La pasta fatta a mano di Monterosi in festa, tra musica dal vivo e bancarelle
Questa edizione non è stata confermata dall'organizzatore ad oggi. Si consiglia di verificare con l'organizzatore prima di mettersi in viaggio.
Ci sono paesi che si raccontano attraverso un monumento e altri che si raccontano attraverso un piatto. Monterosi, poco più di quattromila abitanti nella provincia di Viterbo, nel Lazio, appartiene decisamente alla seconda categoria: qui il nome che tutti conoscono è quello del bighero, una pasta fresca poverissima negli ingredienti — solo acqua e farina, senza uovo — ma ricchissima di gesto e di memoria. Si lavora l'impasto, se ne staccano piccoli pezzi e li si arrotola uno a uno, così che ogni bighero abbia la sua forma leggermente irregolare, impossibile da riprodurre a macchina.
La Sagra del Bighero nasce proprio per non lasciare che questo gesto vada perduto. Non è una manifestazione monumentale né una vetrina turistica costruita a tavolino: è la festa con cui il paese, riunito attorno alla Pro Loco di Monterosi APS e alla rete delle associazioni locali, mette in tavola ciò che ha sempre mangiato nelle occasioni importanti. Le cuoche preparano i bigheri nei giorni precedenti, i volontari allestiscono il piazzale, e alla sera il Piazzale Sant'Antonio Abate si trasforma in una lunga tavolata all'aperto.
Il condimento resta fedele alla tradizione dell'alta Tuscia e del confine con la Sabina: si sceglie fra amatriciana e funghi e salsiccia, due sughi decisi che reggono bene la consistenza corposa della pasta. Il menù completo servito alla sagra comprende:
Il menù è proposto a prezzo fisso ed è disponibile solo su prenotazione: è il sistema che permette ai volontari di calibrare la produzione di pasta fresca, che non si improvvisa. Chi arriva senza prenotare trova comunque le bancarelle e la parte di festa all'aperto.
La serata non si esaurisce a tavola. Attorno al piazzale si dispongono le bancarelle di prodotti tipici e di artigianato, mentre un gruppo dal vivo accompagna la cena e la trasforma in una festa di piazza che va avanti fino a tarda sera. Il momento più riuscito è però il laboratorio del bighero per bambini: dalle 18 i più piccoli si mettono le mani in farina e imparano ad arrotolare la pasta accanto alle signore del paese. È un dettaglio che dice molto del senso della manifestazione, che è quello di trasmettere una tecnica più che di venderla.
Il Comune di Monterosi si trova in una posizione felice: sulla via Cassia, a metà strada fra Roma e Viterbo, ai margini del Parco Naturale Regionale di Bracciano-Martignano e affacciato sul piccolo lago di Monterosi, specchio d'acqua di origine vulcanica circondato da boschi. Non a caso il paese si presenta come «porta della Tuscia»: chi sale verso il Viterbese trova qui il primo assaggio di quella cucina contadina fatta di paste tirate a mano, sughi robusti e prodotti dell'orto.
La Sagra del Bighero è uno degli appuntamenti di punta della rassegna estiva del paese, che da giugno ad agosto alterna sagre, serate musicali, il palio dei santi patroni, la notte bianca e gli eventi in riva al lago. Chi capita a Monterosi la sera della sagra trova quindi non un evento isolato, ma un paese in stagione, con bar e piazze animati e la possibilità di scoprire nel raggio di pochi chilometri Sutri, Nepi, Campagnano di Roma e il lago di Bracciano.
La formula è quella classica della sagra di paese: si arriva presto, si passeggia fra le bancarelle, ci si siede quando il servizio comincia. Vale la pena prenotare con largo anticipo, perché i posti a sedere sono limitati e la manifestazione richiama molti visitatori dai comuni vicini e dall'area a nord di Roma.
Al momento non risulta pubblicata alcuna comunicazione ufficiale sulla Sagra del Bighero 2026 a Monterosi, in provincia di Viterbo. Il riferimento resta il calendario estivo della Pro Loco di Monterosi APS, che negli anni recenti ha collocato la sagra in una serata di fine giugno in Piazzale Sant'Antonio Abate. La scheda sarà aggiornata con date e programma definitivi appena disponibili.
La formula consolidata prevede il menù a base di bigheri, la pasta fresca di acqua e farina tirata a mano, serviti all'amatriciana o ai funghi e salsiccia, accompagnati da antipasto, dolce, caffè e limoncello. Attorno alla cena si sviluppano le bancarelle di prodotti tipici e artigianato, la musica dal vivo e il laboratorio del bighero dedicato ai bambini.
In auto: Monterosi si raggiunge dalla via Cassia (SS2), a circa 45 km da Roma e 35 km da Viterbo; uscita consigliata anche dalla Cassia bis (SS2 bis Veientana). Il Piazzale Sant'Antonio Abate è nel centro del paese.
Il collegamento più comodo è con gli autobus di linea extraurbani da Roma (Saxa Rubra) e da Viterbo. La stazione ferroviaria più vicina è quella di Sutri-Capranica, sulla linea Roma-Viterbo, da cui occorre proseguire in auto o in autobus.
Sono disponibili aree di sosta gratuite nelle vie limitrofe al centro; nelle sere di sagra conviene arrivare con anticipo perché i posti più vicini al piazzale si riempiono presto.
L'ingresso alla festa è libero. Il menù completo è a pagamento e si prenota nei punti di raccolta del paese (Bar Piranha, Bar Art Caffè, Parrucchiera Romanina, Centro Polivalente) oppure telefonicamente al numero indicato dagli organizzatori.
Si cena all'aperto: in caso di serata fresca conviene portare una giacca leggera. Il laboratorio per bambini è gratuito e non richiede iscrizione.
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Piazzale Sant'Antonio Abate
Piazzale Sant'Antonio Abate, 01030 Monterosi