Il carro trionfale portato a spalla per le strade della città vesuviana
La Festa dell'Immacolata di Torre del Greco, nella Città Metropolitana di Napoli, affonda le radici in un episodio drammatico della storia cittadina. Nel dicembre 1861 un'eruzione del Vesuvio di tipo effusivo-esplosivo, accompagnata da forti scosse di terremoto, sconvolse il paese: le case si aprirono, la lava avanzò verso l'abitato e la popolazione fuggì. I torresi fecero allora voto alla Vergine Immacolata, promettendo che, se la calamità fosse cessata, ogni anno avrebbero portato la sua statua in processione su un carro trionfale. Secondo il racconto popolare la colata si arrestò e la città fu salva: dal 1862 la promessa viene rinnovata puntualmente ogni 8 dicembre.
Il cuore della festa è il carro trionfale, una vera macchina processionale in legno costruita ogni anno ex novo. Le dimensioni sono vincolate — circa nove metri di lunghezza per tre di larghezza e cinque di altezza — perché la struttura deve poter varcare il portale della Basilica Pontificia di Santa Croce. Il montaggio comincia settimane prima nella navata destra della chiesa, dove i fedeli possono seguirne la crescita giorno dopo giorno.
Il progetto è affidato ogni anno a un artista torrese diverso, che sceglie un tema ispirato alle litanie lauretane, alle antifone mariane o a un avvenimento particolare dell'anno. La tradizione costruttiva è legata alla vocazione marinara del Comune: furono i calafati dei cantieri navali, esperti nel lavorare il legno, a dare forma ai primi carri. Torre del Greco, città del corallo e dei cammei, mette così in scena la propria identità artigiana.
La preparazione spirituale comincia con la novena, che si apre il 29 novembre e accompagna la comunità fino alla vigilia con celebrazioni quotidiane in basilica. Il 6 dicembre la statua dell'Immacolata viene collocata sul carro; il giorno seguente si compie la girata, la manovra più delicata e attesa: centinaia di portatori spostano la struttura di oltre due tonnellate dalla navata destra a quella centrale, orientandola verso i fedeli e verso l'uscita. L'orario tradizionale è le ore 14, l'ora in cui un tempo gli operai dei cantieri navali smontavano dal turno. Quando il 7 dicembre cade di domenica, la girata viene anticipata al sabato.
Il giorno della solennità comincia nel cuore della notte, con le prime messe in basilica già alle 4 del mattino, e prosegue con la celebrazione riservata ai portatori, vestiti di bianco, e alle autorità civili e militari, con l'atto di consacrazione della città. Alle ore 10 il carro esce dalla Basilica di Santa Croce fra gli applausi e il grido di «Viva Maria»: è l'ora che ricorda la prima scossa del 1861. Oltre cinquecento uomini di ogni estrazione sociale — marinai, commercianti, artigiani, professionisti — si alternano in gruppi di circa centocinquanta per portarlo a spalla lungo le strade del centro storico fino al porto, per poi rientrare nel primo pomeriggio.
Accanto al carro maggiore, la vigilia è animata dai carricielli, piccoli carri votivi realizzati dai ragazzi dei quartieri e dedicati a temi di pace, memoria e speranza. La sera del 7 dicembre il centro si riempie di processioni minori, della celebrazione eucaristica in piazza Santa Croce e del commovente saluto della «Buonanotte a Maria», seguito dalla Scala Santa a tarda notte.
In una regione ricchissima di feste patronali e di macchine processionali — dai Gigli di Nola ai Quattro Altari della stessa Torre del Greco — la Festa dell'Immacolata resta un caso a sé: non celebra un patrono, ma un voto collettivo fatto davanti al vulcano. È la memoria viva del rapporto fra una comunità e il Vesuvio, e per questo l'8 dicembre a Torre del Greco è, ancora oggi, il giorno più importante dell'anno.
La Festa dell'Immacolata di Torre del Greco non cambia calendario: il suo culmine è la solennità dell'Immacolata Concezione, martedì 8 dicembre 2026. Il cammino di avvicinamento comincia con la novena, tradizionalmente aperta il 29 novembre, e prosegue nei giorni della vigilia con la collocazione della statua sul carro e con la girata, la manovra con cui i portatori spostano la macchina processionale verso la navata centrale della basilica.
Anche nel 2026 il carro trionfale sarà interamente ricostruito su progetto di un artista torrese, con un tema mariano scelto per l'occasione, e uscirà dalla Basilica Pontificia di Santa Croce in mattinata per attraversare il centro storico fino al porto. Oltre cinquecento portatori si alterneranno lungo il percorso, mentre la vigilia sarà animata dai carricielli dei ragazzi dei quartieri.
Alla data odierna il programma ufficiale dettagliato dell'edizione 2026 — orari delle messe, tema e autore del carro, percorso definitivo della processione — non è ancora stato diffuso dalla parrocchia. Questa scheda verrà aggiornata non appena la Basilica di Santa Croce e il Comune di Torre del Greco pubblicheranno il calendario completo.
In treno: linea EAV Circumvesuviana Napoli-Sorrento, fermata Torre del Greco, a pochi minuti a piedi dal centro storico; anche linea ferroviaria Napoli-Salerno, stazione di Torre del Greco. In auto: autostrada A3 Napoli-Salerno, uscita Torre del Greco; l'8 dicembre il centro è chiuso al traffico, conviene lasciare l'auto in periferia.
Partecipazione libera e gratuita. Le celebrazioni si svolgono nella Basilica Pontificia di Santa Croce, in piazza Santa Croce, e lungo le vie del centro storico. La processione parte tradizionalmente alle ore 10 dell'8 dicembre.
Arrivare presto per trovare posto lungo il percorso; vestirsi con abiti caldi perché l'attesa all'aperto è lunga. Chi non può essere presente può seguire la diretta streaming curata dalle testate locali. Nei dintorni: Ville Vesuviane del Miglio d'Oro, Scavi di Ercolano e Parco Nazionale del Vesuvio.
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Basilica Pontificia di Santa Croce e centro storico
Piazza Santa Croce 1, 80059 Torre del Greco