Visite guidate domenicali al Vecchio Cimitero Israelitico di Poggioreale, nel programma del Maggio dei Monumenti
Nel quartiere di Poggioreale, nella IV Municipalità del Comune di Napoli, si apre per poche domeniche l'anno un varco poco conosciuto della storia cittadina: il Vecchio Cimitero Israelitico di via del Cimitero Israelita, all'angolo con via Aquileia. Di norma chiuso al pubblico, questo recinto silenzioso viene aperto con il ciclo di visite guidate «Azzurro Napoli: memoria e identità al Vecchio Cimitero Ebraico», promosso dal Centro di Studi Ebraici dell'Università degli Studi di Napoli L'Orientale insieme alla Comunità Ebraica di Napoli e all'Associazione per la tutela del Vecchio Cimitero Ebraico APS, con il patrocinio del Comune di Napoli e della IV Municipalità.
Il cimitero nasce nel 1865 e viene inaugurato nel 1875, quando il terreno viene acquistato dalla famiglia Rothschild e dall'allora presidente della comunità Isidoro Rouff. È una delle testimonianze più eloquenti di una vicenda lunga e interrotta: gli ebrei erano stati espulsi da Napoli tra il 1510 e il 1541 e la comunità si è potuta ricostituire ufficialmente soltanto nell'Ottocento, dopo l'Unità d'Italia. Il camposanto conserva così la memoria di una comunità rinata, che guarda al Mediterraneo e all'Europa centrale allo stesso tempo.
Il cimitero custodisce circa ottocento sepolture, con monumenti funerari di gusto ottocentesco e novecentesco e iscrizioni in italiano, ebraico, francese, tedesco e yiddish. La visita fa emergere una geografia umana sorprendente:
Una lapide ricorda inoltre i quattordici ebrei napoletani uccisi durante la Shoah: la visita non è quindi soltanto un itinerario architettonico, ma anche un esercizio di memoria civile.
Il titolo del percorso non è casuale. In questo cimitero riposa Giorgio Ascarelli, l'imprenditore ebreo napoletano che nel 1926 fondò l'Associazione Calcio Napoli e a cui fu intitolato il primo stadio cittadino. Il filo azzurro del calcio diventa così il modo per raccontare l'identità della città a un pubblico ampio: un luogo di culto e di memoria ebraica si rivela, inaspettatamente, uno snodo della storia popolare napoletana e nazionale.
Dopo decenni di abbandono e di atti vandalici, il monumento è oggi al centro di un programma di recupero portato avanti dall'Associazione per la tutela del Vecchio Cimitero Ebraico APS con la campagna «Bayit lechaim: una casa per la vita», dedicata al consolidamento delle pietre e all'accessibilità del sito. Il contributo richiesto per la visita è interamente devoluto ai lavori di restauro: partecipare significa contribuire concretamente alla conservazione del luogo.
Le visite sono ufficialmente inserite nel Maggio dei Monumenti, la grande rassegna culturale che ogni primavera anima il Comune di Napoli e la Campania con centinaia di appuntamenti diffusi in tutte le Municipalità. L'edizione 2026, la trentaduesima, si è svolta dal 2 maggio al 2 giugno con il tema dei colori di Napoli e il titolo «Ebbra di luce, folle di colori», ispirato a Matilde Serao. In questo contesto il Vecchio Cimitero Ebraico rappresenta una delle mete più singolari e meno turistiche dell'intero cartellone.
Nel 2026 il ciclo di visite guidate si è svolto nelle domeniche del 3, 10, 17 e 24 maggio, sempre con partenza alle ore 10:30 dall'ingresso di via del Cimitero Israelita, all'angolo con via Aquileia, a Poggioreale. L'iniziativa è stata promossa dall'Associazione per la tutela del Vecchio Cimitero Ebraico APS insieme alla Comunità Ebraica di Napoli e al Centro di Studi Ebraici dell'Università L'Orientale, all'interno del programma ufficiale del Maggio dei Monumenti 2026 del Comune di Napoli.
Il filo conduttore dell'edizione è stato dichiaratamente calcistico: cento anni dopo la fondazione dell'Associazione Calcio Napoli, avvenuta nel 1926 per volontà di Giorgio Ascarelli, la sua sepoltura è diventata il punto di partenza per raccontare un pezzo poco noto di storia cittadina e nazionale. Accanto alle visite, l'Associazione Memoriae – Museo della Shoah aps, la Comunità ebraica di Napoli e Nico Pirozzi hanno allestito la mostra fotografica «Ascarelli. Un nome e una storia lunga 150 anni» presso la Fondazione Banco Napoli, in via dei Tribunali 213.
La partecipazione, su prenotazione obbligatoria, ha previsto un contributo minimo di 10 euro interamente destinato ai lavori di recupero del cimitero, monumento a lungo segnato dall'abbandono e oggi al centro della campagna «Bayit lechaim: una casa per la vita».
Vecchio Cimitero Israelitico, via del Cimitero Israelita 22 (angolo via Aquileia), quartiere Poggioreale, 80143 Napoli.
La zona è servita dalla stazione di Napoli Centrale/Piazza Garibaldi, a pochi minuti in autobus o in taxi: dalla stazione si raggiunge Poggioreale seguendo via Nuova Poggioreale. In auto, uscita tangenziale Corso Malta; il parcheggio in strada è possibile ma limitato nei giorni feriali per la presenza degli uffici e del vicino cimitero monumentale.
La prenotazione è obbligatoria: occorre scrivere a [email protected] allegando la foto di un documento d'identità. È richiesto un contributo minimo di 10 euro a persona, interamente devoluto ai lavori di recupero e restauro del cimitero.
Il percorso si svolge all'aperto, su vialetti e terreno sconnesso: si consigliano scarpe comode, cappello e acqua. Agli uomini è richiesto il capo coperto, come da consuetudine nei cimiteri ebraici. Le visite partono puntuali alle ore 10:30.
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