La festa del patrono nel borgo dell'Alto Casertano
Questa edizione non è stata confermata dall'organizzatore ad oggi. Si consiglia di verificare con l'organizzatore prima di mettersi in viaggio.
La Festa di San Biagio è l'appuntamento religioso e comunitario più sentito di Castel di Sasso, piccolo Comune dell'Alto Casertano in provincia di Caserta, nella Campania interna. San Biagio Vescovo e Martire è il patrono della parrocchia della frazione Sasso, dove ogni anno, attorno al 3 febbraio, la popolazione si ritrova per rinnovare una devozione tramandata di generazione in generazione. Le comunità parrocchiali di San Biagio e Santa Maria Assunta vivono questi giorni come il momento più intenso dell'anno liturgico, tra fede, memoria e tradizione popolare.
Vescovo di Sebaste in Armenia tra il III e il IV secolo, San Biagio è universalmente invocato come protettore della gola: secondo la tradizione salvò un bambino che stava soffocando per una lisca di pesce conficcata in gola. Da questo episodio nasce il rito più caratteristico della festa, la benedizione della gola: il sacerdote unge la gola dei fedeli con olio benedetto, in un gesto antico che a Castel di Sasso conserva ancora dettagli di grande suggestione popolare. Al termine della benedizione è consuetudine la distribuzione dei tradizionali biscotti di San Biagio, segno di protezione e di abbondanza per l'anno che comincia.
I festeggiamenti si aprono già a fine gennaio con l'adorazione eucaristica e la preghiera del triduo, che preparano spiritualmente la comunità. Il 2 febbraio, giorno della Candelora, si celebra la messa con la tradizionale benedizione delle candele. Il 3 febbraio, cuore della festa, si susseguono le sante messe, la più solenne delle quali presieduta dal Vescovo della diocesi. Dopo le celebrazioni, la statua del patrono viene portata in processione lungo le vie del borgo, accompagnata dai fedeli, dalle preghiere e dai canti.
Un elemento identitario della festa è l'inno a San Biagio composto dal maestro organista Gennarino Luongo, che negli anni ha insegnato personalmente parole e melodia ai coristi del paese. L'inno, tramandato e riarrangiato nel tempo per favorire la partecipazione dell'assemblea, viene intonato durante le celebrazioni, in particolare nel momento della benedizione della gola, e rappresenta un patrimonio musicale e spirituale unico della comunità di Castel di Sasso.
Al di là del significato religioso, la Festa di San Biagio è l'occasione in cui il borgo ritrova la propria identità: le famiglie tornano al paese, le vie si animano e la piccola frazione di Sasso diventa il centro di una devozione che unisce le generazioni. Per chi visita l'entroterra casertano, è un'immersione autentica nella religiosità popolare campana, lontana dai circuiti turistici e ricca di gesti veri.
Anche nel 2026 la comunità di Castel di Sasso ha rinnovato la devozione al patrono San Biagio, seguendo il calendario liturgico che culmina il 3 febbraio. I festeggiamenti hanno unito, come da tradizione, i momenti di preghiera del triduo, le sante messe, la caratteristica benedizione della gola e la processione con la statua del santo.
La festa segue ogni anno un ordine consolidato, articolato tra fine gennaio e il 3 febbraio.
Castel di Sasso si trova nell'entroterra della provincia di Caserta. In auto si raggiunge dall'uscita autostradale di Caserta Nord (A1), proseguendo verso l'Alto Casertano; le celebrazioni si svolgono presso la chiesa parrocchiale di San Biagio nella frazione Sasso. La stazione ferroviaria di riferimento è Caserta, da cui proseguire con mezzi propri.
La festa si celebra ogni anno attorno al 3 febbraio, con triduo di preparazione dagli ultimi giorni di gennaio.
La partecipazione a tutte le celebrazioni è libera e gratuita.
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Chiesa parrocchiale di San Biagio