Il borgo antico di Caselle in Pittari diventa un museo a cielo aperto
Ogni estate il centro storico di Caselle in Pittari, piccolo comune di poco più di 1.800 abitanti arroccato a 444 metri sul livello del mare in provincia di Salerno, si trasforma in un museo a cielo aperto. È questo il cuore di Fiori alle Porte, festival di arti performative che dal 2016 lavora sui vicoli, sugli slarghi e soprattutto sulle vecchie porte di legno del paese: dipinte, decorate e attraversate da rime, stornelli e proverbi raccolti dalla memoria orale della comunità. Qui non si compra un biglietto e non si entra in una sala: si cammina, ci si perde nel borgo e si incontrano le opere una dopo l'altra.
Il progetto nasce nel 2016 come esperienza di street art e negli anni si allarga fino a diventare una vera rassegna multidisciplinare, diretta dall'artista Ramona Pisano e promossa dall'Associazione Culturale Sab Kuch Milega con il sostegno dell'Amministrazione comunale. Accanto alle opere pittoriche trovano spazio il teatro di strada e le sperimentazioni sceniche curate dal regista napoletano Gianluca Guarino con le sue SperimentAzioni Teatrali Skm, i laboratori partecipativi, la narrazione e la mindfulness. Una figura ricorrente è quella del banditore, che con il suo bando apre ufficialmente il festival: un omaggio a Minicuccio, ultimo banditore storico di Caselle in Pittari.
Il nome del festival rimanda a una consuetudine locale che il progetto ha voluto salvare dall'oblio: la tradizione dei fiori, cioè delle rime, degli stornelli, dei proverbi, delle ingiurie scherzose e delle serenate che un tempo si tramandavano oralmente all'interno delle famiglie casellesi. Quelle parole, raccolte insieme agli anziani, tornano oggi trascritte sulle porte e sui muri del centro storico accanto ai dipinti degli artisti. Il risultato è un percorso urbano permanente, visitabile tutto l'anno, che intreccia arte contemporanea e patrimonio immateriale di un paese del Cilento interno.
Dal 5 all'8 agosto 2026 Fiori alle Porte celebra la sua decima edizione. Il tema scelto per l'anniversario è «PORTA», parola ricca di sfaccettature e di significati: soglia, passaggio, accoglienza, ma anche il verbo che indica ciò che ognuno porta con sé. L'inaugurazione è fissata per mercoledì 5 agosto alle ore 16:30 in località Urmo, dove il bando del banditore segnerà l'inizio del nuovo percorso. Il manifesto dell'edizione riassume bene lo spirito del festival: un'opera d'arte non nasce mai da una persona sola, ma dall'incontro tra l'ispirazione di chi la crea e la generosità di chi la rende possibile.
Il decennale è stato preparato da un percorso di co-progettazione con i più giovani. Il 3 e 4 maggio 2026 l'associazione Sab Kuch Milega ha portato a Caselle in Pittari «Lu Cuntu 'ri Fiuri», un'azione laboratoriale e partecipativa che ha coinvolto gli studenti dell'Istituto Teodoro Gaza insieme a Ramona Pisano e Gianluca Guarino: laboratori creativi, racconto del territorio e scelta condivisa dei messaggi del festival. L'iniziativa, gratuita per le famiglie e finanziata nell'ambito del PNRR sulla creatività giovanile, non è un evento separato ma una tappa interna del cammino verso agosto.
Fiori alle Porte si regge su un modello economico particolare, che gli organizzatori chiamano «L'Alchimia del Dono»: gli artisti donano le proprie opere al paese, e la comunità di Caselle in Pittari ricambia con ospitalità, accoglienza nelle case e materie prime. È un sistema di reciprocità che spiega perché il festival non abbia mai avuto una biglietteria e perché le opere restino poi in strada, patrimonio condiviso di tutti. Ai visitatori viene messo a disposizione un registro speciale su cui lasciare un pensiero, un messaggio o una firma.
Il festival è inseparabile dal suo paesaggio. Caselle in Pittari si affaccia sulla valle del Bussento, il fiume che attraversa il territorio prima di inabissarsi nel sottosuolo nei pressi della Rupe, con lo sguardo rivolto al Monte Cervati, la vetta più alta della Campania. Siamo nel Parco Nazionale del Cilento, in un'area di borghi piccoli e ostinati dove l'estate porta anche il Palio del Grano, il Caselle Film Festival e le feste dell'emigrante. Chi arriva per Fiori alle Porte trova quindi molto più di una mostra: una comunità intera che per quattro giorni si racconta attraverso l'arte contemporanea.
L'edizione 2026, in programma dal 5 all'8 agosto, è quella del decennale: dieci edizioni dal 2016 a oggi che hanno riscritto il volto del centro storico di Caselle in Pittari. La direzione artistica resta affidata a Ramona Pisano, affiancata dal maestro Gianluca Guarino con le SperimentAzioni Teatrali Skm e dal collettivo eclettico degli artisti di Fiori alle Porte, con l'Associazione Culturale Sab Kuch Milega e l'Amministrazione comunale.
Per l'anniversario è stata scelta una parola sola, PORTA, ricca di sfaccettature e di significati. È la porta di legno su cui il festival dipinge da dieci anni, è la soglia fra dentro e fuori, fra paese e visitatore, ed è anche il verbo portare: ciò che ognuno porta con sé e lascia agli altri. Il manifesto dell'edizione ricorda che un'opera d'arte non nasce mai da una persona sola, ma dall'incontro tra l'ispirazione di chi la crea e la generosità di chi la rende possibile.
Il decennale è stato costruito con la comunità: il 3 e 4 maggio 2026 l'azione laboratoriale «Lu Cuntu 'ri Fiuri» ha coinvolto gli studenti dell'Istituto Teodoro Gaza in un lavoro di co-progettazione con gli artisti, sostenuto da un finanziamento PNRR dedicato alla creatività giovanile e completamente gratuito per le famiglie.
Caselle in Pittari si trova nel Cilento interno, in provincia di Salerno, a 444 metri di quota. In auto si esce dall'Autostrada A2 del Mediterraneo a Padula-Buonabitacolo e si prosegue verso la valle del Bussento. La stazione ferroviaria più vicina è quella di Sapri, sulla linea tirrenica, da cui si continua in auto o con i servizi di trasporto locale; l'aeroporto di riferimento è Napoli-Capodichino.
Tutto il festival si sviluppa nel borgo antico: vicoli, gradinate, slarghi e porte del centro storico. L'apertura del 2026 è in località Urmo. Il percorso è a piedi e su fondo irregolare in pietra: sono consigliate scarpe comode.
Le fonti locali non segnalano biglietti: la visita al museo a cielo aperto è libera, secondo il principio dell'«Alchimia del Dono» su cui si basa la manifestazione.
Le serate in quota possono essere fresche anche ad agosto: portare una felpa leggera. Per dormire conviene orientarsi sui b&b del paese e dei comuni vicini della valle del Bussento, oppure sulla costa fra Policastro Bussentino e Sapri, a una trentina di chilometri. Per informazioni aggiornate ci si rivolge all'Associazione Culturale Sab Kuch Milega e al Comune di Caselle in Pittari.
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