Il presepe vivente itinerante dell'Epifania a Vico Equense
La Storica Sfilata delle Pacchianelle è la manifestazione identitaria di Vico Equense, cittadina della Città Metropolitana di Napoli, in Campania, affacciata sul golfo all'imbocco della penisola sorrentina. Ogni anno, il 6 gennaio, giorno dell'Epifania, le frazioni collinari del comune scendono verso il centro e danno vita a un vero e proprio presepe itinerante: centinaia di figuranti in abiti ispirati al presepe napoletano del Settecento attraversano vie e piazze portando in dono ceste colme di frutta, ortaggi, formaggi e prodotti tipici del territorio.
La tradizione nasce nel 1909 per iniziativa di Frà Pasquale Somma, religioso della congregazione dei Padri Minimi di San Vito, che volle dare forma corale alla devozione popolare verso il Bambinello. Da allora la sfilata si è ripetuta di generazione in generazione, tramandata da genitori a figli, fino a superare le cento edizioni: nel gennaio 2026 si è celebrata la 115ª. Nel 2020 la manifestazione è stata iscritta nell'elenco del patrimonio culturale immateriale della Regione Campania (IPIC), riconoscimento che ne certifica il valore antropologico e la continuità storica.
Nel lessico popolare campano la «pacchiana» è la donna di campagna in abito festivo: gonne ampie, corpetto, grembiule ricamato e fazzoletto annodato sul capo. Attorno a questa figura si è costruito nel tempo un corteo che riproduce, personaggio per personaggio, la scena del presepe napoletano.
I costumi sono realizzati da Concetta Caccioppoli sotto la direzione artistica di Luigi Savarese, con richiami diretti alla pittura italiana e all'iconografia presepiale del Settecento napoletano. Non si tratta di semplici travestimenti: ogni abito è cucito su misura e conservato con cura da un anno all'altro, spesso all'interno della stessa famiglia.
Il corteo prende il via nel primo pomeriggio dal convento di San Vito, nell'omonimo borgo collinare, e scende lungo via Le Pietre verso il cuore della città. La tappa più attesa è piazza Umberto I, dove avviene la benedizione con il Bambinello davanti alla folla; il percorso prosegue poi verso la villetta con il monumento a San Francesco di Paola, dove viene riproposta la simbologia dell'adorazione dei Magi, prima del rientro al convento. Per l'occasione il Comune dispone ogni anno una specifica regolamentazione della circolazione stradale lungo le vie interessate.
Quello che colpisce chi assiste per la prima volta è il silenzio rotto solo dal suono delle zampogne e dal passo lento del corteo. Non ci sono palchi né amplificazioni: la manifestazione vive del rapporto diretto fra i figuranti e le persone affacciate a balconi, finestre e marciapiedi. È una festa profondamente comunitaria, in cui l'intero paese — dalle frazioni collinari di Massaquano, Moiano e Ticciano fino al centro — si riconosce e si racconta.
Vico Equense è nota per la sua tradizione gastronomica — la pizza a metro, i formaggi e i salumi dell'entroterra — e per una posizione privilegiata fra il mare e i monti Lattari. Visitare la città il giorno delle Pacchianelle significa unire la tradizione popolare a una passeggiata nel centro storico, con la chiesa della Santissima Annunziata a strapiombo sul golfo e i panorami verso Napoli e il Vesuvio. La sfilata chiude ufficialmente le festività natalizie e apre l'anno nuovo con un gesto di continuità che dura da oltre un secolo.
L'edizione 2026 della Storica Sfilata delle Pacchianelle era in calendario per martedì 6 gennaio, giorno dell'Epifania. Il rischio di pioggia ha però convinto gli organizzatori — i Padri Minimi di San Vito, l'associazione Amici delle Pacchianelle e la Città di Vico Equense — a rinviare la manifestazione a domenica 11 gennaio 2026, per tutelare la sicurezza dei partecipanti e la conservazione dei costumi storici. «La nostra priorità è preservare questa tradizione centenaria, garantendo al tempo stesso la sicurezza di tutti i partecipanti», ha spiegato il sindaco Giuseppe Aiello.
Il corteo è partito alle 14:30 dal convento di San Vito e ha attraversato l'intero centro cittadino, trasformando Vico Equense in un grande presepe a cielo aperto. Bambine, donne, pastori, angeli e Re Magi hanno portato in dono ceste tipiche piene di frutta, ortaggi, formaggi e prodotti del luogo, mentre zampogne e ciaramelle scandivano il ritmo della processione. Dal 2020 la manifestazione figura nell'elenco del patrimonio culturale immateriale della Regione Campania.
Durante l'intera giornata è stata attiva una specifica regolamentazione della circolazione stradale lungo le vie del percorso.
In treno: linea Circumvesuviana Napoli–Sorrento, fermata Vico Equense, a pochi minuti a piedi dal centro. In auto: autostrada A3 Napoli–Salerno, uscita Castellammare di Stabia, poi statale 145 Sorrentina. Nei giorni della sfilata sono attive limitazioni al traffico nelle vie del percorso: conviene lasciare l'auto nei parcheggi periferici.
Il corteo parte dal convento di San Vito, di norma alle ore 14:30, e raggiunge il centro cittadino: i punti migliori per assistere sono piazza Umberto I e via Filangieri.
Manifestazione gratuita e a cielo aperto, senza biglietto né prenotazione.
Arrivare con anticipo per trovare posto lungo il percorso; vestirsi a strati perché a gennaio la brezza dal golfo può essere pungente. In caso di maltempo la sfilata può essere rinviata di qualche giorno: verificare sempre i canali ufficiali del Comune e dell'associazione prima di mettersi in viaggio.
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Convento di San Vito e centro storico di Vico Equense
Via Le Pietre (Convento di San Vito), 80069 Vico Equense