Il laccio d'amore e la quadriglia nel cuore del Vallo di Lauro
A Pago del Vallo di Lauro, piccolo Comune della provincia di Avellino affacciato sulla conca del Vallo di Lauro, il Carnevale non è una semplice parentesi di divertimento: è un rito identitario che attraversa le generazioni. Il Carnevale Paghese è stato riconosciuto Patrimonio Culturale Immateriale della Regione Campania con decreto regionale del 7 ottobre 2019 ed è organizzato dalla Pro Loco Pago del Vallo di Lauro con il patrocinio del Comune. La sua forza non sta nei carri monumentali, ma in due danze popolari tramandate di generazione in generazione: il laccio d'amore e la quadriglia.
Il laccio d'amore è la danza più spettacolare dell'intero Vallo di Lauro e ha origini antichissime, che gli studiosi fanno risalire a riti propiziatori legati alla fertilità della terra e al corteggiamento. Dodici coppie, che simboleggiano i dodici mesi dell'anno, si dispongono in cerchio attorno a un palo dal quale scendono ventiquattro nastri colorati. Danzando, i ballerini intrecciano e sciolgono i nastri disegnando figure geometriche sempre più complesse: la più celebre e attesa è il rombo. Tutto avviene sotto la guida di un maestro che scandisce a voce i movimenti, perché un solo passo sbagliato basta a rovinare il disegno.
La quadriglia è invece una contraddanza figurata arrivata in Campania con i francesi nel Settecento e poi assorbita dalla cultura contadina locale, che l'ha resa propria. Si balla a coppie contrapposte, sempre in numero pari, e il maestro chiama le figure con comandi francesizzati ancora oggi conservati nella pronuncia dialettale: la stella, il ponte, i cerchi. È una danza corale in cui l'incrocio continuo delle coppie racconta, con ironia, il gioco del corteggiamento paesano. Alla codificazione e alla trasmissione di questi balli hanno contribuito, già a partire dagli anni Quaranta e Cinquanta del Novecento, figure locali come Angelo Scafuro.
Il corteo del Carnevale Paghese è un piccolo museo a cielo aperto della civiltà contadina irpina. Ogni comunità del Vallo si riconosce dal proprio abito, così che gli spettatori possano distinguere a colpo d'occhio i gruppi in arrivo.
Le prove cominciano subito dopo le feste natalizie e coinvolgono l'intero paese: bambini, ragazzi, adulti e anziani danzano insieme, ed è proprio questa continuità intergenerazionale ad aver garantito la sopravvivenza della tradizione.
Il Carnevale Paghese non resta chiuso dentro i confini comunali. Nei giorni che precedono il Martedì grasso i gruppi si spostano nei paesi vicini — da Marzano di Nola a Taurano, fino ad Avellino e ad altri centri irpini — in una staffetta di ospitalità reciproca che unisce tutto il Vallo di Lauro. Il gran finale, però, resta sempre a casa: la mattina del Martedì grasso a Pernosano, frazione di Pago, e nel pomeriggio nel centro del capoluogo comunale, quando l'intero paese si riversa in strada.
L'appuntamento cade tra febbraio e marzo, secondo il calendario mobile della Quaresima, con il cuore della festa nel lunedì e nel martedì di Carnevale. Chi arriva si trova davanti uno spettacolo di strada gratuito e informale, fatto di musica dal vivo, colori e chiacchiere di piazza. È una delle occasioni migliori per capire l'Irpinia più autentica, quella dei borghi agricoli della Campania interna, dove il folklore non è una ricostruzione per turisti ma una pratica ancora viva.
Promossa dalla Pro Loco Pago del Vallo di Lauro, l'edizione 2026 del Carnevale Paghese ha portato energia e colori ben oltre i confini del Comune, coinvolgendo diversi centri della provincia di Avellino con appuntamenti all'aperto. Maschere, musica, animazione e spettacoli itineranti hanno accompagnato le quattro giornate, offrendo occasioni di divertimento e di socialità a un pubblico di tutte le età.
Come vuole la tradizione del Vallo di Lauro, il momento più atteso è arrivato il 17 febbraio, Martedì grasso: alle 11:00 il corteo ha animato Pernosano, frazione di Pago del Vallo di Lauro, per poi spostarsi alle 16:00 nel centro del paese, dove i gruppi folkloristici hanno eseguito il laccio d'amore e la quadriglia accompagnando il carro allegorico lungo le vie principali.
La formula itinerante conferma la vocazione del Carnevale Paghese, riconosciuto Patrimonio Culturale Immateriale della Regione Campania: non un evento chiuso in una piazza, ma una tradizione che si mette in cammino e porta le danze contadine del Vallo di Lauro nelle piazze degli altri comuni irpini, fino al capoluogo Avellino.
In ogni tappa: maschere, musica, animazione e spettacoli itineranti con i gruppi folkloristici della Pro Loco.
Pago del Vallo di Lauro si raggiunge in auto dall'autostrada A16 Napoli-Canosa (uscita Baiano, poi SS 7 bis in direzione Vallo di Lauro) oppure dall'A30 Caserta-Salerno (uscita Nola). Da Napoli il tragitto richiede circa un'ora. La stazione ferroviaria più vicina è quella di Nola, servita dalla Circumvesuviana, da cui proseguire in autobus o taxi.
Sfilate e balli si svolgono in strada e nelle piazze del paese: la partecipazione è libera e non è prevista biglietteria. Nei giorni della manifestazione il centro subisce chiusure temporanee al traffico: conviene lasciare l'auto nelle aree di sosta ai margini dell'abitato e proseguire a piedi.
Arrivate con un'ora di anticipo rispetto all'orario indicato per il laccio d'amore: la figura del rombo è il momento più fotografato e la piazza si riempie in fretta. Vestitevi a strati, perché in febbraio le sere del Vallo di Lauro sono fredde. Per informazioni aggiornate su orari e tappe conviene contattare la Pro Loco Pago del Vallo di Lauro.
L'offerta ricettiva locale è essenzialmente diffusa tra bed and breakfast e agriturismi del Vallo di Lauro e del Baianese; in alternativa si può pernottare a Nola o ad Avellino, entrambe a breve distanza in auto.
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Centro storico di Pago del Vallo di Lauro e frazione Pernosano
Via Roma 29, 83020 Pago del Vallo di Lauro