La festa patronale dell'isola di Procida, tra l'Abbazia di Terra Murata e le processioni dell'8 maggio e del 29 settembre
La Festa e Processione di San Michele Arcangelo è l'appuntamento religioso più sentito del Comune di Procida, in provincia di Napoli, in Campania. L'Arcangelo Michele è il patrono e protettore dell'isola: la sua ricorrenza più popolare cade l'8 maggio, data canonica dell'apparizione del 1535, e si ripete il 29 settembre, festa liturgica degli Arcangeli. In entrambe le occasioni la piccola isola del Golfo di Napoli si ferma e si raccoglie attorno alla sua immagine più venerata.
La devozione procidana nasce da un episodio che la tradizione colloca nel 1535. Secondo il racconto tramandato da don Nicola Ricci, il corsaro Barbarossa si presentò davanti a Procida con una grande flotta e i suoi uomini erano già alle porte di Terra Murata, il borgo fortificato che domina l'isola. Gli abitanti, terrorizzati, invocarono San Michele: l'intera Terra Murata apparve allora circondata da fuoco e lampi e i corsari fuggirono spaventati. Da quel giorno l'Arcangelo è considerato il difensore dell'isola, e la festa dell'8 maggio è conosciuta anche come festa del Patrocinio.
Il cuore della festa è l'Abbazia di San Michele Arcangelo, complesso benedettino le cui origini risalgono all'XI secolo: una pergamena del 1026, conservata all'Archivio di Stato di Napoli, ricorda l'abate Leone come primo abate del monastero, mentre l'aspetto attuale dell'edificio è in gran parte cinquecentesco. All'interno si visitano la chiesa, un presepe permanente con pastori napoletani del Settecento e una biblioteca storica con volumi a partire dal 1534. Qui è custodita la statua in oro e argento dell'Arcangelo, realizzata nel 1727 dai fratelli Avellino e ricoperta dagli ex voto donati nei secoli dai procidani.
Nel pomeriggio dell'8 maggio, dopo la messa solenne, la statua viene portata a spalla dai confratelli della Confraternita di San Michele Arcangelo, detti "dei Gialli" per il colore della mozzetta che indossano; il sodalizio fu fondato alla fine dell'Ottocento da don Nicola Ricci e ancora oggi organizza i festeggiamenti del patrono. Dietro la statua sfilano il clero, la banda musicale e i fedeli, procidani e forestieri.
La seconda celebrazione, il 29 settembre, ha un carattere più raccolto: la processione resta all'interno di Terra Murata e dalla chiesa raggiunge l'antico mulino di Piazza d'Armi, il luogo che la tradizione indica come teatro dell'apparizione del 1535. Dal belvedere dei Cannoni, affacciato sul mare, viene poi impartita la benedizione collettiva su tutta l'isola.
Più che una semplice festa patronale, quella di San Michele è un rito identitario che unisce spiritualità, memoria storica e sentimento popolare, e che mostra quanto sia stretto il legame fra i procidani e il loro protettore celeste. Chi arriva sull'isola in questi giorni trova un borgo in festa, con la vista sul Golfo di Napoli dalle mura di Terra Murata e la possibilità di scoprire uno dei complessi monastici più antichi della Campania. Nel 2026 le celebrazioni sono state inserite nell'Anno del Millenario dell'Abbazia, che ricorda i mille anni trascorsi dalla pergamena del 1026.
L'edizione 2026 della festa di San Michele Arcangelo a Procida è stata segnata dall'Anno del Millenario dell'Abbazia, aperto ufficialmente sabato 14 febbraio 2026 con una messa solenne presieduta da monsignor Michele Autuoro, vescovo ausiliare di Napoli e originario dell'isola. Il millenario prende come riferimento la pergamena del 1026 conservata all'Archivio di Stato di Napoli, che attesta l'abate Leone come primo abate del monastero.
Per l'occasione, e in concomitanza con la presenza di Papa Leone XIV a Napoli, il consueto calendario dell'8 maggio è stato eccezionalmente riorganizzato su due giornate. Sabato 9 maggio la processione ha seguito un percorso che dall'Abbazia di Terra Murata ha raggiunto la Chiaiolella, all'estremità meridionale dell'isola, dove la statua dell'Arcangelo è rimasta per la serata.
Domenica 10 maggio si è svolto invece il momento più spettacolare: la processione a mare attorno all'isola, culminata con lo sbarco a Marina Grande e con la processione di rientro fino all'Abbazia di Terra Murata. La parrocchia ha invitato tutte le realtà dell'isola a proporre iniziative liturgiche, culturali e formative per l'intero anno giubilare, da coordinare entro il 1° maggio 2026.
Procida si raggiunge in traghetto o aliscafo dai porti di Napoli (Molo Beverello e Calata Porta di Massa) e da Pozzuoli, con collegamenti anche da Ischia. Lo sbarco avviene a Marina Grande, da cui si sale a Terra Murata a piedi lungo una salita piuttosto ripida oppure con gli autobus di linea dell'isola.
Le celebrazioni e le processioni si svolgono in chiesa e per le strade dell'isola: la partecipazione è libera e gratuita. L'Abbazia di San Michele Arcangelo è visitabile il lunedì dalle 15:00 alle 17:00 e dal martedì al sabato dalle 10:00 alle 12:45 e dalle 15:00 alle 17:00, chiusa la domenica; l'accesso è a offerta libera.
Si consiglia di indossare scarpe comode per seguire il corteo lungo le strade in salita del borgo e di arrivare con anticipo, perché nei giorni di festa i collegamenti marittimi sono molto frequentati.
Abbazia di San Michele Arcangelo – Terra Murata, 80079 Procida (NA) – tel. +39 081 8967612 – [email protected]
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Abbazia di San Michele Arcangelo, Terra Murata
Terra Murata, 80079 Procida