Il rito arboreo del Majo e il grande falò del Fucarone in onore del patrono, ad Avella
Ad Avella, comune della provincia di Avellino in Campania, la festa patronale di San Sebastiano Martire non è soltanto una ricorrenza religiosa: è il momento in cui l'intera comunità si ritrova attorno a un albero. Il Majo — dal latino major, cioè l'albero più grande — viene scelto e tagliato sui monti che circondano il paese, trascinato fino al centro storico e innalzato in piazza come offerta al Santo Patrono. È uno dei riti arborei più identitari della Campania interna, sospeso tra devozione cristiana e antichissimi riti propiziatori legati alla fertilità della terra e all'abbondanza del raccolto.
Tutto comincia all'alba della domenica che precede il 20 gennaio. Nella Collegiata di San Giovanni si celebra la Santa Messa con la benedizione degli attrezzi; subito dopo i componenti del comitato e decine di fedeli salgono verso le alture dei Monti del Partenio per individuare e abbattere l'albero più alto e maestoso, secondo pratiche tramandate di generazione in generazione e radicate nella storia del centro irpino.
Nel pomeriggio il tronco, ormai privato dei rami, viene trascinato lungo le strade del paese in un corteo animato da canti, tammorre e balli: sono i cosiddetti figli del Majo, insieme alle donne che accompagnano la discesa dell'albero. L'arrivo in Piazza Primo Maggio coincide con il momento più atteso, l'alzata del Majo: il tronco viene issato a forza di braccia e di funi, tra la tensione trattenuta e poi l'applauso di tutta la piazza. È una prova di forza collettiva che ogni anno rinnova il patto tra la comunità e il suo Santo.
Il 20 gennaio, giorno liturgico di San Sebastiano, la festa raggiunge il suo culmine. Dopo la Santa Messa e la processione con la statua del Patrono, al calare della sera si accende il Fucarone, il grande falò rituale che illumina il centro di Avella. Il suo significato è duplice: allontanare epidemie e malattie dalle famiglie e dal bestiame e, allo stesso tempo, ringraziare il Santo per il raccolto abbondante e per la prosperità dell'anno che si apre.
Attorno alle fiamme la serata diventa festa popolare. I gruppi di bottari, che percuotono botti, tini e falci trasformandoli in strumenti a percussione, scandiscono ritmi ancestrali; gli stand gastronomici curati dalle associazioni locali profumano di piatti della tradizione contadina; i bambini si aggirano tra palloncini colorati e zucchero filato. È il momento in cui la devozione si fa energia collettiva e il paese, di solito silenzioso nelle sere di gennaio, si riempie di gente fino a notte.
La tradizione locale racconta che San Sebastiano divenne protettore di Avella quando la sua statua, durante una processione interrotta da una violenta tempesta, fu contesa con la vicina Sperone e rimase infine al paese. Al di là della leggenda, il rito arboreo del Majo — insieme ai riti carnevaleschi avellani della Zeza, dei Mesi e del Laccio d'Amore — è oggi censito dalla Regione Campania tra i beni del patrimonio culturale immateriale: un riconoscimento che ne certifica il valore antropologico e la trasmissione ininterrotta tra le generazioni.
L'organizzazione è affidata al New Comitato Pro Majo Avella, che lavora insieme al comitato della festa patronale, alla parrocchia e alle associazioni del territorio. Negli ultimi anni la manifestazione ha attirato anche appassionati di escursionismo: il Club Alpino Italiano – Sezione di Avellino organizza infatti un'uscita sui Monti del Partenio per assistere dal vivo al taglio e alla discesa dell'albero.
L'edizione 2026 ha confermato il doppio appuntamento che scandisce da sempre la festa di San Sebastiano Martire ad Avella, in provincia di Avellino. Domenica 18 gennaio il paese si è svegliato prima dell'alba: alle 6 del mattino la Collegiata di San Giovanni ha ospitato la Santa Messa con la benedizione degli attrezzi, poi il New Comitato Pro Majo Avella e numerosi fedeli sono saliti verso le alture del Partenio per scegliere e abbattere l'albero più grande e maestoso, secondo pratiche antiche radicate nella storia del centro irpino.
Nel pomeriggio il tronco è stato trascinato lungo le vie del paese in un corteo festoso fino a Piazza Primo Maggio, dove si è svolta la cerimonia dell'alzata del Majo. Martedì 20 gennaio, giorno liturgico del Patrono, dopo la Santa Messa e la processione si è acceso il Fucarone: dalle 19:30 il grande falò ha illuminato la piazza mentre i Bottari di Macerata Campania percuotevano botti, tini e falci in ritmi ancestrali, con palloncini colorati e zucchero filato per i più piccoli.
Per gli appassionati di montagna, il Club Alpino Italiano – Sezione di Avellino ha organizzato il 18 gennaio un'escursione dedicata sul Sentiero CAI 232, per assistere dal vivo al taglio e alla discesa del Majo.
In auto: autostrada A16 Napoli–Canosa, uscita Baiano, poi indicazioni per Avella (pochi chilometri). Dal Nolano si arriva facilmente anche dalla SS7 bis.
In treno: Avella è servita dalla linea EAV Napoli–Baiano (ex Circumvesuviana), con stazione a breve distanza dal centro; da Napoli il viaggio dura poco più di un'ora.
Il cuore della festa è Piazza Primo Maggio, dove avvengono l'alzata del Majo e l'accensione del Fucarone. I riti religiosi si svolgono nella Collegiata di San Giovanni e nel centro storico; il taglio dell'albero avviene sulle alture dei Monti del Partenio.
Tutti gli appuntamenti sono gratuiti. A pagamento solo le consumazioni presso gli stand gastronomici.
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Piazza Primo Maggio e centro storico di Avella
Piazza Primo Maggio, 83021 Avella