La processione con il carro trainato dai buoi nel cuore medievale di Viterbo
La Festa del Santissimo Salvatore affonda le sue radici in un episodio prodigioso tramandato dalle cronache viterbesi. Nel 1283 due contadini stavano arando un campo nella zona dei Bagni quando i buoi si fermarono improvvisamente e si inginocchiarono: l'aratro aveva urtato una cassa di pietra sotterrata. Al suo interno fu rinvenuto un trittico con l'immagine del Santissimo Salvatore, che venne portato in città e accolto con giubilo da tutta la popolazione nella chiesa di Santa Maria Nuova, allora sede dell'Arte dei Bifolchi, una delle corporazioni più importanti della Viterbo medievale.
L'icona, databile ai primi anni del Duecento, è realizzata in cuoio su tavola di legno, in uno stile che unisce la scuola romana alla tradizione bizantina. Gli studiosi la ritengono probabilmente una copia dell'immagine del Salvatore conservata al Laterano. Da oltre sette secoli il trittico è custodito nella chiesa di Santa Maria Nuova, cuore pulsante della festa e una delle chiese più antiche della città dei Papi.
Già gli statuti cittadini del 1344 disciplinavano nel dettaglio la celebrazione, che si svolgeva la sera del 14 agosto con la partecipazione delle autorità, del clero e delle corporazioni delle Arti con i rispettivi stendardi e le torce accese. Nel corso dell'Ottocento la festa perse però centralità, complice la crescente popolarità del culto di Santa Rosa e delle sue spettacolari macchine processionali, e la processione fu sospesa alla fine del secolo. Ripresa nel 1918 in forma ridotta, la celebrazione è stata progressivamente rilanciata fino a ritrovare il suo antico splendore: nel 2025, a 742 anni dal ritrovamento, l'icona è tornata a sfilare sul carro trainato dai buoi, come nella tradizione originaria.
Il rito culminante si svolge il sabato che precede la seconda domenica di maggio. Una copia del trittico viene collocata su un tipico carro agricolo decorato con fiori di campo e trainato da una possente coppia di buoi maremmani, che attraversa lentamente le vie della parte antica della città. Ad aprire il cammino è il corteo storico rievocativo delle antiche Arti viterbesi, con figuranti in costume medievale che partono dalla chiesa di San Pellegrino. Al rientro in piazza Santa Maria Nuova il trittico viene accolto dal vescovo di Viterbo per la benedizione solenne.
Attorno alla processione si sviluppa un ricco programma di rievocazione: il quartiere San Pellegrino, uno dei borghi medievali meglio conservati d'Italia, ospita il mercato medievale dei mestieri con banchi didattici, dimostrazioni di scherma storica, sbandieratori, musici e persino un suggestivo angolo delle torture. Nelle scuderie del Palazzo dei Papi, dove si tenne il primo e più lungo conclave della storia, viene servita una cena medievale, mentre conferenze e incontri culturali approfondiscono la storia della Viterbo papale.
Organizzata dalla parrocchia di Santa Maria Nuova – San Lorenzo insieme all'Associazione Rievocazione Storica Santissimo Salvatore, con il sostegno del Comune di Viterbo, la festa è oggi una celebrazione dell'intera città e non solo della parrocchia. Per il capoluogo della Tuscia, nel Lazio settentrionale, rappresenta un'occasione preziosa per riscoprire l'identità medievale che ne ha fatto per decenni la sede prediletta dei pontefici, e per vivere il centro storico in un'atmosfera d'altri tempi, tra fede, storia e sapori della tradizione.
L'edizione 2026, dedicata dal vescovo al tema della pace, conferma la formula che ha rilanciato la festa: una settimana di celebrazioni religiose e rievocazioni storiche nel cuore medievale di Viterbo. Il momento più intenso è la processione solenne di sabato 9 maggio, con il trittico del Salvatore trasportato sul carro adornato di fiori e trainato dai buoi maremmani, preceduto dal corteo delle antiche Arti in costume partito dalla chiesa di San Pellegrino.
Domenica 10 maggio piazza Santa Maria Nuova e piazza Don Mario Gargiuli ospitano per l'intera giornata il mercato medievale dei mestieri, con dimostrazioni di scherma storica, sbandieratori, musici e l'angolo delle torture, insieme alla messa solenne nella chiesa di Santa Maria Nuova. La settimana si chiude mercoledì 13 con la conferenza «Viterbo tra papi, antipapi e il primo conclave» con il giornalista del Tg1 Mario Prignano. Nel giorno della processione il centro storico è chiuso al traffico fin dal mattino.
Viterbo si raggiunge in auto da Roma con la superstrada Cassia bis (SS2bis) o l'A1 (uscita Orte), in circa un'ora e mezza. In treno, la linea Roma Ostiense–Viterbo Porta Romana ferma a pochi passi dal centro storico; la stazione di Porta Fiorentina è collegata anche a Orte e Attigliano. Gli eventi si concentrano tra piazza Santa Maria Nuova e il quartiere San Pellegrino, nel cuore del centro storico, raggiungibili solo a piedi.
La processione, il corteo storico e il mercato medievale sono a ingresso libero. Nel giorno della processione il centro storico è interessato da divieti di sosta e chiusure al traffico fin dal mattino: conviene parcheggiare fuori dalle mura (ampi parcheggi a Porta Romana e Valle Faul) e muoversi a piedi. Le vie del quartiere San Pellegrino sono lastricate: consigliate scarpe comode.
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Centro storico di Viterbo – quartiere San Pellegrino
Piazza Santa Maria Nuova, 01100 Viterbo