Tappeti di fiori e devozione popolare nel borgo della Valle dell'Aniene
Questa edizione non è stata confermata dall'organizzatore ad oggi. Si consiglia di verificare con l'organizzatore prima di mettersi in viaggio.
A Rocca Santo Stefano, piccolo comune della Città metropolitana di Roma Capitale incastonato tra i Monti Ruffi e gli Affilani, nell'alta Valle dell'Aniene a pochi chilometri da Subiaco, la festa del Corpus Domini non si celebra soltanto in chiesa: si celebra per strada, sotto forma di colore. Nella notte che precede la solennità, l'intero paese si mette al lavoro per stendere lungo Via Padre Pellegrino Ernetti una serie di grandi composizioni floreali effimere, destinate a vivere poche ore e poi a essere attraversate dalla processione.
Le fonti d'archivio collocano la prima infiorata documentata a Rocca Santo Stefano oltre quattro secoli fa, il che colloca questo appuntamento tra i più antichi del Lazio insieme a quelli di Genzano e della campagna romana. La memoria orale degli anziani conferma un rito che non si è mai davvero interrotto. Negli anni Ottanta del Novecento la pratica si è strutturata attorno all'Associazione Maestri Infioratori di Rocca, nata per raccogliere l'eredità di monsignor Tancredi Ciancarella, promotore storico della manifestazione nella sua forma attuale. Come ha ricordato il sindaco Sandro Runieri, si tratta di una «tradizione secolare, tramandata di generazione in generazione», che ha conservato molte delle sue caratteristiche originarie.
Il lavoro comincia giorni prima. I bozzetti vengono disegnati, riportati a terra su carta, poi riempiti con materiale rigorosamente vegetale: petali di garofano sfogliati uno a uno, ginestra, finocchio selvatico, foglie e fondi di terra colorata. La raccolta e la sfogliatura dei fiori sono un rito collettivo notturno che coinvolge intere famiglie, bambini compresi: in alcune edizioni sono stati necessari oltre cinquantamila garofani e hanno partecipato circa trecento persone. I dodici quadri alternano soggetti sacri — l'Eucaristia, la Vergine Maria, il Cristo — a temi civili e d'attualità: la pace, gli anniversari storici, gli omaggi ad artisti come Perugino, Picasso o Puccini nelle edizioni dedicate alle loro ricorrenze.
Il sabato il tappeto è già visibile e il borgo si riempie di visitatori che percorrono la via in silenzio, fotografando le opere prima che la luce cali. Il culmine arriva la domenica mattina: la processione solenne, guidata dal parroco con il Santissimo Sacramento sotto il baldacchino, attraversa i quadri, che vengono così consumati passo dopo passo. È il senso profondo dell'infiorata — la bellezza offerta e volutamente destinata a dissolversi — e il momento in cui l'arte floreale diventa espressione di fede e di appartenenza comunitaria.
Rispetto alle infiorate più celebri e affollate, quella di Rocca Santo Stefano conserva una dimensione autenticamente paesana: non c'è biglietteria, non c'è palco, c'è un paese intero che per una notte non dorme. Per chi visita il Lazio in giugno è l'occasione di scoprire un angolo poco battuto della regione, tra la Valle dell'Aniene e i monti che salgono verso Subiaco, e di assistere a una forma d'arte popolare che sopravvive solo grazie alla trasmissione familiare.
L'infiorata di Rocca Santo Stefano è legata al calendario liturgico: si svolge nel fine settimana della solennità del Corpus Domini, che nel 2026 cade domenica 7 giugno. Il Comune, nella Città metropolitana di Roma Capitale, e l'Associazione Maestri Infioratori confermano di anno in anno l'impianto della manifestazione: sfogliatura collettiva dei fiori il sabato, allestimento notturno dei quadri lungo Via Padre Pellegrino Ernetti, apertura al pubblico e processione domenicale.
Attenzione: per questa edizione non abbiamo reperito un annuncio ufficiale con date e orari puntuali. Le informazioni riportate ricostruiscono lo schema abituale della festa e vanno verificate presso il Comune o l'Associazione Maestri Infioratori prima di programmare la visita.
In auto da Roma: A24 fino a Vicovaro-Mandela, poi SS5 Sublacense in direzione Subiaco e strada provinciale per Rocca Santo Stefano (circa 70 km, 1h15). Da Fiuggi e dalla Valle del Sacco si sale invece via Bellegra. Il paese è piccolo: si consiglia di parcheggiare lungo le aree esterne al centro storico e proseguire a piedi, perché Via Padre Pellegrino Ernetti è chiusa al traffico durante l'allestimento.
Autolinee Cotral da Roma Ponte Mammolo verso Subiaco e Bellegra; verificare gli orari festivi, che sono ridotti la domenica.
L'accesso ai quadri floreali è gratuito. I tappeti sono visibili dal sabato pomeriggio-sera fino al passaggio della processione, la domenica mattina. Dopo la processione le composizioni non sono più leggibili.
Portare scarpe comode (il borgo è in pendenza e acciottolato), arrivare la sera del sabato per vedere i maestri al lavoro, non calpestare mai le composizioni. Per il pernottamento ci si appoggia in genere a Subiaco, Bellegra o Olevano Romano.
Comune di Rocca Santo Stefano, Via Padre Pellegrino Ernetti 9 — tel. +39 06 9567304.
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Centro storico — Via Padre Pellegrino Ernetti
Via Padre Pellegrino Ernetti, 9, 00030 Rocca Santo Stefano