La festa del santo patrono di Melito di Napoli, tra fede popolare e tradizione, nella seconda domenica di ottobre
Questa edizione non è stata confermata dall'organizzatore ad oggi. Si consiglia di verificare con l'organizzatore prima di mettersi in viaggio.
Nel cuore dell'area a nord di Napoli, il Comune di Melito di Napoli vive ogni anno, tra i primi giorni e la metà di ottobre, la sua settimana più intensa: quella dedicata a Santo Stefano Protomartire, patrono della città. La Festa Patronale di Santo Stefano non è un evento costruito a tavolino per il turismo: è una devozione radicata da secoli, che ogni autunno riempie il centro storico di gente, di canti, di luci e di quel misto di sacro e di popolare che caratterizza le feste patronali della Campania.
La presenza del culto di Santo Stefano su questo territorio è documentata molto presto: una pergamena del 987 attesta già l'esistenza di una chiesa dedicata al protomartire. L'attuale chiesa madre di Santa Maria delle Grazie, che custodisce il patrono, fu ricostruita a partire dal 1759 su progetto e direzione di Giuseppe Astarita, allievo di Luigi Vanvitelli, su impianto a croce greca, e venne consacrata il 23 dicembre 1775; il campanile fu innalzato nel 1780. Nel 1950 il cardinale Alessio Ascalesi aggiunse al titolo mariano quello di Santo Stefano Protomartire, patrono del paese.
Il vero protagonista della festa è però la statua lignea del santo, realizzata nel 1675 dallo scultore Angelo Picani: è questa effigie che, all'apertura dei festeggiamenti, viene tratta dalla sua cappella e accolta dalla città, prima di essere portata in processione tra le strade centrali.
Il calendario ruota attorno alla seconda domenica di ottobre e si distende su circa una settimana, con un doppio binario che è la forza di questa manifestazione: da un lato le celebrazioni liturgiche curate dalla parrocchia, dall'altro il cartellone popolare messo insieme dal Comitato Festeggiamenti Santo Stefano, che si autofinanzia con le offerte dei fedeli e dei commercianti.
L'edizione del 2025 è stata la più significativa degli ultimi decenni: la parrocchia ha vissuto un anno giubilare e ha celebrato i 250 anni della chiesa madre. La statua di Santo Stefano, sottoposta a un intervento di restauro, è stata portata a Roma per un pellegrinaggio giubilare e ha ricevuto la benedizione di Papa Leone XIV in piazza San Pietro, per poi rientrare a Melito accolta dalle porte della città e accompagnata lungo il corso fino alla chiesa parrocchiale. Un episodio che ha lasciato il segno nella memoria collettiva e che ha dato ai festeggiamenti un respiro del tutto particolare.
Chi arriva a Melito in questi giorni trova una città che si riconosce in un rito condiviso: le luminarie sulle strade, gli stand gastronomici con le specialità campane, le famiglie che seguono la processione, i balconi affacciati al passaggio del santo. È un'occasione autentica per capire come si vive una festa patronale nell'hinterland napoletano, lontano dai circuiti più turistici della Provincia di Napoli ma non per questo meno intensa. Chi visita l'area può abbinare alla festa la scoperta della chiesa settecentesca di Astarita, uno degli edifici più interessanti del comune.
La Festa Patronale di Santo Stefano a Melito di Napoli è un appuntamento annuale consolidato, legato alla ricorrenza del patrono e tradizionalmente collocato attorno alla seconda domenica di ottobre. Per il 2026 non è ancora stato pubblicato un programma dettagliato: date, orari e cartellone degli spettacoli vengono di norma comunicati dal Comitato Festeggiamenti Santo Stefano e dalla parrocchia nelle settimane che precedono la festa.
Secondo la tradizione consolidata negli anni, la settimana patronale prevede l'accoglienza e la traslazione della statua lignea del santo, la distribuzione del pane benedetto, le processioni lungo le strade periferiche e il corso principale, l'incanto dei doni offerti al patrono, le serate musicali in piazza e i fuochi pirotecnici al rientro della statua in chiesa. Il momento culminante resta la processione della domenica, seguita dalla messa solenne conclusiva.
Trattandosi di una festa autofinanziata attraverso le offerte dei fedeli e dei commercianti, la composizione del cartellone può variare di anno in anno: si consiglia di verificare le informazioni sui canali ufficiali del comitato prima di programmare la visita.
Le celebrazioni si concentrano nel centro di Melito di Napoli, attorno alla chiesa madre di Santa Maria delle Grazie e Santo Stefano Protomartire e a Piazza Santo Stefano; le processioni percorrono il corso principale e le strade centrali e periferiche del comune.
Melito di Napoli si trova nell'area a nord di Napoli ed è raggiungibile in auto dalle principali arterie che collegano il capoluogo all'agro aversano. Nei giorni di processione la circolazione nel centro è fortemente limitata: è consigliabile parcheggiare nelle zone periferiche e proseguire a piedi.
La partecipazione alle celebrazioni religiose, alle processioni e agli spettacoli in piazza è a ingresso libero e gratuito. A pagamento solo le consumazioni presso gli stand gastronomici.
Il programma dettagliato viene diffuso dal Comitato Festeggiamenti Santo Stefano e dalla parrocchia nelle settimane precedenti la festa: conviene verificare date e orari sui canali social del comitato prima di mettersi in viaggio.
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Chiesa di Santa Maria delle Grazie e Santo Stefano Protomartire
Piazza Santo Stefano, 80017 Melito di Napoli