro ai portatori e ai fedeli.
La giornata si apre al mattino con i tradizionali momenti devozionali e la messa solenne. Una prima sfilata muove nel primo pomeriggio attraversando tutti i quartieri del paese, mentre la processione della questua attraversa l'abitato animando le vie del centro storico. Dopo la messa serale si svolge una seconda processione, più breve, che tocca le strade principali. La festa si chiude con musica e spettacolo in Piazza San Luca, fulcro della vita sociale mottese.
Più che una semplice ricorrenza religiosa, la Festa di San Sebastiano rappresenta un appuntamento identitario per la comunità di Motta d'Affermo: un'occasione di ritorno, di incontro tra generazioni e di riscoperta delle radici di un borgo dei Nebrodi che conta poche centinaia di abitanti. La corsa dei nuri, i nastri della vara e le soste benedette compongono un rito popolare che intreccia fede, folklore e memoria collettiva.
Anche nel 2026 Motta d'Affermo rinnova il 19 agosto la devozione a San Sebastiano. Il programma segue la struttura tradizionale: i momenti devozionali e la messa solenne al mattino, una prima sfilata nel pomeriggio attraverso i quartieri del paese e la processione della questua con i nuri che corrono scalzi portando la vara del 1619. Numerose le soste con benedizione della reliquia e ristoro per portatori e fedeli. La serata si anima con musica e spettacolo in Piazza San Luca.
Per gli orari di dettaglio e gli aggiornamenti dell'ultimo momento si consiglia di consultare i canali del Comune e della parrocchia di Motta d'Affermo.
Motta d'Affermo si raggiunge in auto dall'autostrada A20 Messina-Palermo, uscita Tusa-Castel di Lucio, proseguendo verso l'interno lungo le strade dei Nebrodi. La stazione ferroviaria più vicina è quella di Tusa, sulla linea tirrenica; da lì si prosegue in auto o con servizi locali.
La festa si svolge ogni anno il 19 agosto nel centro storico del paese.
La partecipazione alle celebrazioni e alle processioni è libera e gratuita.
Si consiglia abbigliamento comodo per seguire la processione lungo le vie in pendenza del borgo e di informarsi sugli orari aggiornati presso il Comune (tel. +39 0921 336086) o i canali parrocchiali.
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Centro storico di Motta d'Affermo