Due santi, un solo borgo: la devozione di Lauro tra processione, mortella e tradizione popolare
Questa edizione non è stata confermata dall'organizzatore ad oggi. Si consiglia di verificare con l'organizzatore prima di mettersi in viaggio.
A Lauro, comune di poco più di tremila abitanti incastonato nel Vallo di Lauro, in provincia di Avellino (Campania), la fine di agosto coincide da sempre con la festa dei santi patroni San Rocco e San Sebastiano. Organizzata dal Comitato Festa con il sostegno del Comune di Lauro e delle parrocchie locali, è la ricorrenza che più di ogni altra raccoglie l'intera comunità: per l'occasione tornano al paese anche i tanti laurentini che vivono altrove, e le strade del centro storico si riempiono fino a tarda sera.
Il caso di Lauro è singolare: il borgo non ha un patrono, ma due. San Sebastiano, il martire romano trafitto dalle frecce sotto Diocleziano, fu proclamato patrono del paese nel 1653. San Rocco, il pellegrino di Montpellier taumaturgo e protettore dagli appestati, è invocato con altrettanto fervore ed è raffigurato con il cane che, secondo la tradizione, gli portava il pane durante la malattia. La convivenza dei due culti ha segnato in profondità la storia locale, al punto che la memoria popolare ricorda ancora la cosiddetta «guerra dei Santi» del 1964, quando la rivalità fra le due devozioni infiammò gli animi del paese. Oggi quella tensione si è sciolta in una festa condivisa, dove i due simulacri camminano insieme.
Fra gli usi che rendono riconoscibile la festa laurentina c'è quello della mortella, il mirto: al termine dei festeggiamenti i fedeli raccolgono le fronde utilizzate per gli addobbi e le portano a casa come ricordo devozionale, custodendole per tutto l'anno. È un gesto semplice, che però racconta bene il rapporto quotidiano fra il paese e i suoi protettori, e che si tramanda di generazione in generazione.
Il calendario dei festeggiamenti alterna la parte religiosa e quella civile, secondo lo schema classico delle feste patronali dell'entroterra campano:
Il carattere della festa resta quello di una ricorrenza comunitaria più che di un evento turistico: chi arriva da fuori trova un paese autentico, dove la devozione non è una messa in scena ma un fatto quotidiano.
La festa è anche una buona occasione per scoprire Lauro. Il paese è dominato dal Castello Lancellotti, fortezza di origine longobardo-normanna considerata fra le più belle della provincia di Avellino, data alle fiamme nel 1799 e poi ricostruita. Da vedere anche Palazzo Pignatelli, che ospita il museo dedicato a Umberto Nobile e ai dirigibili italiani, il rinascimentale Palazzo Del Cappellano e i resti della villa romana di San Giovanni in Palco. Sul fronte gastronomico il territorio propone la Noce Malizia, il formaggio Casomuscio e il Caciocavallo Silano DOP.
La festa patronale rientra nel più ampio calendario estivo del Lauro Festival, promosso dal Comune di Lauro insieme ad associazioni e comitati festa: da giugno a settembre il borgo si trasforma in un palcoscenico all'aperto fra concerti, spettacoli teatrali, mostre e appuntamenti legati alle tradizioni popolari. Nel programma di agosto 2026 figurano, fra l'altro, il concerto della Fanfara della Polizia di Stato e, il 30 agosto, la rievocazione dell'incendio del Castello Lancellotti del 1799, uno degli appuntamenti simbolo dell'estate laurentina.
Il Comune di Lauro colloca la festa patronale di San Rocco e San Sebastiano nell'ultima parte di agosto: nel 2025 i festeggiamenti si sono concentrati su lunedì 25 e martedì 26 agosto, due giornate di intensa devozione e di larga partecipazione popolare. Le date ufficiali dell'edizione 2026 non sono ancora state diffuse: conviene verificare gli aggiornamenti sui canali del Comune e del Comitato Festa nelle settimane che precedono l'evento.
Come ogni anno, la festa patronale di San Rocco e San Sebastiano chiude l'estate di Lauro, nel Vallo di Lauro (provincia di Avellino, Campania). L'edizione 2026 è attesa nell'ultima parte di agosto, secondo la consuetudine indicata dal Comune, ma alla data di redazione di questa scheda non risultano ancora pubblicate le date ufficiali.
Il programma dettagliato - celebrazioni liturgiche, orario della processione dei due simulacri lungo il centro storico, appuntamenti musicali e momenti di piazza curati dal Comitato Festa - viene di norma diffuso poche settimane prima dei festeggiamenti. Per non sbagliare conviene seguire gli avvisi del Comune di Lauro e delle parrocchie locali.
La festa si inserisce nel cartellone estivo del Lauro Festival, che da giugno a settembre 2026 anima il borgo con concerti, spettacoli teatrali, mostre e rievocazioni, fino alla ricostruzione dell'incendio del Castello Lancellotti del 1799 in calendario il 30 agosto.
In auto: Lauro si raggiunge dall'autostrada A30 Caserta-Salerno, uscita Nola, proseguendo verso il Vallo di Lauro; dall'A16 Napoli-Canosa si esce a Baiano o ad Avellino Ovest. Il paese dista circa 30 km da Avellino e poco più di 40 km da Napoli.
In treno e bus: le stazioni più comode sono quelle della linea Circumvesuviana Napoli-Baiano (Nola, Baiano), collegate a Lauro da autolinee locali.
In aereo: l'aeroporto di Napoli-Capodichino si trova a circa 40 km.
Durante i festeggiamenti il centro storico è in gran parte chiuso al traffico per consentire la processione: conviene lasciare l'auto nelle aree di sosta più esterne e raggiungere il borgo a piedi.
Le celebrazioni religiose, la processione e gli appuntamenti in piazza sono a ingresso libero e gratuito.
Le serate di fine agosto sono miti ma il borgo è in salita: scarpe comode consigliate. Chi vuole unire la festa alla visita del Castello Lancellotti farà bene a verificare in anticipo gli orari delle visite guidate.
Nessuna foto al momento. Condividi le tue!
5 foto massimo, 5 MB per foto (JPG, PNG, WebP)
Aiutaci a tenere aggiornata questa scheda. Ogni proposta è verificata dal nostro team prima della pubblicazione.
Nessuna valutazione — sii il primo!
Nessun commento al momento. Sii il primo!
Condividi la tua esperienza con la comunità.
Centro storico di Lauro