La Giunta e i lamentaturi: il rito della Settimana Santa nel cuore di Niscemi
Nel cuore della Settimana Santa, il Comune di Niscemi, in provincia di Caltanissetta, vive una delle giornate più sentite dell'anno. Il Venerdì Santo trasforma il centro storico in un grande teatro di fede e tradizione popolare, dove la devozione si fonde con un patrimonio rituale tramandato di generazione in generazione. È un appuntamento che richiama i niscemesi emigrati e i visitatori dei paesi vicini, attratti dall'intensità di un rito che è insieme religioso e identitario.
Il momento centrale della giornata è la sacra rappresentazione della Giunta, l'incontro tra i simulacri dell'Addolorata, di San Giovanni, della Veronica e di Gesù che porta la croce. La scena si svolge nel primo pomeriggio all'incrocio tra via Marconi e via Salvatore Noto, dove la statua dell'Addolorata raggiunge quella del Figlio in un gesto carico di pathos. I trombettieri eseguono il silenzio nella piazza e lungo il percorso della Via Crucis, mentre la folla assiste in raccoglimento a una delle scene più emozionanti della tradizione locale.
A rendere unico il rito niscemese è l'antico canto dialettale dei lamentaturi, un lamento corale eseguito da sole voci maschili che ripercorre la passione di Cristo. Un solista intona il testo mentre il coro si alterna con vocali strazianti, arricchite da una voce in falsetto chiamata in dialetto favusettu. Questa tradizione, nata in seno alla Confraternita del Santissimo Crocifisso, era andata perduta e fu recuperata nel 2003 grazie all'impegno del procuratore Alberto Mongelli e del giovane Giuseppe Mandrà, che ne ricostruì testo e linee musicali a partire da vecchie registrazioni d'archivio. Oggi un gruppo di dieci voci tramanda questo patrimonio artistico considerato pietra angolare della memoria collettiva niscemese.
Dopo la Giunta, i quattro simulacri vengono condotti in processione al Calvario, presso la Chiesa di San Francesco d'Assisi, dove vengono esposti insieme al Crocifisso per la venerazione dei fedeli. In serata si svolge la solenne processione del Cristo morto deposto nell'Urna, accompagnata dalle marce funebri eseguite dal corpo bandistico cittadino e seguita dai simulacri dell'Addolorata, di San Giovanni e della Veronica, che rientrano nelle rispettive chiese. Le celebrazioni proseguono il Sabato Santo con la messa della Resurrezione e la suggestiva caduta dell'antica tela delle tre croci nella Chiesa Madre.
La Processione del Venerdì Santo di Niscemi si inserisce nel grande capitolo dei riti della Settimana Santa in Sicilia, tra i più ricchi e scenografici d'Italia. La partecipazione delle confraternite, la presenza dei lamentaturi e il coinvolgimento dell'intera comunità fanno di questo rito un'esperienza autentica, lontana dai circuiti turistici di massa, capace di restituire al visitatore la dimensione più profonda della devozione popolare siciliana.
L'edizione 2026 della Processione del Venerdì Santo si è svolta venerdì 3 aprile. Alle 14:30 i trombettieri hanno eseguito il silenzio nella piazza e lungo la Via Crucis, mentre il canto dialettale dei lamentaturi accompagnava la rappresentazione della passione. Intorno alle ore 16, all'incrocio tra via Marconi e via Salvatore Noto, è andata in scena la Giunta, l'incontro dei simulacri dell'Addolorata, di San Giovanni, della Veronica e di Gesù che porta la croce.
I quattro simulacri sono poi stati condotti al Calvario, presso la Chiesa di San Francesco d'Assisi, per la venerazione dei fedeli. In serata la processione del Cristo morto deposto nell'Urna ha attraversato il centro di Niscemi tra le marce funebri eseguite dal corpo bandistico, seguita dagli altri simulacri rientrati nelle rispettive chiese. Il rito è stato curato dalla Confraternita del Santissimo Crocifisso con la collaborazione dei volontari della Misericordia.
Il Venerdì Santo, nel pomeriggio (la Giunta intorno alle ore 16) e in serata (processione del Cristo morto). Nel 2026 cade il 3 aprile.
Centro storico di Niscemi (CL): incrocio tra via Marconi e via Salvatore Noto per la Giunta; Chiesa di San Francesco d'Assisi (Calvario) e Chiesa dell'Addolorata.
In auto: Niscemi è raggiungibile dalla SS117bis e dalla SP10. Stazioni ferroviarie e aeroporti più vicini a Catania e Caltagirone. Durante le processioni il centro storico è chiuso al traffico: si consiglia di parcheggiare nelle aree esterne.
Gratuito. Si raccomanda un abbigliamento sobrio e un comportamento rispettoso, trattandosi di un rito religioso.
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Centro storico di Niscemi