La festa della carne di pecora cotta nelle caldaie di rame, a Furci
Questa edizione non è stata confermata dall'organizzatore ad oggi. Si consiglia di verificare con l'organizzatore prima di mettersi in viaggio.
La Sagra della Pecorara è l'appuntamento estivo più atteso di Furci, piccolo comune della provincia di Chieti, nell'entroterra collinare dell'Abruzzo meridionale a poca distanza da Vasto e dalla costa dei Trabocchi. Ogni anno, la sera del 13 agosto, il paese si riempie di visitatori attirati dal profumo della pecorara, il piatto che dà il nome alla festa e che affonda le radici nella civiltà pastorale di questo lembo di Alto Vastese.
La pecorara è un piatto povero e antico, legato alla vita dei pastori. Si prepara con una grande quantità di carne di pecora cotta lentamente con pomodoro, peperoncino e spezie all'interno delle caldaie di rame — le callàre in dialetto — scaldate a fuoco vivo per sei o sette ore. La cottura lunga rende la carne morbida e saporita, in un sugo denso che i furciani servono ancora oggi come simbolo della propria identità gastronomica. Accanto alla pecorara si possono gustare panini con la ventricina nostrana, arrosticini, patatine, i tipici celli ripieni e altri dolci del territorio, il tutto accompagnato da vino e birra.
La sagra si svolge nei giardini del Santuario del Beato Angelo, patrono di Furci, e la data del 13 agosto non è casuale: coincide con la devozione popolare verso il santo e con l'antico pellegrinaggio ai ruderi dell'abbazia benedettino-agostiniana di Cornaclano. Organizzata dal Gruppo Parrocchiale del Santuario del Beato Angelo, la manifestazione ha da sempre anche una funzione benefica: parte del ricavato è stata destinata negli anni ai lavori di restauro del santuario.
Oltre alla parte gastronomica, la serata è animata da musica dal vivo e intrattenimento popolare, con orchestre e artisti del territorio che fanno ballare piazza e giardini fino a tarda sera. La Sagra della Pecorara è soprattutto una grande festa di comunità: decine di volontari del gruppo parrocchiale lavorano per giorni alla preparazione, e il paese di Furci, che conta poche centinaia di abitanti, accoglie migliaia di ospiti provenienti da tutta la provincia di Chieti e oltre.
Documentata senza interruzioni dai primi anni Novanta, la sagra ha tagliato traguardi importanti: la 30ª edizione nel 2018, la 34ª nel 2024 e la 35ª nel 2025, celebrata come un piccolo anniversario. Inserita a pieno titolo tra le sagre folkloristiche e gastronomiche dell'Abruzzo, la Sagra della Pecorara di Furci è un'occasione autentica per scoprire i sapori pastorali dell'entroterra vastese e l'ospitalità di un borgo che fa della tradizione la sua festa più sentita.
Al momento le date e il programma dell'edizione 2026 della Sagra della Pecorara di Furci non sono ancora stati annunciati ufficialmente. Basandosi sulla tradizione consolidata, la manifestazione dovrebbe tornare come ogni anno il 13 agosto nei giardini del Santuario del Beato Angelo, con la preparazione della pecorara nelle caldaie di rame e le consuete specialità gastronomiche del territorio vastese. Consigliamo di verificare le comunicazioni del Gruppo Parrocchiale del Santuario del Beato Angelo per gli aggiornamenti sull'edizione 2026.
Furci si trova nell'entroterra della provincia di Chieti, in Abruzzo. In auto si raggiunge dall'uscita autostradale di Vasto Sud (A14), proseguendo verso l'interno per circa 20 minuti. La stazione ferroviaria più vicina è quella di Vasto-San Salvo, sulla linea adriatica; da lì si prosegue in auto o con i collegamenti locali.
La sagra si tiene tradizionalmente il 13 agosto, con inizio in serata (dalle ore 19 circa), nei giardini del Santuario del Beato Angelo.
L'ingresso è libero; si paga il consumo dei piatti alle casse allestite dal gruppo parrocchiale. Data l'affluenza record degli ultimi anni, conviene arrivare presto per trovare posto a sedere. Nei mesi di agosto è consigliabile prenotare per tempo un alloggio sulla costa vastese vicina.
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Giardini del Santuario del Beato Angelo