Maschere, carri allegorici e danze in costume nella reggia borbonica di San Tammaro
C'è un luogo, nella pianura tra Capua e Santa Maria Capua Vetere, dove il Carnevale non si celebra soltanto in piazza ma dentro una reggia: è il Real Sito di Carditello, nel territorio del Comune di San Tammaro, in provincia di Caserta. Ogni inverno la palazzina neoclassica voluta dai Borbone si riempie di maschere, coriandoli, musica e costumi d'epoca per il Carnevale di Carditello, appuntamento ormai stabile del calendario culturale della Campania e uno degli eventi più partecipati promossi dalla Fondazione Real Sito di Carditello.
Carditello nasce nel Settecento come tenuta di caccia di Carlo di Borbone e viene poi trasformata da Ferdinando IV in una grande azienda agricola modello, con allevamenti di cavalli e bovini di razza e un galoppatoio monumentale disegnato dall'architetto Francesco Collecini. Dopo decenni di abbandono, il complesso è entrato nel patrimonio dello Stato nel 2014 ed è stato riaperto al pubblico nel 2017. Oggi è gestito dalla Fondazione Real Sito di Carditello, che ne ha fatto un presidio culturale per un territorio a lungo ferito. Il Carnevale è uno dei momenti in cui questa rinascita si vede meglio, perché riporta dentro la reggia le famiglie dei paesi vicini e restituisce alla festa popolare uno scenario che per due secoli è rimasto chiuso.
Il cuore della manifestazione è la collaborazione con la Pro Loco di Capua e con il Carnevale storico di Capua, una delle feste più antiche della Campania, che porta a Carditello i suoi carri allegorici realizzati dai maestri cartapestai capuani. La corte carnevalesca — il Re Carnevale, la regina e la maschera tipica di Casilino — attraversa il galoppatoio di Ferdinando IV, legge il proclama, saluta i visitatori e scende lungo lo scalone principale della palazzina reale in un corteo che è insieme sfilata e rievocazione storica. Per molti bambini della Terra di Lavoro è il primo incontro con una reggia borbonica.
Attorno alla sfilata il programma alterna registri diversi, pensati per un pubblico intergenerazionale:
Il Carnevale di Carditello è costruito su misura per chi arriva con i bambini: le distanze interne sono brevi, gli spazi verdi ampi, i costi contenuti e il parcheggio gratuito. Le due giornate si sviluppano quasi interamente all'aria aperta, con qualche tappa nelle sale della palazzina, e non richiedono un impegno di intera giornata: si può scegliere una singola visita accompagnata o restare dalla mattina al pomeriggio.
La provincia di Caserta vive il Carnevale con una intensità particolare. Capua conserva una delle sfilate più longeve d'Italia, con oltre centotrenta edizioni alle spalle, e le sue maschere hanno costruito nel tempo un immaginario riconoscibile in tutta la Campania. Portare quei carri a Carditello significa cucire insieme due patrimoni: quello architettonico della dinastia borbonica e quello immateriale delle feste popolari casertane. È anche la ragione per cui l'evento attira, oltre agli abitanti dei comuni vicini, visitatori da Napoli e dal resto della regione.
La manifestazione si tiene nel fine settimana di Carnevale, quindi tra la seconda metà di febbraio e i primi giorni di marzo a seconda dell'anno liturgico, su due giornate consecutive di sabato e domenica. Le date e il programma vengono annunciati dalla Fondazione Real Sito di Carditello con qualche settimana di anticipo.
L'edizione 2026 del Carnevale di Carditello, la quinta, ha giocato sulla sovrapposizione fra il Carnevale e la festa di San Valentino: da qui il titolo «Carnevale degli innamorati» e un programma costruito attorno al tema del ballo e del corteggiamento d'epoca. Sabato 14 febbraio le sale della palazzina borbonica hanno ospitato visite accompagnate tematiche con rievocazioni storiche e un ballo in costume romantico curato dall'associazione Danzando nel Tempo, seguito nel tardo pomeriggio da pillole di teatro, letture animate e laboratori creativi de La Mansarda Teatro dell'Orco.
La giornata di domenica 15 febbraio è stata dedicata alla parte più popolare della festa: i carri allegorici e le maschere del Carnevale storico di Capua, realizzati dai maestri cartapestai capuani, sono entrati nel galoppatoio di Ferdinando IV con la corte carnevalesca guidata dal Re Carnevale, dalla regina e dal personaggio di Casilino, che ha letto il proclama prima della discesa lungo lo scalone principale. Questa parte del programma era a ingresso gratuito. Nel corso della giornata Antiqua Tempora ha proposto itinerari accompagnati sull'architettura neoclassica del Real Sito. L'evento, ha sottolineato la Fondazione, è stato pensato come un segnale di rinascita comunitaria per il territorio di San Tammaro e della provincia di Caserta.
In auto: il Real Sito di Carditello si trova in Via Carditello (SP229), circa 4 km a ovest del centro di San Tammaro. Uscite consigliate: A1 Capua o Santa Maria Capua Vetere, poi indicazioni per Carditello. Il parcheggio è gratuito e non custodito.
In treno: stazioni di riferimento Santa Maria Capua Vetere e Capua sulla linea regionale da Napoli; dalla stazione è necessario proseguire in auto o taxi, il sito non è raggiungibile a piedi.
In aereo: aeroporto di Napoli Capodichino, a circa 40 km.
L'accesso al Real Sito è a pagamento con tariffe ridotte per over 60, ragazzi dai 6 ai 18 anni e gruppi; ingresso gratuito per i bambini sotto i 6 anni e per le persone diversamente abili. Alcune iniziative del Carnevale, come la sfilata dei carri di Capua, sono a ingresso libero. Prenotazione consigliata al numero +39 379 2981223 o via email a [email protected].
Nessuna foto al momento. Condividi le tue!
5 foto massimo, 5 MB per foto (JPG, PNG, WebP)
Aiutaci a tenere aggiornata questa scheda. Ogni proposta è verificata dal nostro team prima della pubblicazione.
Nessuna valutazione — sii il primo!
Nessun commento al momento. Sii il primo!
Condividi la tua esperienza con la comunità.
Real Sito di Carditello
Via Carditello - SP229, 81050 San Tammaro