La polenta di Sant'Antonio distribuita gratuitamente ad Arpino
Questa edizione non è stata confermata dall'organizzatore ad oggi. Si consiglia di verificare con l'organizzatore prima di mettersi in viaggio.
Nel cuore della Ciociaria, il borgo di Arpino (provincia di Frosinone, Lazio) custodisce da oltre quattro secoli una delle sue usanze più amate: Il Pappone, la distribuzione gratuita di polenta in occasione della festa di Sant'Antonio Abate, che ricorre ogni anno il 17 gennaio. È una tradizione popolare e religiosa insieme, capace di richiamare nel quartiere di Civita Falconara sia gli abitanti del paese sia i visitatori curiosi di assistere a un rito rimasto pressoché immutato nel tempo.
Il «pappone» è una polenta densa e generosa, preparata in grandi paioli di rame (le tradizionali «cuttrelle») direttamente in piazza da cuochi improvvisati. Cotta in abbondanza, viene condita con sugo e pecorino grattugiato e poi offerta gratuitamente a tutti i presenti. Il gesto affonda le sue radici in un lascito del 1615: il nobile Pompeo Grimaldi destinò parte della sua eredità alle congregazioni religiose, chiedendo che nel giorno di Sant'Antonio Abate si distribuisse cibo caldo ai più poveri. Da allora la comunità arpinate ha continuato a rinnovare quel gesto di carità e di condivisione.
La preparazione del pappone si intreccia con la dimensione sacra della giornata. Al termine della Santa Messa, celebrata nella chiesa di Santa Maria Assunta, il parroco impartisce la benedizione sulla polenta prima che venga distribuita alla folla riunita davanti al sagrato. Sant'Antonio Abate, protettore degli animali e del mondo contadino, è una figura profondamente legata alla cultura rurale del Lazio e dell'Italia centrale: la sua festa segna, nel cuore dell'inverno, un momento di comunità e di ringraziamento.
Il cuore della festa è il rione di Civita Falconara, uno degli angoli più caratteristici di Arpino, dove il profumo della polenta appena cotta invade le strade nelle ore fredde di gennaio. Attorno ai paioli fumanti si crea un'atmosfera calda e conviviale, fatta di attesa, chiacchiere e piatti condivisi: un'esperienza semplice e autentica, lontana dai grandi eventi commerciali e vicina all'anima più genuina del borgo ciociaro.
Assistere al Pappone è anche l'occasione per scoprire Arpino, antichissima cittadina che diede i natali a Marco Tullio Cicerone e a Caio Mario. Tra le mura ciclopiche dell'acropoli di Civitavecchia, i vicoli medievali e i panorami sulla Valle del Liri, il borgo offre al visitatore un patrimonio storico di rara ricchezza. La festa di Sant'Antonio Abate rappresenta uno dei momenti dell'anno in cui la tradizione, la fede e la gastronomia popolare del Comune di Arpino si fondono in un unico rito collettivo.
Il 17 gennaio 2026, giorno di Sant'Antonio Abate, il borgo ciociaro di Arpino ha rinnovato la tradizione del Pappone nel quartiere di Civita Falconara. Come da consuetudine, la densa polenta è stata cotta nei grandi paioli di rame, condita con sugo e pecorino e distribuita gratuitamente ai presenti dopo la benedizione al termine della Santa Messa.
Il 17 gennaio di ogni anno, giorno della festa di Sant'Antonio Abate.
Quartiere di Civita Falconara, davanti alla chiesa di Santa Maria Assunta, ad Arpino (FR), Lazio.
In auto: Arpino è raggiungibile dall'autostrada A1 (uscita Ceprano o Frosinone), quindi seguendo le indicazioni per la Valle del Liri. In treno: la stazione di riferimento è Frosinone, collegata ad Arpino con autolinee locali.
La distribuzione del pappone è totalmente gratuita.
Trattandosi di un evento invernale all'aperto, si consiglia abbigliamento caldo. Per gli orari aggiornati della Messa e della distribuzione, conviene contattare l'ufficio turistico di Arpino o consultare il calendario eventi comunale.
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Chiesa di Santa Maria Assunta, quartiere di Civita Falconara