Tre serate in Piazza dei Caduti per la pasta all'uovo tirata a mano di Gavignano
I maccaruni alla gavignanese non sono una pasta come le altre. La sfoglia, fatta con sola farina e uova, viene lavorata a lungo a mano e tirata con il matterello di legno fino a diventare sottilissima, quasi trasparente; poi si arrotola e si taglia con un coltello a lama bassa in striscioline finissime. Una ricetta che le fonti documentano già alla metà del XVI secolo e che compare persino in un inventario di fine Seicento di Palazzo Aldobrandini, dove è citata «una cucchiara degli maccaruni». Oggi i maccaruni gavignanesi sono riconosciuti come Prodotto Agroalimentare Tradizionale (P.A.T.) della Regione Lazio.
Il sugo che accompagna i maccaruni è quello delle grandi occasioni contadine: carne di castrato, salsiccia di maiale, lardo e rigaglie di pollo, cotto lentamente e tradizionalmente in pentola di rame sul camino, poi completato da una generosa grattugiata di pecorino stagionato. È un piatto nato per le ricorrenze e a lungo legato alla festa di San Rocco, patrono molto sentito nel paese: mangiarlo in piazza durante la sagra significa ritrovare il gesto originario della comunità che si siede insieme a tavola.
La sagra non è un evento isolato: è il momento più atteso dell'Estate Gavignanese, il cartellone di appuntamenti che la Pro Loco di Gavignano e il Comune costruiscono ogni anno tra luglio e settembre. Nello stesso calendario trovano posto il Corteo Storico del Matrimonio Contadino, la degustazione degli antichi sapori, le celebrazioni patronali di San Rocco a metà agosto con la banda cittadina e i fuochi d'artificio, la poesia nel borgo e i tornei di giochi popolari. Chi si ferma qualche giorno può quindi incrociare più di un appuntamento.
Gavignano è un borgo di poco più di duemila abitanti arroccato sui Monti Lepini, nella Città metropolitana di Roma Capitale, nel Lazio, a poco più di un'ora dalla capitale. Il paese è noto per aver dato i natali a Lotario dei Conti di Segni, futuro papa Innocenzo III, e conserva la torre e le tracce del castello di famiglia. Il Museo etnoantropologico locale racconta la civiltà contadina che sta alle spalle proprio di piatti come i maccaruni. Attorno, la campagna dei Lepini alterna uliveti, boschi e piccoli centri storici che valgono una deviazione: Segni, Montelanico, Carpineto Romano.
È una sagra di quelle autentiche, senza scenografie costruite per il turismo: si viene per un piatto che qui si prepara da secoli, si resta per l'atmosfera di una piazza di paese che d'estate diventa il salotto di tutti. Chi ama la cucina laziale più antica, quella dei sughi lenti e delle paste tirate a mano, trova a Gavignano una delle sue espressioni più pure.
Le date annunciate per il 2026 sono sabato 1, domenica 2 e lunedì 3 agosto, a Gavignano, in provincia di Roma. Come da tradizione la festa si svolge in Piazza dei Caduti, cuore del borgo, con apertura degli stand in serata.
Il piatto simbolo resta lo stesso: i maccaruni alla gavignanese, sfoglia di sole uova e farina tirata a mano e tagliata sottilissima, serviti con il sugo lento di carne di castrato, salsiccia di maiale, lardo e rigaglie di pollo, completati da pecorino stagionato. Accanto ai maccaruni, gli altri piatti della cucina lepina e i vini del territorio.
Il programma dettagliato di questa edizione non è ancora stato pubblicato dagli organizzatori. Sulla base delle edizioni precedenti sono previste, ogni sera, l'apertura degli stand gastronomici e intrattenimento musicale dal vivo in piazza. Il calendario definitivo, con orari e ospiti musicali, viene di norma diffuso dalla Pro Loco di Gavignano e dal Comune nelle settimane che precedono la festa, insieme al resto del programma dell'Estate Gavignanese.
In auto da Roma: A1 uscita Colleferro, poi SP per Gavignano (circa 60 km, 1 ora). In treno: stazione di Colleferro-Segni sulla linea Roma-Cassino, poi autobus Cotral o taxi verso Gavignano (circa 10 km).
Piazza dei Caduti, nel centro di Gavignano. Parcheggi lungo le vie di accesso al borgo: nelle sere di sagra conviene arrivare presto perché i posti si esauriscono in fretta.
Apertura degli stand gastronomici in serata, indicativamente dalle 19:00. Ingresso libero all'area della festa; si paga alla cassa quello che si consuma, con prezzi da sagra di paese. Per informazioni e prenotazioni: 328 4929615 / 347 2326943 (Pro Loco Gavignano).
Le serate d'agosto sui Lepini possono essere fresche: meglio portare una felpa leggera. Per chi vuole pernottare, l'offerta è concentrata a Colleferro, Segni e negli agriturismi della zona.
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Piazza dei Caduti
Piazza dei Caduti, 00030 Gavignano