Il grande falò di Sant'Antonio Abate che accende l'inverno di Domicella
Nel cuore dell'inverno irpino, quando le giornate sono ancora corte e la nebbia sale dai boschi, il piccolo Comune di Domicella, in provincia di Avellino, si stringe attorno a una catasta di legna alta diversi metri. È O' Focarone 'e Sant'Antuono, il grande falò acceso in onore di Sant'Antonio Abate, il santo che la devozione popolare del Sud Italia lega indissolubilmente al fuoco. Un appuntamento che segna, per l'intera comunità, l'inizio simbolico del ciclo delle feste invernali e l'apertura del periodo carnevalesco.
I falò di Sant'Antuono del 17 gennaio non sono un'usanza isolata: attraversano tutta la Campania e l'Irpinia, da Solofra a Nusco fino ai paesi del Nolano e del Vesuviano. La radice è antichissima e precede la devozione cristiana: alla fine del solstizio d'inverno si accendevano grandi fuochi per salutare il ritorno della luce e per purificare simbolicamente case, campi e animali. La Chiesa ha poi legato quel rito alla figura di Sant'Antonio Abate, protettore degli animali domestici e del bestiame, che secondo la leggenda avrebbe strappato il fuoco al demonio per donarlo agli uomini.
A Domicella la festa ha guadagnato negli anni un nome tutto suo, Focarone Artistico, che dice molto del modo in cui il paese la vive. La preparazione comincia infatti fin dal mattino: le fascine di legna non vengono semplicemente ammucchiate, ma accatastate ad arte, incastrate una a una fino a formare una costruzione regolare, imponente, quasi scenografica. È un lavoro corale, che coinvolge i volontari della Pro Loco e i giovani del paese, e che trasforma l'attesa dell'accensione in una parte essenziale della festa.
Il momento centrale arriva con il buio. Alle ore 19:00 il fuoco viene benedetto e poi acceso: le fiamme salgono rapidamente, illuminano la piazza e strappano l'applauso dei presenti. Attorno al focarone la gente resta a lungo, a scaldarsi e a commentare, secondo un rituale che si ripete identico di generazione in generazione. La festa prosegue fino a tarda sera, in un'atmosfera di allegria e di convivialità che è forse il tratto più autentico di queste manifestazioni.
Come in ogni festa popolare campana, la tavola ha un ruolo di primo piano. Attorno all'area del falò la Pro Loco allestisce numerosi stand gastronomici dedicati alle degustazioni dei piatti della tradizione locale, accompagnati dal vino del territorio. Nell'edizione 2025 il protagonista assoluto è stato il soffritto napoletano, piatto povero e piccante della cucina partenopea, che qui si serve bollente con il pane: il cibo giusto per una serata di gennaio all'aperto.
Con meno di duemila abitanti, Domicella è un borgo adagiato in una conca boscosa ai margini della Valle di Lauro, l'ultima striscia di provincia di Avellino affacciata verso il Napoletano. Questa posizione di confine si legge chiaramente anche nella festa: il dialetto, la devozione a Sant'Antuono e la cucina raccontano una cultura a metà strada fra l'Irpinia interna e l'area vesuviana. Per chi visita la Regione Campania fuori stagione, il focarone è un'occasione rara per vedere una tradizione popolare vissuta dai residenti e non allestita per il turismo.
La manifestazione è promossa dalla Pro Loco Domicella APS con il patrocinio del Comune di Domicella, la stessa associazione che durante l'anno cura gli altri appuntamenti del paese. L'evento è inserito nel circuito degli eventi della Provincia di Avellino attraverso il portale Sistema Irpinia, che ogni gennaio raccoglie i falò di Sant'Antonio Abate del territorio.
Per l'edizione 2026 la Pro Loco Domicella ha riportato la festa alla sua data canonica, il 17 gennaio, giorno in cui la Chiesa celebra Sant'Antonio Abate e in cui tutta la Campania accende i propri falò. La coincidenza con un sabato ha permesso di vivere l'appuntamento nella sua forma più piena, con la preparazione della catasta distribuita sull'intera giornata.
Come vuole la tradizione, fin dalle prime ore del mattino i volontari hanno accatastato ad arte le fascine di legna, costruendo pezzo dopo pezzo la struttura destinata a bruciare. Con il calare del buio, alle ore 19:00, è arrivato il momento della benedizione del focarone e della sua accensione, seguita da una lunga serata attorno al fuoco.
Attorno all'area del falò sono stati allestiti numerosi stand gastronomici con degustazioni di piatti tipici della tradizione locale accompagnati dal vino del territorio. La manifestazione, ospitata a Villa Giovanni Paolo II, si è svolta con il patrocinio del Comune di Domicella ed è stata segnalata anche nel calendario dei falò irpini del portale Sistema Irpinia della Provincia di Avellino.
Le fonti locali non riportano un programma musicale dettagliato per questa edizione.
Domicella (AV), Campania. Nell'edizione 2026 il falò è stato allestito presso Villa Giovanni Paolo II; nell'edizione precedente il cuore della festa era il campo sportivo comunale. Conviene verificare la sede esatta sui canali della Pro Loco prima di mettersi in viaggio.
La preparazione della catasta comincia già dal mattino; la benedizione del fuoco è fissata alle ore 19:00 e la festa prosegue fino a tarda sera. Le fonti locali non indicano un biglietto d'ingresso: le degustazioni agli stand gastronomici sono invece a pagamento.
Pro Loco Domicella APS — tel. +39 081 8253236, [email protected]. Comune di Domicella, Piazza Vincenzo Ferrante 1, 83020 Domicella (AV).
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Villa Giovanni Paolo II