Il patrono di Furore festeggiato due volte l'anno, tra la benedizione del pane di maggio e la festa in piazza d'agosto
La Festa Patronale di San Pasquale Baylon è l'appuntamento identitario del Comune di Furore, in Provincia di Salerno, uno dei borghi più piccoli e singolari della Costiera Amalfitana, in Campania. Qui non esiste un vero centro storico raccolto attorno a una piazza: le case si aggrappano al fianco della montagna, sospese tra il cielo e il mare, e proprio per questa conformazione Furore è conosciuto come «il paese che non c'è». La festa del patrono diventa allora la piazza che manca, il momento in cui una comunità di poche centinaia di abitanti, dispersa tra terrazzamenti, scale e vicoli, si ritrova finalmente tutta insieme.
A Furore San Pasquale Baylon si festeggia due volte l'anno, secondo una consuetudine radicata. La prima ricorrenza cade il 17 maggio, giorno della morte del Santo, ed è la solennità liturgica vera e propria, vissuta interamente attorno alla chiesa parrocchiale. La seconda arriva in piena estate, per antica tradizione l'ultima domenica di agosto: in questa occasione la festa esce dalla chiesa, si sposta all'aperto e assume un carattere più popolare e civile, aperto anche ai numerosi visitatori che in quel periodo affollano la Costiera.
Il cuore religioso della festa è la Chiesa di San Giacomo Apostolo, che custodisce la statua policroma del patrono: il Santo indossa l'abito francescano marrone con il cordone ai fianchi, porta una reliquia sul petto e tiene la mano aperta nel gesto della benedizione, mentre sullo sfondo è dipinto il Bambin Gesù sull'ostensorio. La preparazione alla solennità si articola in un triduo solenne nei tre giorni precedenti, con la recita del Santo Rosario seguita dalla Santa Messa.
Il giorno della festa il ritmo è scandito da alcuni momenti immancabili:
La benedizione del pane non è un dettaglio folcloristico: è il segno più riconoscibile della devozione a San Pasquale, e a Furore continua a essere il gesto attorno al quale si riconoscono famiglie, emigrati tornati per l'occasione e visitatori.
Nato in Aragona, in Spagna, il 16 maggio 1540 in una famiglia povera, Pasquale Baylon imparò a leggere da autodidatta sui libri di preghiera mentre faceva il pastore. Nel 1564 vestì l'abito francescano nel convento dei Frati Minori Alcantarini di Orito, dove svolse per tutta la vita mansioni umili, in particolare quella di portinaio. Morì il 17 maggio 1592. La sua spiritualità, tutta incentrata sull'Eucaristia, gli valse il titolo di «Serafino dell'Eucaristia»: canonizzato da Alessandro VIII, fu proclamato da Leone XIII patrono delle Opere e dei Congressi eucaristici nel 1897. La tradizione popolare lo venera anche come protettore dei cuochi e dei pasticcieri e, per assonanza con il cognome, lo invoca come santo delle nubili in cerca di marito.
Da alcuni anni la celebrazione estiva del patrono è inserita in «Facciamo Furore», la rassegna promossa dal Comune di Furore che da luglio a settembre accompagna residenti e turisti con un calendario di appuntamenti dedicati alla musica, alla tradizione e al divertimento, distribuiti in alcuni dei luoghi più suggestivi del paese: il Viale dell'Amore, Piazza Mola, il Parco della Pellerina e il celebre Fiordo. La Festa di San Pasquale ne rappresenta uno degli appuntamenti musicali principali, con un concerto serale in piazza a ingresso libero.
Chi arriva per la festa scopre un paese che vale il viaggio in sé. Furore conta poco più di seicento abitanti ed è parte della Costiera Amalfitana, iscritta dal 1997 nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. Il suo simbolo è il Fiordo di Furore, una profonda incisione nella roccia scavalcata da un ponte, tra le immagini più fotografate di tutta la costa. Il borgo è inoltre noto per i murales che ne decorano le case e per la viticoltura eroica praticata sui terrazzamenti a picco sul mare. Vivere qui una festa patronale significa vedere da vicino come, in Campania, fede popolare, paesaggio e identità di comunità restino ancora oggi un tutt'uno.
Il 2026 ha visto Furore ritrovarsi attorno al suo patrono secondo il consueto doppio appuntamento. La parte liturgica si è concentrata a maggio nella Chiesa di San Giacomo Apostolo, con il triduo di preparazione e la solennità del 17 maggio, quest'anno coincidente con la Domenica dell'Ascensione: una sovrapposizione che ha reso la giornata particolarmente sentita, tanto più che nella stessa data la vicina Ravello celebra San Pantaleone.
La seconda parte della festa è invece estiva e civile: il 9 agosto, alle 21, la piazza ospita la Festa di San Pasquale con il concerto di Alessandro D'Auria, uno degli appuntamenti musicali di punta della quinta edizione di «Facciamo Furore», il cartellone promosso dal Comune di Furore che da luglio a settembre anima il borgo della Costiera Amalfitana.
Furore si raggiunge dalla strada statale 163 Amalfitana, la panoramica che collega Amalfi a Positano e Sorrento. In auto occorre mettere in conto tornanti stretti e traffico intenso nei fine settimana estivi. In alternativa si possono usare le autolinee di superficie che percorrono la costiera sulla tratta Amalfi–Sorrento, con fermata lungo la statale all'altezza del paese. Chi arriva da lontano può fare base ad Amalfi, raggiungibile anche via mare in alta stagione; l'aeroporto di riferimento è Napoli-Capodichino, la stazione ferroviaria più comoda è quella di Salerno.
I posti auto lungo la statale sono molto limitati e in estate si esauriscono presto: conviene arrivare con largo anticipo o utilizzare il trasporto pubblico.
Le celebrazioni religiose nella Chiesa di San Giacomo Apostolo e gli eventi serali in piazza sono a ingresso libero e gratuito.
Furore è un paese verticale, fatto di scale e dislivelli: scarpe comode sono indispensabili. Per le celebrazioni in chiesa è richiesto un abbigliamento rispettoso. Le serate sulla costiera possono essere ventilate anche in agosto, meglio portare una giacca leggera.
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Chiesa di San Giacomo Apostolo