Una settimana di fede, tradizioni popolari e pizzantielle nel borgo della Tuscia
A Monterosi, borgo di poco più di quattromila abitanti affacciato sull'omonimo lago vulcanico, nella provincia di Viterbo, il mese di gennaio ha un significato speciale. È in questi giorni di pieno inverno che la comunità si stringe attorno ai suoi santi patroni, Vincenzo e Anastasio, con una settimana di festeggiamenti che intreccia devozione religiosa, tradizioni popolari e momenti di pura convivialità paesana. Non si tratta di un evento costruito per il turismo: è la festa che i monterosani sentono come propria, tramandata di generazione in generazione e vissuta con partecipazione autentica.
Il cuore religioso della manifestazione si concentra attorno al 22 gennaio, giorno dedicato ai patroni: la santa messa solenne è seguita dalla processione con le reliquie dei santi, che attraversa le vie del centro storico accompagnata dalla banda musicale. A Monterosi la banda Santa Cecilia è parte integrante dell'identità della festa e accompagna con il proprio repertorio i momenti più solenni come quelli più allegri.
L'appuntamento più caratteristico resta però la Processione dei Buoi, che si tiene la domenica conclusiva. Gli animali, addobbati per l'occasione, sfilano per il paese in un rito di benedizione che affonda le radici nella civiltà contadina della Tuscia, quando il bestiame da lavoro rappresentava il bene più prezioso di una famiglia. È una delle immagini più fotografate e amate della festa, capace di riportare per qualche ora il borgo a un'atmosfera di altri tempi.
Il versante gastronomico ha un nome preciso: la pizzantiella. Si tratta di una sorta di crespella della tradizione viterbese, più spessa delle crêpes francesi, che viene farcita e servita calda direttamente lungo le strade del paese. La versione salata prevede ripieni di salsiccia, prosciutto e formaggio; quella dolce chiude il pasto con altrettanta generosità. Nel giorno della sagra, il sabato che precede la processione conclusiva, i banchi allestiti nel centro storico lavorano senza sosta e il profumo della pizzantiella appena fatta invade le piazze.
Attorno alla sagra si muove tutto il resto del programma: stand gastronomici, giochi popolari, spettacoli musicali e, in alcune edizioni, il lancio delle mongolfiere, altro momento molto atteso dai bambini e dalle famiglie.
La manifestazione è curata dalla Confraternita dei Santi Patroni di Monterosi in collaborazione con la Pro Loco locale, con il patrocinio del Comune di Monterosi e della Provincia di Viterbo. Un aspetto poco noto ma significativo: i ricavati della festa vengono tradizionalmente destinati a opere di solidarietà e alla cura del patrimonio locale, dal restauro di opere d'arte sacra al sostegno di famiglie in difficoltà e delle realtà associative del paese.
Monterosi si trova lungo la via Cassia, a metà strada tra Roma e Viterbo, in un'area del Lazio ricca di borghi, laghi vulcanici e testimonianze etrusche. Partecipare alla festa dei patroni significa vedere un paese della Tuscia nella sua dimensione più genuina, lontano dai circuiti turistici più battuti: una domenica di gennaio tra buoi addobbati, banda musicale, pizzantielle fumanti e una comunità che si riconosce nelle proprie radici. Chi arriva da fuori è accolto con la naturalezza tipica dei piccoli centri, dove la festa non è mai uno spettacolo per pochi ma un'occasione condivisa.
Dal 19 al 25 gennaio 2026 Monterosi ha vissuto sette giorni di festa per i patroni Vincenzo e Anastasio. Il calendario ha alternato celebrazioni liturgiche, momenti musicali con la banda e appuntamenti di piazza, arrivando al fine settimana con i due eventi simbolo della manifestazione.
Il sabato 24 gennaio il centro storico si è animato con la Sagra della Pizzantiella: lungo le strade del paese i banchi hanno sfornato senza sosta le crespelle farcite, nella versione salata con salsiccia, prosciutto e formaggio e in quella dolce. La domenica 25 gennaio è stata invece la giornata della Processione dei Buoi, il rito che più di ogni altro identifica la festa monterosana e che richiama ogni anno visitatori dai comuni vicini della Tuscia.
Come da tradizione l'organizzazione è stata curata dalla Confraternita dei Santi Patroni di Monterosi insieme alla Pro Loco, con il patrocinio del Comune e della Provincia di Viterbo.
Nel corso della settimana si sono aggiunti stand gastronomici, giochi popolari e intrattenimento musicale in piazza.
Monterosi si raggiunge facilmente in auto dalla via Cassia (SS2), a circa 45 km da Roma e 30 km da Viterbo. Uscita consigliata dalla superstrada Roma-Viterbo. In treno, le stazioni di riferimento sono quelle della linea Roma-Viterbo, con proseguimento in autobus.
I festeggiamenti si svolgono nella settimana attorno al 22 gennaio, giorno dei santi patroni. La Sagra della Pizzantiella cade il sabato, la Processione dei Buoi la domenica conclusiva.
L'accesso alle celebrazioni religiose, alla processione e agli spettacoli in piazza è libero e gratuito. Le pizzantielle e le altre proposte degli stand gastronomici si pagano a consumazione, con prezzi popolari.
Si tratta di una festa invernale all'aperto: abbigliamento caldo indispensabile. Il centro storico è pedonalizzato durante gli eventi, conviene lasciare l'auto nei parcheggi ai margini del paese e proseguire a piedi.
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Centro storico di Monterosi