Il Martedì Grasso che riscopre le antiche usanze del borgo, tra polenta sulla spianatora e il rito de 'mmazza Carnovà
Nel borgo medievale di Monterubbiano, in provincia di Fermo, il Carnevale non è una sfilata di carri ma il ritorno a un'antica usanza popolare. Per anni la tradizione carnevalesca monterubbianese, che un tempo radunava l'intero paese e i contadini della campagna circostante richiamando anche centinaia di visitatori, si era interrotta: si era spenta intorno agli anni Ottanta. Oggi il Comune, insieme alla Pro Loco e ai cittadini, ha scelto di riportarla in vita, all'insegna della riscoperta delle tradizioni del territorio.
Il Carnevale storico di Monterubbiano discende direttamente dai Saturnali romani, le feste che a Roma si celebravano a dicembre e durante le quali ogni gerarchia veniva ribaltata. Il rituale monterubbiano ricalca quello del Rex Saturnaliorum: la simbolica uccisione di un uomo, chiamato Carnevale. È il celebre rito de 'mmazza Carnovà, l'"operaziò", una rappresentazione in cui una figura travestita da medico, accompagnata da un gruppo di infermieri, finge di operare un paziente di nome Carnevale: l'epilogo, immancabile, è che "l'operazione è riuscita, ma il paziente è morto".
Il momento più atteso resta la polenta condivisa. Un tempo veniva stesa in piazza su una lunga tavola di legno, la spianatora, e divorata con la forchetta che ognuno portava da casa: un gesto collettivo che riassume lo spirito conviviale della festa. Tra gli elementi che la comunità ha recuperato ci sono anche il gruppo musicale degli Elegantoni della banda C. Cusopoli, che suonano indossando un'elegante giacca abbinata a buffi "mutandoni", e il Callà, la riproduzione in cartapesta dei tradizionali paioli per la cottura della polenta, restaurato per l'occasione. Non mancano, in alcune edizioni, gli sbandieratori e i tamburini dell'Armata di Pentecoste, l'altra grande tradizione del paese.
Oggi il Carnevale di Monterubbiano è soprattutto una festa di paese e di famiglia: nel pomeriggio l'intrattenimento musicale è dedicato ai bambini e alle loro maschere, mentre la sera il borgo si ritrova attorno alla tavola. È un'occasione semplice e genuina per vivere il Martedì Grasso lontano dalla folla dei grandi carnevali, immersi nell'atmosfera di un piccolo borgo delle Marche che ha scelto di non dimenticare le proprie radici.
Per il Martedì Grasso 2026 il Carnevale di Monterubbiano ha proposto una giornata pensata per tutta la comunità. La sindaca Meri Marziali ha invitato i cittadini a "trascorrere un Carnevale tra tradizione, maschere, voglia di stare insieme". Protagonisti del pomeriggio i bambini e le loro maschere, mentre la sera il borgo si è ritrovato attorno alla tavola per la tradizionale polenta, secondo l'usanza che affonda le radici nei Saturnali romani.
L'evento si lega alle antiche usanze carnevalesche monterubbiane, tra cui il rito de 'mmazza Carnovà, la musica degli Elegantoni e il Callà restaurato.
Il Carnevale storico di Monterubbiano si svolge nel giorno del Martedì Grasso. Nel 2026 si è tenuto il 17 febbraio.
Monterubbiano (FM), Marche. Gli appuntamenti principali si svolgono presso la palestra comunale e nel centro storico del borgo.
In auto: dalla SS16 Adriatica si raggiunge Pedaso, da cui si sale verso l'entroterra lungo la Valle del Tasso. Stazione ferroviaria di riferimento: Pedaso (linea adriatica), poi proseguimento in autobus o auto.
Comune di Monterubbiano, tel. +39 0734 259980, email [email protected].
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Palestra comunale e centro storico