Il "Cristo che corre": la Pasqua più spettacolare della Tuscia
Ogni Domenica di Pasqua Tarquinia, nel cuore della Tuscia viterbese, vive il suo giorno più intenso con la Processione del Cristo Risorto, la festa popolare più attesa e spettacolare del territorio. Le finestre e i balconi del centro storico si vestono di drappi e decorazioni, le vie si riempiono di migliaia di persone arrivate anche dai centri più lontani, e la città intera si stringe attorno alla statua del Redentore custodita nella Chiesa di San Giuseppe.
Ciò che rende unica questa processione è il suo ritmo: la pesante statua del Cristo Risorto — circa sei quintali — viene portata a spalla da sedici fratelli, coordinati da un capo macchina, a passo sostenuto e in alcuni tratti addirittura di corsa. È per questo che i tarquiniesi parlano del "Cristo che corre": la corsa simboleggia l'annuncio gioioso della resurrezione, portato di slancio tra la folla che applaude e si commuove.
La statua del Redentore è un'opera ottocentesca dello scultore Bartolomeo Canini, realizzata a partire da un bozzetto in gesso di Pietro Tenerani, riscoperto negli anni Ottanta del Novecento. Intorno ad essa ruota un corteo ricco di figure tramandate di generazione in generazione:
La processione parte dalla Chiesa di San Giuseppe e percorre le vie e le piazze simbolo di Tarquinia: via dello Statuto, via Garibaldi, l'arco delle mura cittadine, viale Igea con la sosta all'ospedale, via XX Settembre, via Umberto I, piazza Cavour davanti al Palazzo Vitelleschi, corso Vittorio Emanuele, piazza Matteotti e piazza Trento e Trieste con la sosta alla Chiesa di San Leonardo, prima del rientro trionfale a San Giuseppe.
Le radici della festa affondano nei secoli: la tradizione degli sparatori è documentata dal Seicento e la processione è attestata almeno dal Settecento. La leggenda popolare racconta che la statua sarebbe stata commissionata dalla corporazione dei falegnami a uno scultore condannato, poi accecato perché non potesse replicarne la bellezza. La Settimana Santa tarquiniese comprende anche la solenne Processione del Cristo Morto del Venerdì Santo e la suggestiva "Svelatura" della statua nella notte di Pasqua.
Organizzata dall'Associazione Fratelli del Cristo Risorto con il sostegno del Comune di Tarquinia, in provincia di Viterbo, la processione è una delle espressioni più autentiche dell'identità popolare del Lazio. È anche l'occasione perfetta per scoprire la città: la necropoli etrusca di Monterozzi, patrimonio UNESCO, il Museo Archeologico Nazionale nel Palazzo Vitelleschi e il borgo medievale di torri e chiese romaniche.
Nel 2026 la Settimana Santa tarquiniese ha seguito il suo rito immutabile. Venerdì 3 aprile, alle 20.30, la Processione del Cristo Morto ha attraversato in raccoglimento le piazze e le vie simbolo del centro storico. La Domenica di Pasqua, 5 aprile, dopo la messa del mattino nella Chiesa di San Giuseppe e la riunione dei portatori nel chiostro di San Marco, alle 18 la statua del Cristo Risorto è uscita dalla chiesa per il tradizionale percorso tra due ali di folla: via dello Statuto, via Garibaldi, viale Igea, piazza Cavour, corso Vittorio Emanuele, piazza Matteotti e il rientro a San Giuseppe. Il Comune di Tarquinia ha disposto per l'occasione modifiche a traffico e sosta nel centro storico, mentre l'Associazione Fratelli del Cristo Risorto ha invitato i residenti ad addobbare finestre e balconi lungo il percorso.
In treno: stazione di Tarquinia sulla linea Roma-Pisa (da Roma Termini circa 1 ora), poi bus navetta o taxi per il centro storico (circa 3 km). In auto: autostrada A12 Roma-Civitavecchia, uscita Tarquinia, oppure SS1 Aurelia. In occasione della processione il Comune dispone modifiche alla circolazione e alla sosta nel centro storico: conviene arrivare con largo anticipo e parcheggiare fuori dalle mura.
Evento gratuito e all'aperto. I punti più suggestivi (via dello Statuto, piazza Cavour, piazza Matteotti) si affollano presto: posizionarsi per tempo lungo il percorso.
La processione dura diverse ore nel tardo pomeriggio di Pasqua: scarpe comode e attenzione ai colpi a salve degli sparatori, rumorosi ma innocui.
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Chiesa di San Giuseppe e centro storico
Via di San Giuseppe, 01016 Tarquinia