Il rito plurisecolare delle tavole-altare con 13 portate di magro, il 19 marzo
Le Tavole di San Giuseppe a Riccia (CB) sono uno dei riti devozionali più antichi e identitari del Fortore molisano. La tradizione risale a circa il 1700, quando i monaci Cappuccini provenienti dalla Puglia diffusero l'usanza. La leggenda racconta che il rito nacque dall'accoglienza di un povero viandante: rifocillato e ospitato, lo straniero fu avvolto da una luce e dal suo bastone fiorì un giglio, simbolo di San Giuseppe.
Il 19 marzo, vigilia simbolica nel cuore della Quaresima, le famiglie devote aprono le porte di casa e allestiscono tavole-altare riccamente imbandite con tredici portate di magro (senza carne). Tra i piatti della tradizione: antipasto povero (peperoni, pere e ciliegie sott'aceto), maccheroni al sugo e "mollicati", baccalà fritto e arracanato, fagioli con uva passa, peperoni ripieni, broccoli, lenticchie, cavolfiore in pastella, riso al latte e l'agrodolce di baccalà e frutta secca.
Specialità immancabile è il calzone di San Giuseppe: una sfoglia ripiena di farina di ceci cotti, miele e cannella, dolce simbolo della festa. Il rito si completa con la benedizione del pane e la condivisione del cibo con i poveri del paese, rinnovando il valore di fede, ospitalità e comunità.
Anche nel 2026 la comunità di Riccia ha celebrato le Tavole di San Giuseppe il 19 marzo. Le famiglie devote hanno aperto le porte di casa allestendo le tavole-altare con le tredici portate di magro, nel segno della fede e dell'ospitalità tramandate da generazioni. Immancabile il calzone di San Giuseppe, dolce di sfoglia ripiena di farina di ceci, miele e cannella.
Il rito si svolge nelle abitazioni delle famiglie devote nel corso del 19 marzo. Elementi tradizionali:
Le aperture delle tavole e le iniziative collegate sono coordinate dalle famiglie e dalla Pro Loco di Riccia.
Le tavole-altare imbandite con le tredici portate e il calzone di San Giuseppe.
Riccia (CB) si raggiunge in auto dalla SS17; da Campobasso circa 30 km.
19 marzo, festa di San Giuseppe.
Le tavole sono allestite nelle case delle famiglie devote e aperte alla visita; per informazioni rivolgersi alla Pro Loco di Riccia.
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