La pasta paesana di acqua e farina con il sugo di porcini dei Monti Prenestini
Gli gnoccacci non sono gnocchi di patate: sono una pasta povera e antica, impastata a mano con la sola acqua e la farina, tirata in bocconi irregolari e spessi che trattengono il sugo. È il piatto delle famiglie contadine di Rocca Santo Stefano, borgo di poche centinaia di abitanti arroccato sui Monti Prenestini, nella Città metropolitana di Roma Capitale, a due passi da Subiaco e dall'alta Valle dell'Aniene. Il condimento è quello che i boschi circostanti offrono ancora oggi in abbondanza: un sugo lungo e profumato di funghi porcini, raccolti nelle faggete e nei castagneti che coprono i versanti del paese.
Il legame fra il piatto e la comunità è stato riconosciuto ufficialmente nel 2023, quando gli gnoccacci hanno ottenuto la De.C.O., la Denominazione Comunale di Origine, il marchio con cui i Comuni italiani tutelano le produzioni tipiche del proprio territorio. Un riconoscimento che ha dato ancora più valore alla sagra che li celebra.
La manifestazione nasce a metà degli anni Ottanta come festa di paese e si è consolidata nel tempo fino a diventare uno degli appuntamenti gastronomici più conosciuti dell'area prenestina e sublacense. Nel 2026 si celebra la XLI edizione, organizzata come sempre dalla Pro Loco insieme all'Amministrazione comunale. La collocazione nel calendario non è fissa: negli anni recenti la sagra si è svolta a fine agosto, mentre nel 2026 è stata anticipata a luglio, con due sabati dedicati.
Il cuore della festa è Piazza Pontica, dove vengono allestiti gli stand e i tavoli. Gli gnoccacci sono preparati e cotti sul momento dalle cuoche e dai cuochi del paese: la lavorazione a vista è parte dello spettacolo, e la fila davanti ai paioli è uno dei momenti più caratteristici della serata. Le porzioni si consumano ai tavoli comuni allestiti in piazza, in un'atmosfera di festa che coinvolge l'intero borgo.
Ogni serata è accompagnata da un concerto gratuito all'aperto, che prosegue dopo la cena e trasforma la piazza in una pista da ballo improvvisata. La scelta cade di solito su band del territorio e su gruppi cover, con un repertorio pensato per un pubblico intergenerazionale: è una festa a cui partecipano famiglie, ragazzi e anziani del paese insieme ai visitatori arrivati dai comuni vicini e da Roma.
Chi arriva per la sagra trova un borgo medievale ben conservato, con vicoli stretti, archi e scorci sulla valle. Rocca Santo Stefano fa parte di un comprensorio ricco di mete: il Monastero di San Benedetto e il Monastero di Santa Scolastica a Subiaco, i borghi di Bellegra e Olevano Romano, i sentieri escursionistici dei Monti Prenestini e dei Monti Affilani. In estate le temperature serali in quota sono nettamente più fresche rispetto alla capitale, ed è consigliabile portare una felpa leggera anche a luglio.
La Sagra degli Gnoccacci è un esempio riuscito di sagra autentica del Lazio interno: nessuna spettacolarizzazione, un solo piatto fatto bene, prodotti del bosco e una comunità intera che si mette ai fornelli. Per chi vuole capire cosa significhi la cucina povera dell'Appennino laziale, poche occasioni sono altrettanto dirette e sincere.
Nel 2026 la Sagra degli Gnoccacci anticipa di un mese la sua tradizionale collocazione di fine agosto e si concentra su due sabati consecutivi, il 18 e il 25 luglio. L'appuntamento è in Piazza Pontica, nel cuore di Rocca Santo Stefano, dalle 19:30 in poi.
La formula resta quella che ha reso nota la manifestazione: un unico grande protagonista, gli gnoccacci al sugo di funghi porcini, lavorati a mano e cucinati a vista dalle cuoche e dai cuochi della Pro Loco. Il piatto, riconosciuto De.C.O. dal Comune nel 2023, è servito ai tavoli allestiti in piazza.
Ogni serata ha il suo concerto: il 18 luglio sale sul palco Generazione INDIE, il 25 luglio tocca alla cover band Come Max. La musica accompagna la cena e prosegue fino a tarda sera, in un clima di festa che coinvolge tutto il borgo dei Monti Prenestini.
La manifestazione è organizzata dalla Pro Loco insieme all'Amministrazione comunale di Rocca Santo Stefano. Gli orari degli stand indicati dagli organizzatori vanno indicativamente dalle 19:30 alle 23:00; la musica prosegue oltre.
In auto da Roma: A24 fino a Vicovaro-Mandela oppure via Casilina e Via Prenestina, quindi strade provinciali verso Bellegra e Rocca Santo Stefano; circa un'ora e mezza dal Grande Raccordo Anulare. In alternativa si può risalire la Valle dell'Aniene passando per Subiaco. Con i mezzi pubblici sono attivi i collegamenti Cotral dalla stazione di Roma Anagnina verso Subiaco e i paesi dell'area prenestina: verificare gli orari serali, che nei fine settimana sono ridotti.
Il centro storico è di dimensioni ridotte e nelle serate di sagra è opportuno lasciare l'auto nelle aree di sosta all'ingresso del paese e proseguire a piedi fino a Piazza Pontica.
Le serate iniziano intorno alle 19:30: arrivare presto aiuta a evitare le attese più lunghe agli stand. Si consiglia di portare contanti, perché non tutti i banchi dispongono di pagamento elettronico. Anche in luglio le sere in collina possono essere fresche: meglio una giacca leggera.
L'offerta ricettiva del borgo è limitata: si trovano agriturismi e bed and breakfast a Bellegra, Olevano Romano e Subiaco, tutti a pochi chilometri.
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Piazza Pontica