Il caciocavallo affumicato farcito di Arola, tra brace, musica dal vivo e tradizione contadina
Arola è una delle tredici borgate del Comune di Vico Equense, nella Città Metropolitana di Napoli, in Campania. È un paese di poche migliaia di abitanti aggrappato a circa 490 metri di quota, sul versante dei Monti Lattari che guarda il Golfo: un balcone naturale dove l'aria d'agosto è più fresca che sulla costa e dove la tradizione casearia della Penisola Sorrentina non si è mai interrotta. Qui, ai primi di agosto, il piazzale della chiesa di Sant'Antonino Abate si trasforma nel cuore pulsante della Sagra del Riavulillo, una delle feste gastronomiche più identitarie di tutto il comprensorio sorrentino.
Non è una manifestazione costruita per i grandi numeri: nasce nella borgata, vive del lavoro dei volontari e delle griglie accese lungo i vicoli, e proprio per questo conserva un carattere autentico che ogni anno richiama famiglie del posto, curiosi da Napoli e turisti in vacanza fra Sorrento e Castellammare.
Il riavulillo è un piccolo formaggio a pasta filata affumicato, lavorato a mano dai caseifici locali e farcito con olive nere, olio extravergine d'oliva e peperoncino tritato. Il nome, in dialetto napoletano, significa letteralmente diavoletto: un rimando diretto al pizzicore del peperoncino nascosto nel cuore morbido del formaggio.
La sua vera consacrazione avviene però sulla brace. Appoggiato sulla griglia rovente, il riavulillo si ammorbidisce lentamente fino a sciogliersi, la crosta affumicata si scurisce e il ripieno diventa una crema piccante da raccogliere con il pane rustico: è il gesto che tutti aspettano e che spiega, meglio di qualunque descrizione, perché questa piccola specialità sia diventata un simbolo identitario della zona. Il prodotto ha ottenuto la Denominazione Comunale (De.Co.) del Comune di Vico Equense e la sagra è stata avviata al riconoscimento regionale fra le Sagre Tipiche della Campania.
La formula, collaudata da decenni, resta volutamente semplice. Per tre sere consecutive la borgata si riempie di stand gastronomici e di tavolate all'aperto: si comincia nel tardo pomeriggio con l'allestimento e si va avanti fino a mezzanotte passata, con le griglie che non si fermano mai. Attorno ai banchi del cibo trovano posto le bancarelle dell'artigianato e dei prodotti tipici, mentre alcuni spazi sono riservati ai bambini, così da rendere la serata praticabile anche per le famiglie.
Nelle edizioni passate, accanto al riavulillo, sono comparsi anche altri prodotti simbolo delle colline vicane, come il provolone del monaco e la porchetta.
Al centro della festa c'è un piccolo anfiteatro naturale, il sagrato della chiesa di Sant'Antonino, dove si esibiscono gruppi e artisti del territorio. Ogni sera il programma cambia: si passa dalle orchestre da ballo con i successi dagli anni Ottanta a oggi ai gruppi di musica popolare del Sud, fra tammorre, danze e canti della tradizione, fino alle serate dedicate alla canzone d'autore italiana e napoletana. È la parte che trasforma la degustazione in una vera festa di paese, con il pubblico che balla fra i tavoli fino a notte.
La sagra è promossa dall'Associazione Gli Amici del Riavulillo, nata proprio ad Arola per tutelare e far conoscere il prodotto, con il patrocinio della Città di Vico Equense e della Città Metropolitana di Napoli. L'appuntamento è inserito ogni anno nel cartellone estivo comunale Vico d'Estate, che da fine maggio a settembre distribuisce eventi fra il centro e le frazioni collinari.
Chi arriva ad Arola in questi giorni non trova soltanto una degustazione: trova un pezzo di Campania rurale che resiste a pochi chilometri dalle spiagge più affollate d'Italia. Il panorama sul Golfo al tramonto, il profumo del formaggio sulla brace, la musica popolare e i prezzi da sagra di paese fanno di questa manifestazione una delle esperienze più genuine dell'estate in Penisola Sorrentina.
L'appuntamento estivo più atteso della borgata di Arola torna dal 2 al 4 agosto 2026, inserito nel cartellone Vico d'Estate del Comune di Vico Equense. Il cuore della festa resta il piazzale della chiesa di Sant'Antonino, dove si concentrano gli stand gastronomici, il palco e le bancarelle.
Il ritmo è quello di sempre: si sale in collina nel tardo pomeriggio, si cena all'aperto mentre il sole tramonta sul Golfo di Napoli, e la serata prosegue con la musica fino a oltre la mezzanotte. Il riavulillo, piccolo caciocavallo affumicato farcito con olive nere, olio extravergine e peperoncino, viene servito caldo direttamente dalla griglia, accompagnato dagli altri piatti della tradizione contadina vicana.
L'edizione 2026 è promossa dall'Associazione Gli Amici del Riavulillo con il patrocinio della Città di Vico Equense e della Città Metropolitana di Napoli.
Borgata di Arola, frazione collinare del Comune di Vico Equense (NA), attorno a Piazza Sant'Antonino e al piazzale della chiesa di Sant'Antonino Abate, a circa 490 metri di altitudine.
Ingresso libero all'area della sagra. Si paga solo ciò che si consuma, con il sistema classico dei ticket agli stand gastronomici: le porzioni restano su prezzi popolari.
Pro Loco Vico Equense, Via San Ciro 2, 80069 Vico Equense (NA). Ufficio Turismo e Cultura del Comune di Vico Equense: [email protected].
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Borgata di Arola - Piazza Sant'Antonino
Piazza Sant'Antonino, frazione Arola, 80069 Vico Equense