Festival diffuso e mostra permanente nel borgo di Rodio, nel Cilento
Dietro il Paesaggio – Rodio, Mediterraneo Interiore è un progetto culturale che ha portato a Rodio, piccola frazione del Comune di Pisciotta in provincia di Salerno (Campania), un'idea tanto semplice quanto ambiziosa: fare del borgo stesso un dispositivo culturale, un luogo dove artisti e residenti costruiscono per qualche giorno una comunità temporanea. Dall'1 al 3 maggio 2026 vicoli, piazze, cortili e case private si sono trasformati in spazi di ascolto, di parola e di musica, a pochi chilometri dal mare del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.
Il cuore stabile del progetto è la mostra permanente allestita nel seicentesco Palazzo Landulfo, in Piazza Vittoria, inaugurata il 1° maggio 2026 alle 17.30. Le fotografie di Silvia Camporesi, tratte dai cicli Atlas Italiae e Mirabilia, dialogano con i testi del poeta e paesologo Franco Arminio; la cura è di Antonio Oriente. A differenza di una rassegna effimera, l'esposizione non si smonta a festival finito: resta nel borgo come lascito permanente, così che chi arriva a Rodio in qualsiasi periodo dell'anno possa ritrovare lo sguardo con cui il progetto ha raccontato l'Italia interna e il suo Mediterraneo.
Attorno alla mostra si è sviluppato un festival diffuso curato da Franco Arminio, senza un palco unico: ogni appuntamento cambia luogo e ritmo, e il pubblico cammina da una tappa all'altra. La programmazione musicale è andata dal concerto di Peppe Voltarelli, che unisce canzone d'autore e poesia, alle sonorità tzigane del Taraf de Gadjo, fino all'incontro strumentale fra Alessandro D'Alessandro e Daniele di Bonaventura. Sul versante del pensiero e della narrazione, l'attore Rocco Papaleo ha presentato il film Il Bene Comune, mentre lo storico Isaia Sales ha ragionato sul ruolo della geografia nella storia d'Italia.
Il titolo non è decorativo: dietro il paesaggio ci sono le persone che lo abitano, i mestieri, gli abbandoni, le partenze. È la prospettiva della paesologia, la disciplina poetica inventata da Arminio per guardare i paesi interni del Sud senza nostalgia né pietismo. A Rodio questa prospettiva si è tradotta in gesti concreti: la camminata comunitaria fra le case, la «cura dello sguardo» all'alba della domenica, la «Cerimonia dei sensi», il pranzo collettivo in Piazza Vittoria che ha chiuso i tre giorni mettendo tutti — abitanti, artisti, visitatori — alla stessa tavola.
Il festival si è intrecciato con la presentazione ufficiale del progetto PNRR «Pisciotta Borgo Vivo» e del relativo piano strategico di marketing e comunicazione, illustrati a Palazzo Landulfo nella giornata inaugurale. Dietro il Paesaggio è promosso dall'associazione Incipit, realizzato con il Comune di Pisciotta e finanziato dall'Unione Europea, in collaborazione con Fucina Rhodium, Cactus Public Art e Noema Comunicazione. L'obiettivo dichiarato va oltre l'evento: usare la cultura come leva per rendere di nuovo desiderabile la vita in una frazione collinare che rischia lo spopolamento.
Rodio si trova a circa 350 metri di quota, poco più di due chilometri e mezzo dal capoluogo comunale di Pisciotta, tra uliveti secolari e crinali che guardano il Tirreno. La leggenda locale fa risalire la sua origine a un insediamento di cavalieri di Rodi, e il Santuario diocesano di Sant'Agnello Abate — sede alternativa degli spettacoli in caso di pioggia — conserva memoria di questa storia. Pisciotta è celebre per le alici di menaica, presidio Slow Food pescato con una tecnica antichissima: un motivo in più per abbinare la visita al festival con una sosta gastronomica sulla costa cilentana.
La prima edizione di Dietro il Paesaggio – Rodio, Mediterraneo Interiore ha unito due gesti: l'apertura di una mostra permanente a Palazzo Landulfo, con le fotografie di Silvia Camporesi e i testi di Franco Arminio a cura di Antonio Oriente, e un festival diffuso di tre giorni che ha usato piazze, vicoli e case private di Rodio come sale da spettacolo.
Il 1° maggio la giornata si è aperta con la presentazione del progetto PNRR «Pisciotta Borgo Vivo», è proseguita con le danze di benvenuto in Piazza Vittoria e l'inaugurazione della mostra, per chiudersi in musica con Peppe Voltarelli e il Taraf de Gadjo. Il 2 maggio è stato il giorno del pensiero — la conversazione con Silvia Camporesi, l'intervento di Isaia Sales sulla geografia nella storia d'Italia — e del cinema, con Rocco Papaleo e il film «Il Bene Comune». Il 3 maggio la «Cerimonia dei sensi», pranzo collettivo in piazza, ha sigillato l'esperienza.
Promosso dall'associazione Incipit con il Comune di Pisciotta e finanziato dall'Unione Europea, il progetto è nato per durare: la mostra resta visitabile e il borgo cilentano si candida a diventare un punto di riferimento per chi indaga il rapporto fra arte, comunità e paesaggio interno del Mediterraneo.
In caso di pioggia gli appuntamenti si spostano nella chiesa di Sant'Agnello Abate.
In auto: A2 Autostrada del Mediterraneo, uscita Battipaglia, poi SS18 fino a Vallo della Lucania e strade provinciali per Pisciotta–Rodio. In treno: stazione di Pisciotta-Palinuro sulla linea tirrenica Salerno–Reggio Calabria, poi taxi o autobus locale (circa 8 km fino a Rodio). Aeroporto più vicino: Salerno–Costa d'Amalfi, in alternativa Napoli Capodichino.
Palazzo Landulfo (Piazza Vittoria 13), Piazza Vittoria, vicoli e case private del borgo di Rodio. In caso di pioggia gli appuntamenti si spostano nella chiesa di Sant'Agnello Abate.
Gratuito per tutti gli eventi del festival e per la mostra. Per alcuni momenti ospitati nelle case del borgo i posti sono limitati: conviene arrivare con anticipo.
Il borgo si visita a piedi su strade in pendenza e selciato: scarpe comode indispensabili. Per il pernottamento si può scegliere fra gli agriturismi delle colline di Pisciotta e le strutture della costa (Marina di Pisciotta, Palinuro, Ascea).
Associazione Incipit — [email protected] — pagina Facebook e Instagram @incipitart.
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Palazzo Landulfo e borgo di Rodio
Piazza Vittoria 13, frazione Rodio, 84066 Pisciotta