Solennità di Santa Matrona Vergine
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Solennità di Santa Matrona Vergine

Novena, pellegrinaggi e devozione popolare nel sacello paleocristiano di San Prisco

San Prisco — Caserta (061)
Date 16 gen — 26 gen 2026
Località San Prisco (061)
Prezzi Gratuito
Stato Terminato

Presentazione di Santa Matrona a San Prisco

Nel cuore dell'inverno San Prisco, in provincia di Caserta, celebra la Solennità di Santa Matrona Vergine: dieci giorni di novena e di celebrazioni eucaristiche che culminano il 25 gennaio nella basilica di Santa Croce, dove è custodito il sacello paleocristiano dedicato alla santa. I fedeli arrivano fin dall'alba, molti ancora a piedi dai paesi vicini, per invocare la protezione di Matrona contro i dolori del ventre, mentre sul sagrato tornano le bancarelle con le mele zuccherate, il framblicchio, le cucchiarelle di legno e i setacci per la farina.

Una devozione che attraversa i secoli

La Solennità di Santa Matrona Vergine è l'appuntamento religioso più sentito dell'inverno a San Prisco, comune della provincia di Caserta, in Campania. Ogni anno, a un mese esatto dal Natale, la comunità si stringe attorno a Matrona, venerata insieme al protovescovo Prisco come patrona del paese. Le celebrazioni si svolgono nella Parrocchia Santa Croce e San Prisco - Santa Maria di Loreto e richiamano fedeli e pellegrini anche dai comuni dell'area tifatina e da Santa Maria Capua Vetere, l'antica Capua.

Chi era Santa Matrona

La tradizione racconta di una nobildonna della Lusitania, l'attuale Portogallo, afflitta da dolori addominali cronici. Secondo la leggenda, san Prisco, primo vescovo di Capua, le apparve in sogno indicandole il luogo della propria sepoltura: Matrona raggiunse allora l'antica Capua, ottenne la guarigione e fece edificare una basilica presso la tomba del santo, rimanendovi fino alla morte. Da qui nasce il patronato sulle sofferenze del ventre e sulle donne in attesa, che ancora oggi spiega la straordinaria affluenza di devoti del 25 gennaio.

Il sacello paleocristiano, un unicum in Campania

Il cuore della festa è il sacello di Santa Matrona, la piccola cappella inglobata nella basilica arcipretale di Santa Croce. Gli studiosi la datano fra la fine del V e la metà del VI secolo. I mosaici paleocristiani che la rivestono costituiscono un unicum in Campania: per qualità reggono il confronto solo con quelli di Ravenna e di Roma. Dominano i fondi blu intenso, i toni freddi e le tessere dorate di gusto bizantino; nella lunetta d'ingresso campeggia il Cristo benedicente affiancato dalle lettere apocalittiche alfa e omega.

La novena e il giorno della solennità

Il calendario della festa si apre con la novena, che accompagna la comunità nei giorni precedenti la ricorrenza liturgica con preghiere, catechesi e celebrazioni serali. Il 25 gennaio è il giorno più intenso: le messe si susseguono senza sosta dall'alba a sera e riempiono la basilica per l'intera giornata; in diverse edizioni una delle celebrazioni principali è stata presieduta dall'arcivescovo di Capua. La giornata è scandita anche dalla tradizionale diana mattutina e dagli spari a salve che annunciano al paese l'inizio dei festeggiamenti. Nei giorni vicini alla solennità la statua della santa viene portata a spalla dai devoti in un lungo corteo per le strade del centro.

I gesti dei pellegrini

La devozione si esprime attraverso gesti tramandati di generazione in generazione. I fedeli attendono in fila, spesso dalle prime luci del giorno, per accedere al sacello; molti sfiorano con un fazzoletto la statua della santa e lo portano poi sul proprio ventre, chiedendo sollievo dai dolori. Non è raro incontrare pellegrini che raggiungono San Prisco a piedi da località anche lontane.

Le bancarelle e i mestieri dell'inverno

Attorno alla chiesa la festa assume il volto di una antica fiera contadina. Sul sagrato si allineano le bancarelle degli artigiani con gli utensili della stagione: i setacci per la farina, le canestrelle di vimini per il pane, le cucchiarelle, mestoli di legno intagliati a mano. Accanto ci sono i banchi dei dolci, con le celebri mele zuccherate di Santa Matrona, simbolo di abbondanza e fertilità, e lo zucchero intrecciato chiamato in dialetto framblicchio o 'o zuccariello. La ricorrenza cade nel periodo tradizionale della macellazione del maiale: festa religiosa e calendario agricolo si intrecciano da sempre.

Un detto popolare che segna il calendario

A San Prisco si ripete un proverbio che ne riassume il significato stagionale: «A Santa Matrona 'a jurnata s'allonga 'e n'ora», il giorno di Santa Matrona la giornata si allunga di un'ora. È la festa che annuncia la fine del cuore dell'inverno e il ritorno della luce, con un evidente sostrato di antiche celebrazioni legate ai cicli della terra.

Da non confondere con la festa patronale d'agosto

La solennità di gennaio, tutta incentrata sul culto di Matrona e sul suo sacello, è distinta dalla grande festa patronale di San Prisco e Santa Matrona che il paese celebra a fine agosto con luminarie, processione delle statue dei santi protettori, concerti e spettacoli pirotecnici. Chi cerca l'atmosfera più raccolta e devozionale, e il contatto diretto con i mosaici del sacello, troverà nell'appuntamento invernale l'occasione migliore. La visita si può abbinare facilmente all'Anfiteatro Campano di Santa Maria Capua Vetere e alla Reggia di Caserta, entrambi a pochi chilometri.

Santa Matrona a San Prisco — edizione 2026

L'edizione 2026 della Solennità di Santa Matrona Vergine si è svolta a San Prisco dal 16 al 26 gennaio, come annunciato dal Comune di San Prisco nella sezione eventi del sito istituzionale. Undici giorni di celebrazioni nella Parrocchia Santa Croce e San Prisco - Santa Maria di Loreto, con la novena preparatoria, il culmine liturgico del 25 gennaio e il consueto afflusso di pellegrini al sacello paleocristiano della santa.

Le date ufficiali dell'edizione 2026

Il Comune di San Prisco ha indicato per il 2026 un calendario esteso, dal 16 al 26 gennaio, ospitato dalla Parrocchia Santa Croce e San Prisco - Santa Maria di Loreto. L'arco di date comprende la novena preparatoria, la solennità del 25 gennaio e la giornata conclusiva del 26.

Il giorno della santa

Come da tradizione consolidata, il 25 gennaio la basilica ha ospitato una successione ininterrotta di celebrazioni eucaristiche dal mattino presto fino a sera, con l'accesso al sacello di Santa Matrona aperto ai pellegrini per tutta la giornata. Restano centrali i gesti devozionali storici, dal fazzoletto sfiorato sulla statua all'arrivo a piedi dei fedeli dai paesi vicini.

La fiera attorno alla basilica

Nelle vie del centro sono tornate le bancarelle degli artigiani e dei dolciumi con setacci, canestrelle, cucchiarelle di legno, mele zuccherate e framblicchio, gli elementi che da generazioni accompagnano la festa invernale di San Prisco, in provincia di Caserta.

Programma Santa Matrona a San Prisco 2026

Calendario ufficiale comunicato dal Comune di San Prisco: le celebrazioni si sono svolte dal 16 al 26 gennaio 2026 presso la Parrocchia Santa Croce e San Prisco - Santa Maria di Loreto. Il periodo comprende la novena preparatoria nei giorni che precedono la ricorrenza, la solennità liturgica di Santa Matrona il 25 gennaio, con le sante messe che si susseguono dall'alba alla sera e l'apertura prolungata del sacello ai pellegrini, e la giornata conclusiva del 26 gennaio. Il dettaglio orario delle singole celebrazioni viene diffuso dalla parrocchia a ridosso della festa e non è stato pubblicato online in forma integrale.

In evidenza Santa Matrona a San Prisco 2026

  • Solennità liturgica di Santa Matrona il 25 gennaio, con messe dall'alba a sera
  • Novena preparatoria dal 16 gennaio nella Parrocchia Santa Croce e San Prisco
  • Accesso al sacello paleocristiano con i mosaici del V-VI secolo
  • Pellegrinaggi a piedi dai comuni della provincia di Caserta
  • Bancarelle di mele zuccherate, framblicchio, setacci e cucchiarelle

Prezzi Santa Matrona a San Prisco 2026

Ingresso libero e gratuito a tutte le celebrazioni e alla visita del sacello di Santa Matrona.

Informazioni pratiche — Santa Matrona a San Prisco

Dove si svolge

Le celebrazioni si tengono nella Parrocchia Santa Croce e San Prisco - Santa Maria di Loreto, a San Prisco (CE), dove si trova il sacello paleocristiano di Santa Matrona. Il centro del paese è pedonalizzato nelle ore di maggiore affluenza.

Come arrivare

  • In auto: uscita Santa Maria Capua Vetere o Caserta Nord dall'A1/A30, poi indicazioni per San Prisco. Nei giorni di festa conviene parcheggiare nelle aree periferiche e raggiungere la basilica a piedi.
  • In treno: stazione di Santa Maria Capua Vetere o di Caserta, entrambe collegate a Napoli; da lì autobus urbani o taxi per San Prisco (pochi chilometri).
  • In aereo: aeroporto di Napoli-Capodichino, a circa 35 km.

Costi

La partecipazione alle celebrazioni e la visita al sacello sono gratuite. Le bancarelle di dolci e artigianato praticano prezzi popolari.

Consigli

  • Il 25 gennaio la fila per accedere al sacello può essere lunga fin dal mattino presto: arrivare all'alba è la scelta dei devoti più assidui.
  • Abbigliamento invernale caldo: gran parte dell'attesa si svolge all'aperto.
  • All'interno della cappella è richiesto un comportamento rispettoso del luogo di culto e della fragilità dei mosaici.

Informazioni

Comune di San Prisco, Via Michele Monaco 92, 81054 San Prisco (CE) - tel. +39 0823 790111. Aggiornamenti sul programma liturgico sui canali della parrocchia.

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Dove si svolge — Santa Matrona a San Prisco

Basilica di Santa Croce e San Prisco - Sacello di Santa Matrona

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