Riti secolari della Pasqua tra lamenti, Cappe e il Calvario di Monte San Calogero
La Settimana Santa di Cattolica Eraclea, nel cuore della provincia di Agrigento, è tra le ricorrenze religiose più antiche e partecipate della Sicilia interna. Pur essendo un borgo fondato nel 1612 da Filippo IV di Spagna, Cattolica Eraclea custodisce riti di profonda radice popolare, tramandati di generazione in generazione. Per una settimana l'intero paese si trasforma in una grande rappresentazione vivente della Passione, dove fede, memoria e identità comunitaria si fondono in un'unica emozione collettiva.
Dopo la Messa in Coena Domini, nel pomeriggio del Giovedì Santo prende il via la processione della Madonna Addolorata, portata a spalla dalle donne della confraternita attraverso tutte le chiese del paese. Gli altari sono adornati con i "lavureddu", vasi di grano germogliato al buio simbolo di rinascita. L'ingresso del simulacro in ogni chiesa è accolto dai "lamenti", antiche strofe corali funebri di quattro versi cantate in dialetto siciliano, che creano i momenti più toccanti dell'intera settimana.
Il Venerdì Santo è il giorno centrale delle celebrazioni. La processione con l'urna del Cristo morto e il simulacro della Madonna Addolorata raggiunge il colle di Monte San Calogero, lungo un percorso scandito dalle quattordici cappellette della Via Crucis costruite in pietra bianca locale, in uno scenario che ricorda il Golgota di Gerusalemme. A mezzogiorno, sul Calvario, si rinnova la Crocifissione. L'urna e l'Addolorata sono accompagnate dalla confraternita delle "Cappe", i cui membri indossano tunica e cappuccio bianchi e un mantellino di colore diverso a seconda della parrocchia di appartenenza.
Il momento conclusivo e più gioioso giunge la Domenica di Pasqua, quando in Piazza Roma si celebra il tradizionale "incontru": l'incontro tra il Cristo Risorto e la Madonna, annunciato dalla statua di San Michele che corre più volte verso la Vergine per portarle la notizia della Resurrezione. È l'esplosione di festa che chiude una settimana di intensa partecipazione popolare.
La Settimana Santa rappresenta per Cattolica Eraclea molto più di una celebrazione religiosa: è il momento in cui la comunità ritrova le proprie radici e rinnova un legame profondo con la propria storia, all'interno del ricco patrimonio di riti pasquali della provincia di Agrigento e di tutta la Sicilia.
La Settimana Santa 2026 di Cattolica Eraclea si apre la Domenica delle Palme, 29 marzo, con la benedizione dei rami d'ulivo e di palma, e si conclude la Domenica di Pasqua, 5 aprile.
Il Giovedì Santo (2 aprile), dopo la Messa in Coena Domini, la Madonna Addolorata viene portata in processione dalle donne della confraternita attraverso le chiese del paese, adornate con i "lavureddu" e animate dai "lamenti" cantati in dialetto. Il Venerdì Santo (3 aprile), giorno centrale, la processione raggiunge il Calvario di Monte San Calogero dove a mezzogiorno si rinnova la Crocifissione, con la confraternita delle Cappe ad accompagnare l'urna del Cristo morto. La Domenica di Pasqua (5 aprile), nel pomeriggio in Piazza Roma, si celebra l'"incontru" tra il Cristo Risorto e la Madonna.
Cattolica Eraclea si trova in provincia di Agrigento, nella Sicilia sud-occidentale. In auto si raggiunge dalla SS115 con deviazione verso l'interno; l'aeroporto più vicino è quello di Palermo (Punta Raisi) o Catania-Fontanarossa. La stazione ferroviaria di riferimento è Agrigento, da cui si prosegue in autobus o auto.
I riti si svolgono lungo tutta la Settimana Santa, dalla Domenica delle Palme alla Domenica di Pasqua. Le processioni principali sono il Giovedì Santo (pomeriggio), il Venerdì Santo (mattina e sera) e la Domenica di Pasqua (pomeriggio in Piazza Roma).
L'ingresso ai riti e alle processioni è libero e gratuito. Si consigliano abbigliamento e atteggiamento rispettosi del carattere religioso dell'evento e scarpe comode per la salita al Calvario di Monte San Calogero.
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Centro storico, Piazza Roma e Monte San Calogero