La festa patronale di Cimitile tra fede, diana all'alba e fuochi pirotecnici
Nel piccolo Comune di Cimitile, in provincia di Napoli, la Festa di San Felice in Pincis è l'appuntamento religioso e popolare più atteso dell'anno. Si celebra a gennaio nel cuore di uno dei siti paleocristiani più importanti d'Italia, il complesso delle basiliche di Cimitile, luogo di sepoltura del Santo e metà di pellegrinaggi fin dall'antichità. La festa unisce la devozione della comunità, la memoria di una tradizione secolare e l'orgoglio di un paese che nel patrono riconosce la propria identità.
San Felice fu un sacerdote nato a Nola nel III secolo, testimoniato dagli scritti di Paolino di Nola. Visse durante le persecuzioni degli imperatori Decio e Valeriano, subendo arresti e prove che la tradizione lega a interventi prodigiosi. Alla morte del vescovo il popolo lo acclamò a sua volta vescovo, ma egli rinunciò per umiltà. Morì il 14 gennaio e attorno alla sua tomba si sviluppò il grande complesso basilicale che ancora oggi dà a Cimitile l'appellativo di "Città delle Basiliche Paleocristiane".
Fin dalle prime ore del mattino le campane annunciano il giorno di festa. I cimitilesi, svegli già dalle prime luci, sono accompagnati dalle note festose della banda musicale che percorre le vie del paese insieme ai colpi della tradizionale "diana", che un tempo salutava l'arrivo dei pellegrini da tutta la Campania e oltre. È l'apertura di una giornata interamente dedicata al Santo.
Il momento più solenne è la processione dell'immagine di San Felice, portata a spalla dai fedeli attraverso tutte le strade e i vicoli del paese. In ogni quartiere, e in particolare nelle zone Galluccio e Pizzone, il passaggio del patrono è salutato da imponenti spettacoli pirotecnici: una tradizione che ha reso Cimitile uno dei centri della pirotecnia campana. La festa si articola tra il 14 gennaio, giorno liturgico principale, e l'ottava, celebrata la prima domenica successiva con la grande processione e i fuochi.
Le celebrazioni si aprono con la novena, caratterizzata dal breve corteo della "sagliut'e san Felice", la salita del Santo che rievoca il trasferimento della statua dalla basilica alla chiesa parrocchiale. La sera della vigilia i bambini cantano durante la Messa, mentre i fedeli intonano l'inno di San Felice nelle antiche basiliche paleocristiane, seguito da una processione con le fiaccole che si conclude con la veglia in parrocchia.
Più che una semplice festa patronale, la celebrazione di San Felice in Pincis è un rito collettivo che rinsalda i legami della comunità del Comune di Cimitile e richiama visitatori da tutta la Regione Campania. Fede, musica, tradizioni popolari e arte pirotecnica si fondono in una delle manifestazioni religiose più caratteristiche dell'area nolana.
La festa 2026 ha seguito il consueto svolgimento tra fede e tradizione popolare. Il 14 gennaio, giorno della morte del Santo, si è tenuta la festa liturgica principale con la Santa Messa solenne. L'ottava è stata celebrata domenica 25 gennaio 2026, con la giornata interamente dedicata a San Felice: dalla diana all'alba con la banda musicale, alla lunga processione dell'immagine del patrono portata a spalla per tutte le vie di Cimitile, salutata dagli spettacoli pirotecnici nei quartieri Galluccio e Pizzone.
Cimitile si trova in provincia di Napoli, a pochi chilometri da Nola. In auto si raggiunge dall'autostrada A16 (uscita Nola) o dalla A30. In treno la stazione di riferimento è quella di Nola sulla linea Circumvesuviana, collegata a Napoli.
La festa si celebra a gennaio: il 14 gennaio la festa liturgica principale, con l'ottava e la grande processione con fuochi pirotecnici la prima domenica successiva.
Le celebrazioni religiose e la processione per le vie del paese sono a partecipazione libera e gratuita.
Abbigliamento adatto al clima invernale. Per assistere ai fuochi pirotecnici è consigliabile posizionarsi nei quartieri Galluccio e Pizzone lungo il percorso della processione.
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Basiliche Paleocristiane e Chiesa di San Felice in Pincis