I riti dell'Alto Aterno tra falò, panonta e benedizione degli animali
Questa edizione non è stata confermata dall'organizzatore ad oggi. Si consiglia di verificare con l'organizzatore prima di mettersi in viaggio.
Nel cuore dell'inverno, quando la neve avvolge le montagne dell'Alto Aterno, le frazioni del Comune di Montereale, in Provincia dell'Aquila, celebrano Sant'Antonio Abate, protettore degli animali e dei contadini. È la prima festa dell'anno e coinvolge tre borghi vicini, Cesaproba, Ville di Fano e Cabbia, che si passano il testimone tra il 17 e il 19 gennaio in un intreccio di riti religiosi e usanze rurali secolari.
Il rito dei fuochi è il cuore della festa: nei diversi rioni si accendono i falò propiziatori, attorno ai quali, in uno spirito di socialità e accoglienza, si prepara e si distribuisce la storica panonta, la fetta di pane condita con il grasso di maiale abbrustolito sul fuoco. Di primo mattino i bambini girano per le case per la tradizionale questua: in cambio ricevono monetine, dolci e ciambelle, tramandando alle nuove generazioni l'attaccamento alla tradizione.
Ogni frazione dedica al Santo la propria giornata. A Cesaproba, il 17 gennaio, la mattina si apre con l'arrivo della banda e l'esibizione del gruppo folkloristico, seguiti dalla processione con la statua del Santo, dalla funzione religiosa e dalla benedizione degli animali, momento centrale in onore del protettore del bestiame. A Ville di Fano, il 18 gennaio, dopo la messa nella chiesa di S. Lucia si tengono i fuochi d'artificio, la benedizione degli animali e la caratteristica asta degli zampitti: gli zampetti di maiale, raccolti durante la stagione fredda, vengono messi all'incanto e il ricavato finanzia la cena comunitaria. A Cabbia, il 19 gennaio, la processione precede il pranzo comunitario con le celebri cotenne di Sant'Antonio, una zuppa calda a base di farro.
La festa è anche un rito gastronomico: attorno ai falò e nelle strutture allestite nelle piazze si condividono i piatti dell'antico mondo agro-pastorale. Alla carne di maiale offerta alla comunità si accompagnano farro, cotenne, cagliata, rape rosse, tagliatelle e fagioli. Le serate proseguono con le cene accompagnate da poeti e dai suoni degli strumenti tradizionali, l'organetto e le ciaramelle, cari al mondo pastorale abruzzese.
La Festa di Sant'Antonio Abate rappresenta uno degli appuntamenti identitari più sentiti dell'Alto Aterno: un momento di ritrovo che unisce le comunità delle frazioni di Montereale e richiama molti visitatori da fuori, riaffermando ogni gennaio il legame profondo tra queste terre di montagna, la fede popolare e la civiltà contadina dell'Abruzzo interno.
Per l'edizione 2026 non è ancora stato diffuso un programma ufficiale. La festa è saldamente radicata nel calendario dell'Alto Aterno e si ripete ogni anno nelle giornate a cavallo del giorno di Sant'Antonio Abate (17 gennaio). Si prevede il consueto svolgimento nelle frazioni di Cesaproba, Ville di Fano e Cabbia, nel Comune di Montereale, con i riti dei falò e della panonta, la benedizione degli animali e i pranzi comunitari. Le date e il programma definitivi saranno comunicati dai comitati delle frazioni.
Frazioni di Cesaproba, Ville di Fano e Cabbia, nel Comune di Montereale (AQ), area dell'Alto Aterno, Abruzzo.
In auto: da L'Aquila si raggiunge Montereale lungo la SS 260 in direzione Amatrice, con deviazioni verso le singole frazioni. La stazione ferroviaria di riferimento è L'Aquila; dall'aeroporto più vicino, Pescara Abruzzo, si prosegue in auto.
La festa si svolge in pieno inverno, spesso con neve: abbigliamento caldo e calzature adeguate sono indispensabili. Gli eventi (falò, cene comunitarie, benedizione degli animali) sono ad accesso libero e a carattere comunitario.
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Frazioni di Cesaproba, Ville di Fano e Cabbia