Il gioco secolare delle forme di formaggio che ruzzolano per le strade del borgo sannita
Ci sono carnevali di carri allegorici e carnevali di maschere. Quello di Pontelandolfo, borgo di poco più di duemila abitanti a 510 metri di quota nell'Alto Tammaro, in provincia di Benevento, si riconosce invece da un rumore: il rotolare pesante di una forma di formaggio stagionato che corre lungo la strada, inseguita dai tifosi. È il Torneo della Ruzzola del Formaggio, uno dei giochi tradizionali più antichi e più identitari della Campania interna, un rito nato come sfida fra pastori e mai interrotto.
Il principio è semplice, l'esecuzione molto meno. I giocatori si dividono in squadre — da due, quattro o sei elementi — e devono coprire un tracciato prestabilito lanciando una forma di formaggio: vince chi arriva in fondo con il minor numero di lanci, non chi la scaglia più lontano in un singolo tiro. Contano la precisione, la lettura della pendenza, la capacità di sfruttare cordoli e curve. La forza, da sola, non è mai bastata.
Il tracciato attraversa il centro del paese: si parte dalla fontana di Piazza Roma, si prosegue lungo il Viale dell'Impero e si arriva all'angolo della cappella di San Rocco. Poi si torna indietro, perché la sfida si disputa in due manche, andata e ritorno. Per l'occasione la strada diventa campo di gara e le case che la fiancheggiano si trasformano in tribuna naturale: è uno dei pochi eventi in cui il centro abitato non fa da sfondo, ma da terreno di gioco.
Le origini del gioco sono antichissime: figure in posizione di lancio compaiono già nella pittura etrusca di Tarquinia, e la ruzzola ricorre nei testi di Galileo Galilei come nelle stampe romane di Bartolomeo Pinelli e nei versi di Giuseppe Gioachino Belli. A Pontelandolfo la tradizione viene fatta risalire attorno al 1300, quando gruppi di famiglie provenienti dalla Ciociaria si stabilirono qui in fuga da una violenta epidemia di peste, portando con sé il gioco dei pastori.
Accanto alla storia c'è la leggenda, che in paese tutti conoscono: un barone avrebbe perso a carte due masserie e una montagna di pascolo contro un suo bracciante, Pasquale, e i due non riuscirono più a mettersi d'accordo su chi spettasse il formaggio prodotto. Decisero allora che « quello che è nato dal gioco nel gioco finisca ». Quella partita, si dice, non è mai stata chiusa: continua ogni anno nelle notti di Carnevale.
La stagione della ruzzola si apre tradizionalmente il 17 gennaio, giorno di Sant'Antonio Abate, e prosegue nei fine settimana fino al Carnevale, quando si concentra il torneo vero e proprio. È il momento in cui i campioni locali si affrontano davanti a tutto il paese e, nel pomeriggio, le forme di formaggio corrono per le strade una dopo l'altra. Negli anni la manifestazione si è arricchita di altri appuntamenti carnevaleschi: rappresentazioni teatrali, sfilate, cene in maschera e serate musicali animate dalle associazioni del paese.
Il formaggio, qui, non è un pretesto folkloristico. Le forme usate in gara arrivano dalla produzione casearia locale e attorno al torneo ruotano degustazioni di prodotti tipici, banchi e tavolate improvvisate lungo il percorso. Chi arriva da fuori può anche provare a lanciare, guidato dai giocatori più esperti: è il modo migliore per capire quanto sia difficile far ruzzolare bene una forma da dieci chili.
Pontelandolfo dista una trentina di chilometri da Benevento e si raggiunge in auto risalendo verso il Matese. Il Carnevale della ruzzola è l'occasione ideale per scoprire un angolo di Campania poco battuto dal turismo di massa, dove una comunità di duemila persone tiene in vita un gioco altrove scomparso — e che di recente ha perfino attraversato l'oceano, riproposto dalla comunità pontelandolfese emigrata a Waterbury, negli Stati Uniti.
Il 14 e 15 febbraio 2026 il centro di Pontelandolfo è tornato a essere un campo di gara a cielo aperto. Le squadre del paese si sono affrontate lungo il tracciato storico che collega Piazza Roma alla cappella di San Rocco, in due manche di andata e ritorno, con l'obiettivo di completare il percorso con il minor numero di lanci.
La novità dell'edizione 2026 è arrivata su quattro ruote: l'associazione Fuori Fase ha organizzato un raduno nazionale di Volkswagen d'epoca, con equipaggi e collezionisti giunti da tutta Italia. Maggiolini, Bulli e varianti d'annata hanno stazionato in paese accanto al percorso di gioco, in appoggio all'associazione La Ruzzola: il borbottio dei motori raffreddati ad aria e il rotolare delle forme di formaggio hanno fatto di Pontelandolfo una metà insolita per il weekend di metà febbraio.
Oltre alle gare fra i campioni locali, chi è arrivato da fuori ha potuto cimentarsi nel lancio guidato dai giocatori più esperti e assaggiare i formaggi e i prodotti tipici dell'Alto Tammaro. Un'edizione che ha confermato la vitalità di un rito identitario nato in epoca medievale come sfida fra pastori.
Gli orari indicati sono quelli abitualmente seguiti dalla manifestazione: per la scaletta puntuale conviene fare riferimento alle comunicazioni dell'associazione La Ruzzola e del Comune di Pontelandolfo.
Pontelandolfo si trova nell'Alto Tammaro, a circa 30-35 km da Benevento, che è anche la stazione ferroviaria di riferimento: da lì si prosegue in auto o con i collegamenti su gomma verso l'interno. Il borgo è a 510 metri di altitudine.
Durante le gare il tratto fra Piazza Roma e la cappella di San Rocco è occupato dal percorso di gioco: conviene lasciare l'auto nelle aree di sosta all'ingresso del paese e raggiungere il centro a piedi.
Comune di Pontelandolfo, Via Municipio 48 — telefono +39 0824 851844.
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Piazza Roma - Viale dell'Impero - cappella di San Rocco
Piazza Roma, 82027 Pontelandolfo