Il rito del 2 luglio fra vestizione, ex voto d'oro e la centa di Laviano
Santomenna è uno dei comuni più piccoli della provincia di Salerno: poco più di quattrocento abitanti, circa 540 metri di quota, un territorio di appena 8,8 chilometri quadrati stretto fra il massiccio del Marzano e il valico di Conza, a ridosso del confine con la Basilicata e a due passi da Castelnuovo di Conza, Laviano e Pescopagano. Eppure, ogni 2 luglio, questo borgo dell'Alta Valle del Sele diventa il centro di una delle devozioni più sentite dell'entroterra campano: la processione della Madonna delle Grazie, che qui tutti chiamano semplicemente Madonna Nera.
Nella chiesa madre del paese si conserva una statua della Vergine dal volto scuro, con il Bambino in braccio, la cui origine viene fatta risalire al Duecento. Le cronache locali ricordano che l'edificio, più volte colpito dai terremoti che hanno segnato questa parte dell'Appennino meridionale, non ha mai perduto la propria struttura né l'immagine che custodisce. Il colore scuro dell'incarnato — tratto comune a molte Madonne Nere del Mezzogiorno — è parte integrante dell'identità devozionale del paese. Le stesse fonti ricordano che la storia di Santomenna affonda le radici molto indietro nel tempo: già intorno all'800 d.C. i vescovi della vicina Compsa, l'odierna Conza della Campania, vi avevano insediato un convento benedettino, divenuto poi cappuccino nel 1582.
La festa non comincia il 2 luglio, ma l'ultima domenica di giugno: le campane suonano a distesa per annunciare che la statua è stata portata dalla cripta ai piedi dell'altare maggiore. Da quel momento il paese entra in un tempo sospeso, fatto di preparativi, di visite alla chiesa e di attesa.
La mattina del 2 luglio si compie il rito più intimo: la vestizione. La statua viene ricoperta con un antico manto di seta e raso, sul quale vengono fissati i gioielli e gli ex voto donati dai fedeli. È un'operazione riservata alle donne di Santomenna, che nel tempo hanno imparato a cucire sulla seta anelli, collane, catenine e pendenti: ogni pezzo corrisponde a una grazia ricevuta, a una preghiera esaudita, a un frammento di storia familiare affidato alla Protettrice. Non è una decorazione, ma un archivio di memoria collettiva indossato dalla Madonna.
Il momento più atteso è l'uscita della Vergine. La statua, interamente vestita e adornata dai monili d'oro, viene portata a spalla per le strade del paese. Ad aprire il corteo sono i bambini, seguiti dalle strutture di candele e dalle autorità; poi arriva la Madonna, accompagnata da canti tradizionali e litanie, mentre i fuochi d'artificio scandiscono le tappe del percorso. Lungo la strada la folla cerca di toccare e baciare la statua: un gesto che, più di ogni altro, racconta il rapporto diretto e fisico fra questa comunità e la sua immagine sacra. Chi esulta, chi prega in silenzio, chi cerca semplicemente conforto: ogni fedele porta con sé la propria storia.
L'elemento che rende questa processione diversa da tutte le altre è la partecipazione della vicina Laviano. Secondo una tradizione antichissima, l'intera comunità lavianese accompagna il corteo religioso e sfila portando in dono alla Madonna la centa: una monumentale struttura votiva, tipica della tradizione campana, realizzata con candele decorate e nastri. Non è un semplice omaggio devozionale, ma il sigillo di un patto di fratellanza che unisce i due paesi da tempo immemorabile — un legame che, in queste terre di montagna, ha valore quanto un confine amministrativo.
Il 23 novembre 1980 il terremoto dell'Irpinia colpì Santomenna con violenza estrema: il comune fu fra i più danneggiati, con la quasi totalità del patrimonio edilizio distrutto o gravemente lesionato. In un contesto simile, la continuità di un rito come quello del 2 luglio ha un significato che va ben oltre la dimensione religiosa: è il filo che ha tenuto insieme un paese ricostruito quasi da zero. Non a caso la festa della Madonna delle Grazie rivaleggia in solennità e devozione con quella del patrono San Menna, celebrato l'11 novembre.
Chi arriva a Santomenna il 2 luglio non trova un grande evento spettacolare, ma qualcosa di più raro: una festa popolare rimasta autentica, dove il sacro e il profano si intrecciano senza filtri e dove la dimensione rurale della Campania interna si mostra così com'è. È un'occasione preziosa per chi viaggia nell'entroterra salernitano alla ricerca di tradizioni vive, lontano dalle rotte più battute della costa.
Anche nel 2026 la processione della Madonna Nera è tornata a illuminare le strade di Santomenna, portando con sé il carico di fede, emozione e orgogliosa tradizione che la caratterizza da generazioni. La giornata ha seguito il canovaccio di sempre: la mattina la vestizione della statua, con il manto di seta ricoperto dai monili d'oro donati come ex voto, e poi l'uscita della Vergine, portata a spalla per il centro abitato.
Il corteo è stato accompagnato da canti tradizionali e litanie, mentre i fuochi d'artificio hanno scandito le tappe del percorso. Come vuole la consuetudine, la comunità di Laviano ha sfilato insieme ai santomennesi portando in dono la centa, la monumentale struttura votiva di candele decorate e nastri che sigilla un legame antichissimo fra i due comuni dell'Alta Valle del Sele. La stampa locale ha raccontato l'evento nei giorni immediatamente successivi, restituendo l'immagine di un paese di poche centinaia di abitanti capace di richiamare fedeli e originari emigrati altrove.
Gli orari precisi delle celebrazioni non sono stati diffusi in forma ufficiale online: per la scansione oraria conviene rivolgersi alla parrocchia o al Comune di Santomenna.
Santomenna si raggiunge sostanzialmente in auto: il paese sorge a circa 540 metri di quota nell'Alta Valle del Sele, fra il massiccio del Marzano e il valico di Conza, in prossimità del confine con la Basilicata e a breve distanza da Laviano, Castelnuovo di Conza e Pescopagano. Il centro abitato è piccolo e in gran parte percorribile a piedi: durante la processione conviene lasciare l'auto ai margini del paese e raggiungere a piedi la chiesa madre.
La partecipazione alla processione e alle celebrazioni è libera e gratuita. Non è previsto alcun biglietto né prenotazione.
Comune di Santomenna, Piazza Municipio 1, 84020 Santomenna (SA) — tel. +39 0828 911004 — [email protected]
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Chiesa madre di Santomenna e vie del centro abitato