La ricorrenza liturgica del patrono e l'antica “calata du circu”
Il 20 gennaio, data che il calendario liturgico cattolico dedica a San Sebastiano Martire, il Comune di Cerami, in provincia di Enna, celebra il proprio patrono con una ricorrenza dal forte radicamento popolare. È una festa più intima e domestica rispetto ai grandi festeggiamenti estivi di fine agosto, ma per i ceramesi rappresenta il primo, sentito appuntamento devozionale dell'anno, vissuto nel cuore dell'inverno siciliano dei Nebrodi.
La giornata si apre la mattina con la messa solenne nella Chiesa di San Sebastiano, edificio seicentesco che custodisce sull'altare maggiore il simulacro del Santo e la vara dorata usata per le processioni. La celebrazione vede la partecipazione della Confraternita di San Sebastiano, che da sempre organizza la festa, e è preceduta dalla recita della tradizionale “Coronella” in onore del Martire. Già la vigilia la reliquia del Santo viene esposta alla devozione dei fedeli.
Il momento più atteso e caratteristico arriva nel pomeriggio con la “calata du circu”, antico rito che a Cerami accompagna i santi venerati nel periodo invernale. Il circu è una struttura a forma di cono, costruita in legno e ricoperta di rami di alloro, riccamente guarnita di arance e di cudduri, le tipiche ciambelle di pane. Una volta benedetto e addobbato, il circu viene appeso tra due pali nel piazzale antistante la chiesa e quindi abbassato e alzato in continuazione, mentre i ragazzi tentano di staccarne i pani e i frutti in una gara allegra e partecipata. Dal campanile, intanto, vengono lanciati fazzoletti pieni di caramelle per i bambini.
Dietro l'aspetto festoso, la tradizione conserva un significato profondo: la distribuzione del pane e dei frutti rievoca l'antica abitudine della carità verso i poveri, secondo lo spirito dell'agape cristiana, unendo devozione religiosa e condivisione comunitaria. Lo stesso rito del circu si ripete a Cerami in altre due ricorrenze invernali molto care al paese: Sant'Antonio Abate il 17 gennaio e San Biagio il 3 febbraio.
Cerami è da secoli legata alla figura di San Sebastiano, soldato romano martirizzato con le frecce sotto Diocleziano e invocato in Sicilia, soprattutto a partire dal Cinquecento, come protettore contro la peste. La devozione al Santo si intreccia anche con la memoria della celebre Battaglia di Cerami del 1063. Chi visita il borgo in occasione della festa di gennaio scopre un angolo autentico della Sicilia interna, dove le tradizioni immateriali della provincia di Enna si conservano intatte di generazione in generazione.
Il 20 gennaio 2026 il Comune di Cerami (provincia di Enna) ha celebrato la ricorrenza liturgica del patrono San Sebastiano Martire. La giornata ha seguito lo schema tradizionale: la mattina la messa solenne nella seicentesca Chiesa di San Sebastiano, animata dalla Confraternita, e il pomeriggio l'attesa “calata du circu”, con la struttura conica di legno ricoperta di alloro, arance e cudduri issata nel piazzale per l'assalto festoso dei ragazzi. Una festa raccolta ma profondamente sentita dalla comunità ceramese.
Mattina: recita della “Coronella” e messa solenne nella Chiesa di San Sebastiano con la Confraternita.
Pomeriggio: tradizionale “calata du circu” nel piazzale antistante la chiesa, con distribuzione di cudduri e arance e lancio di caramelle dal campanile.
La festa si celebra ogni anno il 20 gennaio, ricorrenza liturgica di San Sebastiano Martire.
Chiesa di San Sebastiano e piazzale antistante, nel centro di Cerami (EN), Sicilia. La “calata du circu” si svolge nel piazzale davanti alla chiesa.
Cerami si trova nell'entroterra siciliano, tra i Nebrodi e l'area di Nicosia. In auto si raggiunge dalla SS117 e dalle strade provinciali dell'ennese; l'aeroporto più vicino è quello di Catania-Fontanarossa. Si consiglia di verificare gli orari aggiornati presso la parrocchia o la Confraternita di San Sebastiano.
La partecipazione alle celebrazioni e alla “calata du circu” è gratuita.
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Chiesa di San Sebastiano