La rievocazione del miracolo del 1656 a Cava de' Tirreni
La Festa di Montecastello, ufficialmente Festeggiamenti in onore del Santissimo Sacramento, è il cuore dell'identità civica e religiosa di Cava de' Tirreni, in provincia di Salerno, in Campania. Nata all'indomani della peste che nel 1656 devastò il Regno di Napoli, la manifestazione si ripete ininterrottamente da oltre tre secoli e mezzo: nel 2026 si è celebrata la 370ª edizione, un primato che la colloca tra le rievocazioni storiche più longeve della penisola.
Nell'estate del 1656 la peste bubbonica colpì duramente la città metelliana: le cronache parlano di circa 6.300 vittime, quasi la metà della popolazione. Secondo la tradizione, il contagio cessò nel dicembre dello stesso anno dopo che il sacerdote don Angelo Franco portò in processione il Santissimo Sacramento fino alla sommità del Castello di Sant'Adiutore, benedicendo la città e il territorio circostante. Da quel gesto nacque il voto perpetuo che, l'anno successivo, diede avvio ai festeggiamenti regolari: ogni anno la città rinnova quella benedizione perché sia preservata da nuovi castighi.
La festa non ha una data fissa: il momento culminante cade sempre il giovedì dell'ottava del Corpus Domini, con i cortei storici distribuiti tra il venerdì, il sabato e la domenica successivi. Per questo il calendario si sposta di anno in anno tra la fine di maggio e la fine di giugno, seguendo il ciclo liturgico della Pasqua.
Il volto più spettacolare della festa è il Corteo Storico del '600, che attraversa il celebre Borgo Scacciaventi — la via porticata simbolo di Cava — per confluire in Piazza Duomo. Vi partecipano circa 1.500 figuranti in abiti d'epoca:
Accanto alla dimensione festosa, la manifestazione conserva un momento di forte impatto emotivo: il Corteo degli Appestati, processione penitenziale notturna in cui i figuranti rievocano la disperazione della popolazione colpita dal morbo, tra flagellanti, carri dei morti e recita del Rosario lungo le strade del Borgo Grande, fino alla benedizione finale in Piazza Duomo.
Negli ultimi anni la festa ha rinnovato il proprio linguaggio senza tradire la tradizione: i tradizionali fuochi pirotecnici hanno lasciato spazio a coreografie di droni luminosi che disegnano nel cielo simboli della devozione cavese partendo da Monte Castello, mentre la facciata del Duomo di Santa Maria della Visitazione si accende con proiezioni di video mapping che raccontano la storia della peste, del miracolo e dei personaggi della festa.
La giornata del giovedì, tradizionalmente trascorsa sul piazzale del Castello dopo le messe del mattino, è anche una grande occasione conviviale: si sale a piedi lungo i sentieri di Monte Castello e si consumano i prodotti tipici della tradizione cavese — la milza 'mbuttunata, i salumi locali, il pane cafone, i dolci e i taralli — in un clima di scampagnata popolare che unisce intere famiglie e contrade.
Adagiata in una conca verde tra la Costiera Amalfitana e Salerno, Cava de' Tirreni è nota per il suo Borgo Scacciaventi, per la millenaria Abbazia benedettina della Santissima Trinità e per la vicinanza a Vietri sul Mare, patria della ceramica. La Festa di Montecastello è il momento dell'anno in cui la città si mostra al suo meglio: un'intera comunità che, generazione dopo generazione, custodisce la memoria di un voto fatto nel 1656.
Il 2026 ha segnato un traguardo simbolico per Cava de' Tirreni: la 370ª edizione dei Festeggiamenti in onore del Santissimo Sacramento, ininterrotti dal 1657. Il programma si è aperto sabato 6 giugno con l'accensione del grande Ostensorio luminoso su Monte Castello, visibile da tutta la conca metelliana, ed è proseguito domenica 7 giugno con la solennità del Corpus Domini.
Il cuore religioso è caduto giovedì 11 giugno, con le messe del mattino sul piazzale del Castello e, in serata, la storica processione eucaristica conclusa con la benedizione della città. Venerdì 12 giugno il Corteo degli Appestati ha attraversato il Borgo Grande in clima penitenziale, seguito dal video mapping sulla facciata del Duomo dedicato alle scene della peste. Sabato 13 giugno, dal pomeriggio, la benedizione dei trombonieri e dei gruppi folkloristici in Piazza Duomo ha preceduto il grande Corteo Storico del '600 e, in chiusura, lo spettacolo dei droni luminosi. Domenica 14 giugno il corteo delle Corporazioni del '600 e il Te Deum di ringraziamento al convento di San Francesco hanno concluso la festa.
Anche nel 2026 l'organizzazione ha confermato la scelta di sostituire i tradizionali fuochi d'artificio con coreografie di droni, più sostenibili e rispettose degli animali, affiancate dal racconto in video mapping della storia cittadina. Alla manifestazione hanno collaborato il Comune di Cava de' Tirreni, l'Arcidiocesi di Amalfi-Cava de' Tirreni e la sede locale dell'Archeoclub d'Italia.
In treno: la stazione di Cava de' Tirreni si trova sulla linea Napoli–Salerno ed è a pochi minuti a piedi dal centro storico e da Piazza Duomo. In auto: uscita Cava de' Tirreni dell'autostrada A3 Napoli–Salerno; nei giorni della festa il centro è chiuso al traffico e si consiglia di lasciare l'auto nei parcheggi periferici. In aereo: aeroporti di Napoli-Capodichino (circa 60 km) e Salerno-Costa d'Amalfi (circa 25 km).
Tutti gli appuntamenti (processioni, cortei storici, benedizione dei trombonieri, spettacolo dei droni e video mapping) si svolgono all'aperto e sono gratuiti. I cortei serali partono in genere tra le 20:30 e le 21:00; conviene arrivare almeno un'ora prima per trovare posto lungo il Borgo Scacciaventi o in Piazza Duomo.
Ente Montecastello, Piazza Duomo 10, Cava de' Tirreni (SA) — telefono 089 466249 — [email protected] — www.entemontecastello.it
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Centro storico, Borgo Scacciaventi e Monte Castello
Piazza Duomo, 10, 84013 Cava de' Tirreni