L'antico rito pasquale piemontese delle uova cantate a Calamandrana
Nel Comune di Calamandrana, piccolo borgo della Provincia di Asti immerso tra le colline del Monferrato piemontese, rivive una delle usanze più suggestive della tradizione contadina locale: il Cantè j'euv, espressione dialettale che significa letteralmente "cantare le uova". È un rito pasquale antichissimo, diffuso un tempo nelle zone rurali delle Langhe, del Roero e del Monferrato, che la comunità calamandranese ha scelto di riscoprire e riportare in vita.
Il cuore della manifestazione è il giro dei cantori, che si spostano di porta in porta nel buio della sera, illuminati da lanterne. Davanti a ogni abitazione intonano la canzone tradizionale che invita gli abitanti a donare uova, denaro, pane e salumi. Nel testo della questua si chiedono le uova de "la galina rusa, bianca e neira", con benedizioni e buoni auspici per chi dona e simpatiche maledizioni per chi rifiuta. Le famiglie ricambiano offrendo ai cantori un assaggio, un bicchiere di vino e il calore di chi sa ricevere.
Anticamente erano i giovani uomini a fare la questua delle uova, sia per procurarsi il cibo per il merendino di Pasquetta, sia come occasione per conoscere le ragazze delle cascine. Le uova, simbolo di fertilità e di rinascita, rappresentavano l'augurio di prosperità, di buoni raccolti e di abbondanza per l'anno a venire, in un periodo legato al risveglio della primavera nelle comunità agricole.
Ad accompagnare i cantori c'è il gruppo folk Balacanta, con organetto, ghironda, flauti e cornamuse, mentre i danzatori astigiani propongono balli della tradizione popolare. Non mancano le sorprese sceniche, con abitanti che fingono di rifiutare il dono, dando vita a una sorta di piccolo teatro di strada che strappa sorrisi al pubblico. La serata si chiude con musica e danze in una corte del paese.
La manifestazione è organizzata dall'Associazione Le Colline della Cultura, con la Biblioteca Comunale e il sostegno del Comune di Calamandrana. Negli ultimi anni la festa ha assunto un respiro internazionale grazie alla partecipazione di residenti stranieri delle colline tra Calamandrana e Nizza Monferrato, provenienti da Nuova Zelanda, Canada, Germania, Svizzera e Messico, che si cimentano nel canto in lingua piemontese.
L'edizione 2026 del Cantè j'euv ha riportato l'antica tradizione delle uova cantate nella frazione Bruciati di Calamandrana, sulla collina di fronte al borgo antico. La novità più significativa è stata la partecipazione del Coro di Luci, formato da residenti stranieri delle colline tra Calamandrana e Nizza Monferrato, che per la prima volta si sono cimentati nel canto della questua in lingua piemontese.
Accompagnamento musicale: gruppo folk Balacanta — Efisio Ecca (organetto), Franco Malberto (ghironda), Valerio Franco (flauti e cornamuse). Prove curate da Valter Bosca alla chitarra.
Danze: danzatori astigiani del DLF.
Il Cantè j'euv si tiene nel periodo pasquale, generalmente a marzo o aprile, in orario serale. Verifica la data esatta dell'edizione in corso sulla stampa locale astigiana e sui canali del Comune di Calamandrana.
L'evento si svolge nella frazione Bruciati, sulla collina che domina il paese. Per via delle strette vie della borgata non è possibile posteggiare sul posto: il parcheggio è allestito presso il Viale del Cimitero di Calamandrana, da cui una navetta gratuita accompagna i partecipanti fino alla piazzetta della chiesa.
L'accoglienza degli ospiti avviene in genere tra le 19:30 e le 20:00 al parcheggio, con avvio della manifestazione attorno alle 20:15. Si consiglia abbigliamento comodo e adatto a una serata all'aperto in collina.
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Frazione Bruciati
Frazione Bruciati, 14042 Calamandrana